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Articolo n° 399 del 21 Aprile 2006 delle ore 06:42

Ferrania e centrale a carbone. Superare l’accordo?

Regione. Proseguirà con un approfondimento in commissione ed un dibattito in una delle prossime sedute consiliari la discussione sulle comunicazioni del Presidente della Giunta regionale Burlando sulla Ferrania. La discussione si è concentrata in particolare sull’ipotesi di realizzare una centrale a carbone. Contro la centrale si è espresso Vincenzo Plinio (capogruppo An) che ha presentato sul tema un ordine del giorno. Michele Boffa (Margherita), valbormidese d’origine, ha espresso piena fiducia nel presidente della Giunta e ha ricordato i quattro punti che stanno alla base del rilancio della vallata: ristrutturazione industriale, rilancio produttivo, risanamento ambientale, adeguamento infrastrutturale e investimenti energetici nel campo della biomassa e del carbone. “Il nodo vero però – ha detto – è nella capacità di Ferrania di darsi una prospettiva dal punto di vista industriale. In quanto alla questione del carbone essa è politica che va affrontata a tale livello. Non saranno i tecnici a toglierci le castagne dal fuoco”.
Sandro Biasotti (Per la Liguria) ha accusato Burlando di essersi occupato poco degli operai e ha ribadito di essere contrario alla centrale elettrica se essa non porterà ad un cospicuo aumento dell’occupazione. Vincenzo Nesci (Rifondazione) ha detto che la questione deve essere vista in un contesto nazionale e nell’abito di un accordo che salvi interamente occupazione e livelli di reddito. Franco Orsi (FI) ha detto che in Valbormida va salvata la presenza industriale, che il piano industriale può stare in piedi anche senza centrale e ha definito quest’ultima un errore anche rispetto al fatto che pochi mesi fa si sia negata l’autorizzazione ad un impianto a carbone a Vado.
Carlo Vasconi (Verdi) ha ricordato che è stato il ministro Scajola (Forza Italia) il principale fautore dell’accordo e della previsione al suo interno di una centrale a carbone. Ha aggiunto che l’accordo prevede importanti aspetti ambientali e ha paventato “il rischio, in assenza di un vero realistico piano industriale di trovarsi la centrale e gli operai a casa”.
“Mi stupisco dell’atteggiamento del centro destra – ha detto Antonino Miceli, Ds – non sarà mica frutto di concorrenza interna alle sue linee? E’ stato Scajola a volere la centrale”. “E’ sbagliato condizionare l’accordo Ferrania alla realizzazione della centrale” – ha aggiunto Tirreno Bianchi (Comunisti italiani – Sinistra arcobaleno).
Il Presidente della Giunta Claudio Burlando, rivolgendosi ai consiglieri del centro-destra, ha detto: “In quest’aula vedo poca onestà intellettuale: l’accordo è frutto di un compromesso fra Comune e Governo – governati dal centro destra – Regione e Provincia di Savona – governati dal centro sinistra. Chi ha spinto per la realizzazione della centrale a carbone è il Governo che pensavo un po’ vi rappresentasse. Anzi quest’ultimo voleva un impianto di maggiore potenza rispetto a quella massima prevista: 800 MW. In base a quell’accordo, a quel compromesso che io ritengo il migliore possibile in quel contesto, ho strappato 50 milioni di euro di investimenti 30 dei quali volti all’ambientalizzazione e 20 allo sviluppo industriale. Se il centro destra chiede di superare quell’accordo io ci penso seriamente, ma occorre sapere che ben difficilmente potremo rinunciare solo ad una parte dello stesso. Per altro nell’accordo c’è scritto che nessuno degli attuali occupati sarà lasciato senza lavoro e che la centrale elettrica deve rispettare le previsioni del piano energetico regionale, del piano di risanamento dell’aria e del Protocollo di Kyoto. Di più francamente non saprei cosa ottenere”.


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