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Articolo n° 2512 del 09 Agosto 2006 delle ore 12:06

Ferrania, Piano Industriale: la risposta degli Enti Locali

Provincia. Non si è fatta attendere la risposta degli enti locali alle critiche espresse nei riguardi del piano industriale di Ferrania e sull’incontro del 3 agosto scorso che si è svolto presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Provincia di Savona, Comunità Alta Valbormida, Comune di Altare, Comune di Cairo, Comune di Carcare, Comune di Cengio, Comune di Dego e Comune di Millesimo hanno diramato il seguente comunicato congiunto, che vuole puntualizzare la discussione in atto su: piano industriale, accordo di programma e ruolo degl’enti locali nella soluzione del caso Ferrania e nella riconversione produttiva dell’azienda valbormidese: “1) Il piano industriale. E’ stato presentato dall’azienda un piano industriale molto articolato, frutto indubbiamente di un lavoro serio condotto dalla proprietà, che contiene certamente elementi importanti e contenuti significativi legati in particolare al tema dell’innovazione tecnologica. Tuttavia, manca tuttora un aspetto decisivo, senza il quale non è possibile formulare alcun giudizio definitivo su quel piano, ovvero l’esplicitazione delle risorse e degli investimenti che l’azienda intende destinare alle singole voci previste dal piano. Senza conoscere la dimensione e la destinazione degli investimenti è impossibile stabilire se il piano è credibile o meno e quale livello di importanza l’azienda attribuisce alle singole filiere produttive. Per questa ragione il Governo e gli Enti hanno chiesto alla proprietà di fornire al più presto questi elementi per valutare appieno la portata del piano e comprendere le reali prospettive di sviluppo di Ferrania, posto che per le Istituzioni Locali il rilancio produttivo e industriale della società rimane l’obiettivo prioritario. Sta all’azienda ora indicare gli investimenti che intende operare per dare concretezza agli obiettivi indicati nel piano. 2) L’accordo di programma. Sotto questo profilo la riunione romana è stata tutt’altro che improduttiva. Innanzitutto il Governo ha confermato le risorse già stanziate presso il Cipe a favore dell’accordo di programma per Ferrania e la Valle Bormida, mantenendo gli impegni assunti dal precedente Esecutivo e la volontà di operare per il rilancio e lo sviluppo del territorio valbormidese. In secondo luogo ha confermato che l’attuazione di quanto previsto dall’accordo del marzo scorso avverrà secondo le modalità indicate dall’accordo stesso. Questo vuol dire che la realizzazione dell’accordo procederà secondo due percorsi distinti: da un lato la valutazione dei progetti di investimento presentati dal consorzio di imprese formato da Ferrania e dalle altre aziende della Valle Bormida interessate alle opportunità inserite nell’accordo, dall’altro la valutazione dei progetti energetici, e segnatamente quello della centrale a combustibile fossile, che dovrà sottostare alla procedura di VIA nazionale. Questo significa che intanto è necessario operare perché la logica del consorzio funzioni per davvero e che quindi le aziende della Valle Bormida siano messe realmente in condizione di partecipare alle risorse previste dall’accordo, presupposto questo per trasformare la vertenza Ferrania in una vera vertenza territoriale capace di coinvolgere l’intera economia della Valle Bormida. Su questo terreno certamente si sente impegnata la Provincia insieme alla Segreteria tecnica. Quanto alla centrale le istituzioni locali faranno né più né meno di ciò che è previsto dall’accordo: nessuna delega in bianco a nessuno e a niente, ma una valutazione seria e serrata del merito del progetto ed in particolare della sua sostenibilità ambientale nell’ambito della procedura di VIA, con particolare riferimento agli aspetti più critici legati al vettoriamento e alla captazione idrica. 3) Il ruolo degli Enti Locali. Crediamo che in questi mesi le istituzioni locali abbiano fatto fino in fondo il proprio dovere, assumendosi responsabilità non facili e anzi molto gravose, guardando sempre all’interesse generale dei lavoratori e dell’intera comunità valbormidese e savonese. Per questo in un clima difficile è stata posta la firma prima sul protocollo di intesa e poi sull’accordo di programma per salvare l’azienda e per garantire ad essa un futuro solido e credibile attraverso un rilancio industriale che passa anche attraverso l’ambietalizzazione del ciclo del carbone e un supporto rilevante alle infrastrutture così come sottolineato già nello stesso accordo di programma. Le istituzioni hanno fatto la loro parte, continuano ad essere al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie e lo saranno anche nei difficili passaggi che ci saranno nei prossimi mesi.
Il futuro di Ferrania è decisivo non solo per l’economia della Valle Bormida ma per l’intera economia di questa provincia. Per questo motivo crediamo sia necessario evitare polemiche piccole e pretestuose. Al contrario c’è bisogno dell’unità dell’intera società savonese, forze istituzionali imprenditoriali e sociali, per costruire insieme il rilancio dell’azienda e di una parte fondamentale dell’economia savonese”.


» Federico De Rossi

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