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Articolo n° 1273 del 07 Giugno 2006 delle ore 15:59

Canoni demaniali, Rutelli blocca aumento 300%: soddisfazione FIBA

Riviera. “Una decisione rapida ed opportuna che scongiura il rischio della chiusura di migliaia di piccole e medie imprese turistiche del settore balneare e salva la stagione da una stangata insostenibile”. Questo il commento a caldo del segretario della Confesercenti Bruno Suetta sulla sospensione dell’aumento del 300% dei canoni demaniali decisa dal Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. Il provvedimento è stato salutato con soddisfazione anche dalla federazione dei balneari, Fiba-Confesercenti. “Ora bisogna approfittare del tempo disponibile fino alla scadenza del rinvio, a fine settembre – aggiunge Massimo Delfino presidente provinciale FIBA – per cambiare un provvedimento che sta sulla testa di operatori e consumatori come una spada di Damocle. Per questo chiediamo al Ministro di convocarci al più presto per mettere a punto insieme un nuovo provvedimento in grado di salvaguardare un settore che con il suo indotto muove ogni anno un giro d’affari molto importante anche nella nostra provincia”. “Si tratta, infatti, di un comparto –sottolinea il segretario Suetta di Confesercenti – che con le sue centinaia di imprese rappresenta la prima linea del turismo estivo per la nostra provincia e la nostra regione: nei prossimi mesi, secondo la recente indagine Confesercenti-Swg, le strutture balneari ospiteranno lungo le coste italiane, il 71% dei vacanzieri”.


» Federico De Rossi

7 commenti a “Canoni demaniali, Rutelli blocca aumento 300%: soddisfazione FIBA”
Danilo ha detto..
il 30 Settembre 2006 alle 19:10

Non c’è giustizia
La notizia di ieri sul Tirreno: “Scongiurata la stangata sui canoni delle spiagge: svolta per i balneari” e proprio non mi va giù. Non ho niente contro questa categoria, ma ritengo che non ci sia giustizia. Si trattano acquisti di bagni a cifre da capogiro e poi per uno stabilimento del valore commerciale di 2.000.000 di euro (dichiarati poi molti di meno..) si scopre che questo paga un canone demaniale e comunale che va appena dai 2000 ai 3000 euro annui (e mi sono mantenuto larghino..)…..

I comuni hanno bisogno di entrate maggiori e perdono così un”importante opportunità. Non dico di pagare subito il 300%, ma di arrivarci gradatamente sì, senza far ricadere sui clienti minacce di aumenti delle tariffe come se dovessero pagare solo loro la diminuzione degli incassi stagionali dei balneari! Ma allora se veramente è così faticoso e poco remunerativo fare una stagione balneare, come mai tutti vogliono comprare queste concessioni? Mi sembra che lo Stato (ahimè, anche la sinistra..) agevoli vergognosamente chi invece dovrebbe pagare il giusto.
Rutelli non doveva prendere questa decisione specialmente per una categoria che dimostra di così di avere troppi privilegi e troppi “santi in paradiso”….

Nettuno ha detto..
il 1 Ottobre 2006 alle 06:42

Leggete, meditate, riflettete, se con introiti in media da 100.000,00 a 200.000,00 euro per stagione (3/4 mesi) a seconda delle dimensioni e località si possa pagare un canone che dire irrisorio sarebbe offensivo del buon senso comume, quindi definibile come ridicolo.
Un tempo l’attività di gestione dei bagni marini, ovvero l’attività di titolare di concessione demaniale marittima balneare era una attività agli albori di quella
che oggi si è concretata, parliamo dell’inizio del 900, in cui il tutto si svolgeva con artigianale applicazione, con un numero di clienti molto contenuto e di conseguenza anche i guadagni erano contenuti e servivano ad integrare un bilancio familiare a volte passivo, date le risorse esigue in termini di attività sviluppabili sul territorio, e non come quelli attuali che ravvisano concretamente attività aziendali da piccola industria, appunto del turismo.
L’On.Rutelli sarebbe meglio che si interessasse di altre faccende, o meglio che non si intromettesse inopportunamente di fronte a situazioni come la presente, dove quel ridicolo aumento di canone non avrebbe certo vessato gli imprenditori dei bagni marini, che con i loro lauti guadagni possono, oggi, certo permettersi un piccolo, diciamo così, sacrificio, per il bene della Patria e dei bilanci comunali, dopo anni (’60-’70-’80-’90)di lauti guadagni a fronte di “sacrifici” per acquistare un concessione per qualche milione di EURO ! Mettiamoci una mano sulla coscienza ………..palanca + palanca – .

E se volete approfondire leggete collegandovi ai link qui sotto:

http://www.ivg.it/index.php/2006/06/14/inchiesta-ivg-sulle-spiagge-savonesi-35-e-per-una-giornata-al-mare/
http://www.ivg.it/index.php/2006/06/12/inchiesta-ivg-sulle-spiagge-savonesi-ordinanze-concessioni-e-prezzi/
http://www.ivg.it/index.php/2006/06/16/inchiesta-ivg-sulle-spiagge-savonesi-i-guardoni-del-iii-millenio/

Antonio casanova ha detto..
il 1 Ottobre 2006 alle 20:03

L’onorevole rutelli ha stoppato l’unica tassa che si doveva far pagare!! ma attenzione che il canone non va al comune magari fosse così lo incassa Roma e là si sa tutelano il meridione dove il canone non si paga (aumma aumma)

