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Articolo n° 113 del 03 Aprile 2006 delle ore 08:00

Alassio: dissequestrata l’Oasi Ecologica

Alassio. Era l’ottobre dello scorso anno quando il Sindaco di Alassio, Marco Melgrati, era stato segnalato all’autorità giudiziaria a causa dell’oasi ecologica aperta nei pressi dell’uscita dell’Aurelia Bis, all’apparenza senza le necessarie autorizzazioni. “Il timore, da subito – spiega l’Assessore all’Ambiente, Marco Salvo –  era stato quello che questo periodo di vacazio potesse costarci molto sul fronte dell’educazione ambientale. Gli alassini erano ormai abituati a trovare gli scarrabili della differenziata, il rischio era quello venisse ripreso l’antico costume di abbandonare frighi e affini lungo le strade della collina alssina. Così avevamo ripreso il servizio ogni quindici giorni nel piazzale antistante l’oasi, attività che, invece, per assurdo possa sembrare, non necessitava di autorizzazione alcuna. Nel frattempo abbiamo provveduto a inoltrare opportuno ricorso per il dissequestro dell’area che, ci tengo a sottolinearlo: non è mai stata una discarica abusiva”. Torniamo ai giorni nostri: è  datato 31 marzo il decreto di dissequestro nel quale vista l’istanza depositata dal Sindaco, vista la documentazione acquista dalla provincia di Savona da cui risulta che il Comune di Alassio aveva effettivamente presentato la documentazione necessaria alla realizzazione dell’oasi; e vista l’avvenuta iscrizione al Registro Provinciale delle imprese che svolgono attività di recupero rifiuti non pericolosi; viene disposto il dissequestro e la restituzione dell’area al Comune di Alassio. “Da stamattina quindi – comunica l’Assessore Salvo – l’oasi è nuovamente aperta al pubblico e i cittadini potranno ritrovare l’abitudine di conferirvi ingombranti, ferro, legno e vetro. La Procura della Repubblica ha quindi preso atto che il Comune di Alassio si è mosso come indicato dalla Provincia, rispettando ogni indicazione da questa fornita. Grazie poi al temporaneo ripristino del servizio quindicinale di raccolta straordinaria in collaborazione con la Società Aimeri Ambiente è stato possibile tutelare la nostra collina dall’incivile costume di liberarsi, soprattutto degli ingombranti, abbandonandoli, non visti, nelle fasce sopra Alassio”.


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