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Articolo n° 2412 del 03 Agosto 2006 delle ore 14:40

Il cardinal Bertone a Savona prima di partire per Roma

Savona. Si terrà presso la residenza estiva del Vescovo di Savona ai Piani d’Invrea l’ultimo impegno di una certa consistenza per il Cardinale Tarcisio Bertone in Liguria prima della partenza per Roma, dove come tutti sanno andrà a ricoprire la prestigiosa carica di Segretario di Stato della Città del Vaticano. Presso la magione di San Giacomo in Latronorio infatti avverrà l’ultimo incontro del porporato con i Vescovi della Provincia ecclesiastica ligure e cioè con gli Ordinari Diocesani di Sanremo-Ventimiglia, Tortona, Albenga, Chiavari e La Spezia. A far gli onori di casa per l’appunto Mons. Domenico Calcagno, da più di quattro anni Vescovo di Savona. Molti sussurrano che toccherà proprio al mitriato alessandrino, è nato a Parodi Ligure nel 1943, succedere a Mons. Bertone sulla cattedra di San Lorenzo, ma la voce non è attualmente confermata. Certo vi è da dire che il futuro Segretario di Stato, già sodale del Santo Padre alla Congregazione per la dottrina e per la fede, avrà una decisiva voce in capitolo in materia e che la scelta del savonese come luogo ove tenere l’ultimo incontro tra i Vescovi della metropoli ecclesiastica potrebbe avere il sapore di un passaggio di consegne, ma forse è troppo insensato esserne certi. Di sicuro Mons. Calcagno alcuni punti di forza per aspirare alla maggiore carica ecclesiastica ligure ce li ha, ma alcuni di essi sono pure punti di debolezza. Innanzitutto il Vescovo di Savona, pur essendo di natali piemontesi, ha visto la luce nel territorio della Diocesi di Genova all’interno della quale ha trascorso, sino al 2002 anno della nomina in riva al Letimbro, tutta la sua vita religiosa. Sicuramente conoscerà i problemi della sua città dicono gli estimatori, ma raramente la Chiesa pone a capo di una Diocesi un suo figlio nato e formatosi all’interno della Diocesi stessa. La nomina del Cardinale Tettamanzi ad Arcivescovo di Milano è la classica eccezione che conferma la regola. Sicuramente Mons. Calcagno dalla sua ha l’età, solo sessantatre anni, e quindi può aspirare a governare la Chiesa genovese per altri dodici (i Vescovi vengono “pensionati” a settantacinque anni) e ciò sarebbe un regalo per i genovesi che, dopo il lunghissimo regno del Cardinal Siri, hanno sempre avuto Arcivescovi durati, sotto la Lanterna, pochi anni. Di contro Mons. Calcagno ha però la relativa inesperienza, essendo per lui quella di Savona la prima chiamata a Vescovo. Forse il nuovo Primate ligure proverrà da fuori regione, forse da Piacenza. E’ però ancora presto per dirlo. Ai Pani d’Invrea verosimilmente Mons. Bertone, oltre ad accomiatarsi dai suoi fedeli collaboratori all’interno della conferenza episcopale ligure, vorrà con loro fare come si suol dire il punto della situazione, valutare criticamente quanto è stato fatto, indicare i prossimi traguardi da raggiungere in modo da spianare la strada al suo successore. Le Diocesi liguri come si sa da tempo soffrono di un’elevata secolarizzazione della società regionale. Ciò porta a molti divorzi, fallimenti di matrimoni religiosi, aridità di vocazioni, denatalità diffusa. Il fatto che comunque lo spaventoso deficit demografico sia in parte compensato dall’elevata natalità tra gli immigrati stranieri non costituisce comunque per la chiesa cattolica una facilitazione del problema, anzi. Questi nuovi nati infatti provengono da famiglie non cristiane, ma appartenenti ad altre religioni, in primis all’Islam. Per la prima volta nella storia della regione si prevede che un domani, quella cristiana possa anche non essere più la religione rappresentante la maggioranza assoluta degli abitanti. Bisognerà raccogliere le sfide che il dialogo interreligioso impone. Di questo sicuramente sono consci i Vescovi liguri nell’impostazione del loro lavoro per gli anni a venire.

Sergio Bagnoli

» Redazione

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