Bruno P ha detto..
il 2 Ottobre 2006 alle 13:15

Aumentare del 300 % di colpo la tassa d’uso era improponibile ma che si paghi come canone meno di quello che poi si chiede per un ombrellone e due sdraio mi sembra anche questo improponibile tanto piu che come mi sembra aver letto spesso e volentieri non sono nemmeno rilasciate ricevute e o scontrini e non solo ma oggi i BAGNI non sono piu cabine e ombrelloni ma anche discoteche , ristoranti , bar insomma una vera attivita commerciale e non esiste che per un negozio si paghi 2000 euro all’anno. Si va da una esagerazion eall’altra e sinceramente Rutelli prima di prendere simili decisioni dovrebbe riflettere e pensare a chi paga ombrelloni e sdraio e non vive nel mondo paradisiaco degli ONOREVOLI

Lorenzo ha detto..
il 5 Ottobre 2006 alle 15:24

Si tratta di considerazioni trovate su un forum, da far circolare:

“”Sono circa 6.100 gli stabilimenti balneari che insistono sul demanio marittimo lungo i 6.700 chilometri di costa. Per i canoni di concessione lo Stato incassa, ora le regioni, 209 milioni di euro l’anno.. Cosa c’è di tanto scandaloso che non va ? E’ che nell’ Italia del bel mare del turismo le tariffe per l’affitto, o concessione demaniale, applicate da sempre dallo stato Italiano è la più bassa, quella a bassa valenza turistica. Se la legge fosse applicata correttamente l’introito dello Stato italiano per l’affitto delle sue coste e spiagge incasserebbe circa 1.000 milioni di euro, circa 2.000 miliardi di vecchie lire a fronte dei 400 miliardi di lire che oggi incassa. C’è da aggiungere inoltre che secondo fonti del ministero dell’Economia gli affitti delle concessioni demaniali incidono per lo 0,045 % sino ad un massio dello 0,07 dei loro ricavi: ovvero una nullità. Le nostre spiagge sono praticamente date in affitto a prezzi incredibilmente ridicoli. Un esempio: a Roma uno stabilimento di superficie di 5.000 metri quadrati paga al mese 399 euro al mese, 780 mila lire al mese. Un ‘operaio o un impiegato paga molto di più l’affitto della sua casa ma la differenza sta che quello stabilimento fattura ogni stagione balneare oltre 1,3 milioni di euro all’anno ( 2,5 miliardi di vecchie lire). Ma non finisce qui esitono stabilimenti, come all’isola D’Elba che seppur con superficie minore occupata pagano la bellezza di 62 euro al mese, 120.000 lire al mese, per 600 metri quadrati di concessione. Uno scandalo inaudito che ha sottratto allo stato italiano negli utlimi 4 anni, 2.000 milioni di euro ovvero 4.000 miliardi di lire.”

Nettuno ha detto..
il 6 Ottobre 2006 alle 14:40

Chissà che l’On. Rutelli non abbia qualche parente concessionario demaniale marittimo balneare, perchè diversamente non si spiega come possa aver operato al fine di sospendere quell’aumento che sarebbe stato salutare per le casse Regionali e dello Stato, oltrechè un atto di opportuna equità in quest’italia dove tanti tra cui appunto l’On. Rutelli parlano, parlano e riparlano di maggiore equità fiscale, di maggior razionalizzazione nella redistribuzione della ricchezza, di pagare tutti per pagare meno, di ridurre i carichi delle TASSE e delle IMPOSTE.
Quando poi leggo:
“Una decisione rapida ed opportuna che scongiura il rischio della chiusura di migliaia di piccole e medie imprese turistiche del settore balneare e salva la stagione da una stangata insostenibile”; questo il commento del segretario della Confesercenti Bruno Suetta, non so cosa pensare…. sono senza parole, gente che introita dai 100.000,00 (centomila) euro in su con un impegno di 3 – 4 mesi: è tutto detto. Certe persone dovrebbero vergognarsi di fronte ad affermazioni del genere, sono dei PINOCCHI con il naso lungo a dismisura, vergona, vergogna ed ancora vergogna! la miseria ed i problemi economici sono di ben altra fatta ! Ben altre sono le categorie in stato di sofferenza attualmente.
Qui abbiamo gente che in virtù di incarichi politici, si prende la libertà di manomettere le insegne degli stabilimenti pubblici, in barba all’Autorità ed alla Legge, e fa pagare tariffe agli utenti come se accedessero ad uno stabilimento privato; malgrado ciò nessuno revoca loro la CONCESSIONE ! Quali commistioni si concretano di fronte al vil denaro, soprattutto quanto è tanto.

Sirena ha detto..
il 9 Ottobre 2006 alle 13:36

Qui scherziamo davvero !
Conosco persone che si sono comprate un alloggetto ogni 2/3 anni con i proventi della loro spiaggia in concessione, perciò ogni commento è superfluo: ben vengano gli utili per chi lavora, ma sentire rappresentanti di confederazioni che gridano al salvataggio di aziendine che sarebbero diversamente andate incontro a chiusura certa è una falsità: come mai tutti vorrebbero un spiaggia in concessione e magari non hanno le “conoscenze” e anche gli “EURO” per acquistare la concessione da 1 milione di euro minimo, cose da poveretti, poveretti loro…… . A certe domande non è difficile trovare risposta adeguata.
Eppure tutti vogliono queste misere spiagge, forse saranno masochisti e incapaci di farsi i conti, se sapessero di rimettererci capitali….., sacrifici senza fine, insomma tutta una rimessa ….. Poi proprio qui in liguria dove per tirare una palanca ci si pensa 100 volte, sono così nesci da investire in un’affare a rimessa: ci credo proprio …ha ha hah! Se ci fosse il gabibbo direbbe: ma non diciamo belinate !!!!!!!!!!

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