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Articolo n° 2723 del 19 Agosto 2006 delle ore 16:07

Pio VII in odore di santità

Savona. Nel lontano 1808, durante il dominio napoleonico, la città di Savona si trovò ad ospitare, suo malgrado, due personaggi in odore di santità: Papa Pio VII ed il venerabile Pio Brunone Lanteri, poi fondatore della congregazione degli Oblati di Maria Vergine, molto diffusa in Piemonte. Nella città ligure il romagnolo Pio VII era stato ridotto in cattività dall’imperatore dei francesi Napoleone Bonaparte a causa della suo tentativo di voler regolare su basi cristiane il rapporto tra la Chiesa e lo Stato Francese. Il cesenate Luigi Barnaba Chiaramonti, nato nel 1740, succeduto sulla cattedra pietrina al suo predecessore nel 1800, comprese sin dal primo anno di pontificato che una delle piaghe maggiormente sanguinanti della Chiesa apostolica romana era lo stato di anarchia religiosa in cui giacevano i francesi. Negoziò dunque, per sanare la situazione, con Napoleone un concordato che venne siglato a Parigi nel 1801. Ma intendimento dell’imperatore dei francesi era però quello di porsi come entità assoluta al di sopra di ogni altra autorità, sbarazzandosi della religione cristiana e dei suoi sacerdoti che nella politica napoleonica vedevano un pericoloso tentativo di secolarizzazione della società e di cancellazione di ogni realtà trascendente nella vita di ciascun uomo. Pio VII, con notevole lungimiranza, intravedeva già nell’espansionismo francese un nemico mortale per l’Europa che ben presto sarebbe stata svuotata di tutta quella cultura cristiana che invece ne costituiva l’ossatura. In disprezzo del Papa Napoleone prima modificò unilateralmente il concordato parigino, ovviamente a proprio piacimento, poi si arrogò il diritto di nominare personalmente i Vescovi delle Diocesi francesi, infine invase con le sue truppe i territori romagnoli e marchigiani dello Stato pontificio. Il Papa reagì con la scomunica degli invasori, ma fu fatto prigioniero e rinchiuso in cattività a Grenoble prima e a Savona poi per tre lunghi anni. La carcerazione del Santo Padre fu particolarmente penosa ed anzi la sua salute peggiorò sensibilmente. Gli fu di sollievo solamente la vicinanza del sacerdote cuneese Pio Brunone Lanteri e dell’organizzazione da lui diretta, l’Amicizia Cattolica che, infischiandosene dell’occhiuta polizia francese permise al Vicario di Cristo di continuare ad esercitare le proprie funzioni spirituali e temporali, aiutandolo nella divulgazione dei vari proclami, decreti e bolle papali. Pio Brunone Lanteri era nato a Cuneo nel maggio 1759, settimo di dieci fratelli. Proveniva da una famiglia agiata, il padre era medico, ma a quattro anni perse la madre. In quel momento il babbo consacrò la vita di Pio alla Vergine Maria. Laureatosi a pieni voti in teologia presso l’Università di Torino, nel 1782 diventa sacerdote. Pochi anni prima aveva conosciuto il padre gesuita Nikolaus Diessbach, un calvinista svizzero convertito al cristianesimo che lo avvicinò all’ Amicizia cattolica, fondata cent’anni prima proprio dai gesuiti. Sempre fedele al Santo Padre ne difese, anche mettendo in pericolo la propria vita come gli episodi savonesi dimostrano, pervicacemente le prerogative e, contro il materialismo trionfante introdotto dalla dittatura napoleonica, fondò in Piemonte la congregazione degli Oblati di Maria Vergine. Presso una delle case della congregazione, a Pinerolo, nel 1830 morì. Nel 1965 fu proclamato Venerabile. Ora è introdotta la causa di beatificazione, nell’ambito della quale si stanno vagliando le prove relative a miracoli eventualmente da lui compiuti. In forza dei patimenti subiti a causa della sua volontà di preservare il Corpo mistico di Cristo, per papa Pio VII invece potrebbe ben presto aprirsi il processo canonico per essere dichiarato Venerabile. Secondo il codice di diritto canonico dovrebbe occuparsene, in prima battuta, la Diocesi di Cesena- Sarsina, competente per nascita ma dalla terra romagnola nessuna notizia di iniziative ufficiali nel senso perviene. Pio VII sconta forse la sua iniziale indecisione ad affrontare Napoleone ed il materialismo imperante che giungeva da oltralpe. Sicuramente il suo lungo Pontificato (23 anni) ha rappresentato una testimonianza di difesa della gloria della Chiesa di Roma, e, facendo dunque leva su questo, molti propongono il Pontefice come Venerabile, anche se, dopo l’infornata di Santi che ha caratterizzato il pontificato di Giovanni Paolo II, sembra che l’orientamento di Papa Ratzinger sia quello di procedere con maggior cautela nella canonizzazione di nuove fugure.

Sergio Bagnoli

» Redazione

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