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Articolo n° 2320 del 28 Luglio 2006 delle ore 17:56

Centinaia di persone ai funerali di Roveraro

Albenga. Sono state celebrate nella cattedrale di San Michele ad Albenga le esequie di Gianmario Roveraro, il finanziere settantenne rapito e brutalmente ucciso per un affare andato male. La camera ardente era stata allestita nella vicina chiesa di Santa Maria in Fontibus, da dove la bara è uscita pochi minuti prima del rito funebre. La chiesa era affollata da centinaia di persone accorse per dare l’estremo saluto ad un uomo conosciuto ed apprezzato anche nella sua terra natale. Non sono state ammesse le telecamere durante lo svolgimento della messa. Per volontà della famiglia, nessuna corona di fiori ad accompagnare il feretro. Le offerte raccolte durante la celebrazione sono state devolute al ricovero cittadino per anziani “Domenico Trincheri”, che da anni versa in condizioni economiche molto difficili. I ricordi dell’uomo, del banchiere di fama internazionale, del devoto, dell’ex recordman di salto in alto si mescolano insieme. C’è chi ce l’ha impresso nella memoria senza giacca e cravatta, chi invece come studente modello e sportivo dell’Atletica Albenganese. E’ stato il vescovo Mario Oliveri a celebrare la cerimonia funebre, contornato da diversi sacerdoti e membri dell’Opus Dei, organizzazione cui aderiva il finanziere. Nei primi banchi la moglie del defunto, Silvana, il fratello ed i figli; una famiglia ancora sgomenta per la tragedia. La salma è stata infine traslata nel cimitero di Leca d’Albenga.


» F. Lammardo

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