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Articolo n° 687 del 08 Maggio 2006 delle ore 09:41

Patrizia Turchi, Candidata Sindaco “A Sinistra per Savona” – Pensionati

Patrizia Turchi, 47 anni, savonese, psico-terapeuta di professione, è invece da sempre in politica: inizia da sindacalista, esponente della CGIL savonese quando era dipendente dell’Amministrazione provinciale, in seguito aderisce a Democrazia Proletaria, fino a diventare capo gruppo per Rifondazione Comunista in consiglio comunale all’opposizione dell’amministrazione di centro-sinistra della città. E lei, dopo l’accordo tra Rifondazione e centro sinistra a Savona, ha deciso di formare una sua lista della sinistra radicale, a cui si sono aggiunte altre voci critiche della sinistra savonese, con coerenza alla sua linea antagonista verso quelli che definisce i “poteri forti” del palazzo comunale…

1) Le tre priorità programmatiche per la città di Savona…

La domanda coincide esattamente con il nostro slogan per un nuovo governo della città di Savona con cui ci siamo presentati fin dall’inizio di questa campagna elettorale, vale a dire la “Savona a tre punte”. In primo luogo la necessità di infrastrutture per il levante della città non certo l’Aurelia bis, pensiamo invece ad un porto di natura commerciale e ci opponiamo al progetto del porticciolo della Margonara, che altro non è che una bieca speculazione edilizia. Per le zone del centro, il recupero dei contenitori storici della città con la proposta che l’edificio dell’ex San Paolo ritorni ad utilizzo pubblico creando un polo universitario umanistico. Anche il completo recupero di Villa Chiara rappresenta un aspetto decisivo per la riqualificazione del centro storico. Per il ponente di Savona bisogna ripensare completamente al riutilizzo delle aree della ex Metalmetron, con un insediamento produttivo ad alta tecnologia che possa usufruire delle possibilità logistiche del savonese.

2) Sui temi del commercio, del turismo e dei servizi cosa si sente di promettere…

Savona sta vivendo una fase speculare ad altre piccolo-medie cittadine italiane: la grande distribuzione sta uccidendo la piccola distribuzione, con grave danno per la miriade di molti esercenti che da anni reggono il tessuto socio-economico di Savona. Anche questo giustifica un no deciso all’utilizzo a fini commerciali delle ex aree della Metalmetron. Bisogna guardare di più alle esigenze dei commercianti in una città che vede tra l’altro il nascere di molti esercizi gestiti da stranieri e cittadini extracomunitari. L’amministrazione comunale può intervenire creando le condizioni per favorire una integrazione maggiore nel commercio savonese e tutelare di più le loro esigenze nei confronti di grandi e medi centri commerciali.

3) Cosa invidia, se invidia qualcosa, ai suoi avversari nel corsa a Palazzo Sisto…

No, no ho nulla da invidiare ai miei colleghi candidati, credo che rappresentino esattamente le coalizioni che li sostengono con i loro progetti per la città, che io non condivido nella maniera più totale. Il nostro vuole essere un programma amministrativo alternativo per Savona, proprio perché partiamo da un giudizio estremamente negativo dell’amministrazione precedente di centro-sinistra. Per Savona è stato ed è tutt’ora un momento critico, in questi anni abbiamo assistito alla creazione di una vera oligarchia dei poteri forti della città, che hanno portato avanti il delicato processo di deindustrializzazione della città attraverso enormi speculazioni edilizie.


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