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Articolo n° 2215 del 25 Luglio 2006 delle ore 11:34

I Tendachent ricevono il Premio Nazionale citta’ di Loano

Loano. Prosegue a Loano, mercoledì 26 luglio il Festival Suoni della Tradizione, organizzato dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano con il contributo della Regione Liguria, della Provincia di Savona e dell’A.P.T. Riviera delle Palme. Protagonista della seconda serata del festival sarà la formazione Tendachënt che a partire dalle ore 21.30 salirà sul palco allestito sulla promenade loanese per presentare l’ultimo progetto musicale. Si tratta del disco La valle dei Saraceni per il quale la formazione piemontese, guidata da Maurizio Martinotti, riceverà nella serata il Premio per il Miglior Album del 2005. Ad assegnare il riconoscimento alla band piemontese è stata una prestigiosa giuria composta da una sessantina di giornalisti musicali, alcuni dei quali saranno presenti tra il pubblico:  Enrico de Angelis (Premio Tenco), Ciro De Rosa (World Music), Tiziano Menduto (Folk Bulletin), Antonio Vivaldi (XElle – Repubblica), Giorgio Casari (Mucchio Selvaggio – Kataweb), Guido Festinese (Il Manifesto), Annalisa Scarsellini (Intimità). “Danze antiche come gighe e perigurdini, inconsuete melodie modali, scale arabeggianti e forme le cui origini si perdono nella notte dei tempi e che pure conservano una forza ed una modernità straordinarie, canti rituali, di derivazione pagana, ritmati e coinvolgenti… Ed ancora il fascino sottile di un bordone, il gioco ritmico delle percussioni, il rincorrersi ed incrociarsi di timbri e colori, il vibrare delle corde e l’incalzare dei violini… questo lo stile dei Tendachënt. Accanto al leader della formazione Maurizio Martinotti (canto, ghironda, mandola) ci saranno Bruno Raiteri (violino, viola, canto), Sergio Caputo (violino,  percussioni, canto), Enrico Negro (chitarra  acustica, elettrica  e  midi, mandola, canto), Gerardo Savone (basso elettrico), Gigi Biolcati (batteria, percussioni). Terzo lavoro discografico del gruppo nato dalla storica formazione de La Ciapa Rusa,  La valle dei Saraceni recupera il patrimonio popolare, non solo piemontese, e lo mescola con quello mediterraneo, in un approccio rock dove una ghironda scintillante diventa come chitarra elettrica. Il titolo del disco ricorda un luogo, nel cuore del Monferrato, chiamato la Valle dei Saraceni: la leggenda vuole che nelle grotte che qui si aprivano facesse base una banda di predoni arabi. Si racconta che gli abitanti dei paesi circostanti, stanchi delle incursioni e delle razzie che questi briganti compivano, abbiano fatto crollare nottetempo gli accessi alle caverne, imprigionando per sempre gli occupanti, assieme ad inestimabili tesori. Ancora oggi, di notte, si vedono correre fra i prati e la boscaglia le fiammelle balenanti di piccoli fuochi fatui: la gente dice che sono i Saraceni che ritornano, per danzare al chiaro della luna. Numerosi gli ospiti che hanno arricchito di suggestioni il disco: Enzo Avitabile ed i Bottari di Portico, Paul James (dei Blowzabella), il cantante provenzale Renat Sette, il trio vocale femminile catalano De Calaix e Toni Torregrossa (di Urbalia Rurana). E proprio quest’ultimo sarà ospite del concerto. Toni Torregrossa è il leader di Urbalia Rurana, gruppo nato nel 1988 dall’incontro di alcuni dei solisti più attivi del Pais Valencian, zona di grande tradizione musicale. A metà fra Europa e Nord Africa, con alle spalle una tradizione di dominazione araba che ha lasciato segni non marginali e facilmente identificabili nella musica tradizionale autoctona, il Pais Valencian è un punto dove Oriente ed Occidente si incontrano e fondono. Di questa musica con solide radici nella storia millenaria del bacino del Mediterraneo, Urbalia Rurana é il primo, più vitale e qualificato portavoce.


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