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Articolo n° 2947 del 30 Agosto 2006 delle ore 06:57

Carte credito clonate: 4 arresti in Liguria

La Polizia Postale e delle Comunicazioni della Liguria ha concluso un’operazione contro la clonazione di carte di credito e bancomat che ha portato all’arresto di 4 persone, al sequestro di una notevole quantità di materiale e la somma di 9.700 euro. In particolare, per la perpetrazione del reato, veniva utilizzata una nuovissima tecnologia denominata Bluetooth, consistente nell’installazione all’interno dei pos, di un dispositivo che permetteva l’interazione con apparecchiature diverse. Le perquisizioni effettuate hanno permesso l’arresto in flagranza dei capi dell’organizzazione criminale e la denuncia in stato di libertà di 7 individui, tutti provenienti dalla Romania. Mesi e mesi di indagini per accertare che sono circa tremila i titolari di bancomat e carte di credito delle province di Imperia e Savona, truffati dalla “banda del bluetooth”, un’organizzazione criminale composta da immigrati romeni che rubava denaro a ignari cittadini con l’aiuto della tecnologia informatica. Banda che aveva letteralmente “inventato” una nuova truffa telematica, ma che non aveva fatto i conti con le capacità dei poliziotti della Postale che hanno arrestato quattro persone e denunciato per concorso in reato altri sette romeni, tra cui due donne. Secondo l’ispettore Ivan Bracco – responsabile della polizia postale di Imperia – è stata data “una risposta alla cittadinanza nei confronti di un fenomeno malavitoso particolarmente sentito dalla gente”. Utilizzando la tecnologia del “Bluetooth” – un protocollo di comunicazione che consente di collegare tra loro senza fili apparecchiature digitali -, i truffatori avevano messo in atto uno stratagemma che avrebbe consentito all’organizzazione criminale di “fatturare” più di un milione di euro.
Secondo la ricostruzione degli investigatori la tecnica era questa: la banda, forzando porte e finestre, accedeva di notte in strutture commerciali, preferibilmente distributori di benzina e supermercati – ma non è stato risparmiato neppure l’ospedale -, cercando di non lasciare traccia per non insospettire gli esercenti. Quindi installava un microchip all’interno del Pos (utilizzato dagli esercizi commerciali per i pagamenti con bancomat e carte di credito) e il gioco era quasi fatto. Restavano in attesa dell’apertura dei negozi, a poca distanza, seduti comodamente in macchina, con il pc portatile collegato attraverso Bluetooth alla trasmittente da loro inserita. Il cliente che pagava con bancomat o carta di credito, veniva “sniffato” (come si dice in gergo informatico): i dati personali venivano immediatamente acquisiti dal computer dei criminali. A questo punto, nella base operativa di Sanremo, compilavano le schede magnetiche vergini e si dedicavano allo “shopping” sfrenato. Nell’appartamento utilizzato come base operativa i poliziotti della Postale ligure hanno sequestrato parecchio materiale informatico, tra cui uno “skimmer” (l’apparecchio utilizzato per leggere e sovrascrivere la banda magnetica), 9.700 euro in contanti, oltre a due potenti automobili. Tracce di acquisti e prelevamento di denaro con carte clonate sono state trovate, oltre che in Italia, anche in Francia, Spagna e Romania, per cui le indagini sono ancora in corso.


» F. Lammardo

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