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Articolo n° 605 del 04 Maggio 2006 delle ore 06:30

Liguria: una legge per il riordino del servizio sanitario

Regione. Istituzione del consiglio regionale di sanità quale organismo di alta consulenza della giunta regionale in materia sanitaria e socio-sanitaria, realizzazione dell’Agenzia sanitaria regionale per il governo clinico del Dipartimento regionale della sanità, consulta regionale per la tutela del diritto alla salute, istituzione del collegio di direzione all’interno di ogni azienda sanitaria, quale organo a supporto del direttore generale nell’ottica di un nuovo rapporto tra le funzioni gestionali e quelle cliniche e inoltre nuove regole per i primari che non potranno oltrepassare i 67 anni e nuove competenze per i distretti secondo un riequilibrio tra attività territoriali e ospedaliere. Sono queste alcune delle principali novità introdotte dalla legge di riordino del servizio sanitario regionale approvata dalla giunta ligure che per la prima volta affronta il tema degli assetti di funzionamento della sanità della regione, definendo le regole e gli organismi e valorizzando il ruolo delle professioni sanitarie e dell’Università nell’ottica del governo clinico della salute, dei Comuni per la lettura dei bisogni socio-sanitari del territorio e delle associazioni di volontariato di cui si riconoscono il valore e la funzione.
“Questa nuova legge – spiega l’assessore alla Salute, Claudio Montaldo – rappresenta il pilastro su cui abbiamo intenzione di colmare il vuoto che si era determinato negli ultimi anni e che aveva causato la perdita, da parte della Regione, del proprio ruolo di governance del sistema che deve fornire, nel suo complesso, risposte alle necessità di tutela della salute della popolazione ligure”.
A cominciare da una maggiore integrazione tra rete ospedaliera e territorio per far fronte al progressivo invecchiamento della popolazione ligure che ha bisogno di continuità assistenziale prima, durante e anche dopo il ricovero. L’approvazione di questa legge è avvenuta attraverso un’ampia consultazione di tutte le categorie liguri impegnate nella gestione della salute, evidenziando la carenza, nelle strutture regionali, di figure tecniche in grado di supportare le scelte programmatorie della Regione.
“La legge di riordino – continua Montaldo – si prefigge di valorizzare la responsabilità pubblica come garanzia di un funzionamento equo del sistema e di dotare così la Regione e le Aziende di tutti gli strumenti di supporto tecnico e consultivi necessari per lo svolgimento delle proprie funzioni, attraverso l’istituzione di organismi di partecipazione dei professionisti e dell’Università alla programmazione strategica”.
Come il Consiglio regionale di sanità – Organismo di alta consulenza della Giunta che prevede il coinvolgimento degli ordini professionali e delle società scientifiche per supportare le decisioni politiche in tema di salute pubblica; l’Agenzia sanitaria regionale – Organo consultivo clinico del Dipartimento che fornirà analisi per valutazioni epidemiologiche, definendo lo stato di salute della popolazione ligure e verificherà il funzionamento clinico e assistenziale del sistema e inoltre stabilirà rapporti con enti di ricerca e di formazione; la Consulta regionale per la tutela del diritto alla Salute – Valorizza il ruolo delle associazioni di volontariato e promuove la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte in tema di tutela della salute, attraverso lo sviluppo di politiche di prevenzione e di educazione alla salute; il Collegio di direzione all’interno delle Aziende – Organo di supporto dei direttori generali, per sviluppare rapporti interaziendali e ristabilire la centralità delle funzioni di garanzia rispetto a quelle di erogazione dei servizi, evitare doppioni e sprechi secondo un nuovo rapporto tra le funzioni gestionali e quelle cliniche. La legge inoltre ribadisce la centralità dell’esclusività del rapporto di impiego dei professionisti e prevede lo sviluppo e la regolamentazione dell’attività intramoenia.
“Si tratta – spiega l’assessore – di cambiamenti rilevanti che verranno introdotti nel sistema sanitario ligure e in particolare nell’organizzazione delle aziende e pertanto realizzati con una certa gradualità per consentire uno sviluppo progressivo del sistema”.


» F. Lammardo

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