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Articolo n° 2988 del 31 Agosto 2006 delle ore 14:49

Inizia la strage di caprioli anche in provincia di Savona

Inizia sabato, anche in provincia di Savona, la strage dei caprioli. L’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica, l’organismo che fornisce il parere obbligatorio sugli abbattimenti, ha fissato nell’8% del totale censito la quota di animali da uccidere, risultati poco meno di 900. Le uccisioni, ingiustamente estese ai mesi di settembre ed ottobre per i maschi e dicembre e gennaio per le femmine ed i piccoli, invece che nei soli mesi di ottobre e novembre (come promesso dalla Giunta Bertolotto nel suo programma elettorale!), non influirà quindi significativamente sulla consistenza della popolazione degli animali e quindi sui danni, veri o presunti, probabilmente “gonfiati”, portati a giustificazione della strage, che si rivela quindi assolutamente inutile e gratuita. Le Guardie Zoofile dell’Enpa di Savona svolgeranno controlli nei boschi per rilevare e denunciare eventuali  violazioni alle leggi, comunque vergognosamente a favore dei cacciatori. Inoltre piccoli gruppi di cinque o sei aderenti  dell’ENPA (si ha notizia anche di gruppi “spontanei”) si sparpaglieranno nei boschi con trombe e tamburi, per disturbare pacificamente le fucilazioni e far fuggire gli animali lontano dalle zone di caccia; si tratta di 9 cosiddette “Unità di gestione”, situate sopratutto nell’entroterra savonese (Pontinvrea-Sassello, Stella, Cadibona-Naso di Gatto) e in Valbormida (Rocchetta di Cengio, Zerboraglia di Calizzano, Marghero di Cosseria) e in due autentiche “riserve di caccia” a pagamento (denominate ora Aziende Faunistiche) situate a Mioglia e Piana Crixia. Intanto l’ENPA savonese, di fronte a soluzioni inutili o dannose quali la liberazioni di lupi o la cattura ed il trasferimento altrove dei caprioli, continua a proporre ai Ministeri competenti ed alla Provincia l’affidamento, ad autorevoli Istituti scientifici non legati ai cacciatori, di studi di fattibilità e ricerche di incruente soluzioni alternative in grado di frenare l’incremento delle specie selvatiche in presunta crescita; anche questo impegno è scritto, ma non ancora onorato, nel programma elettorale della Giunta provinciale savonese.

Ente Nazionale Protezione Animali Savona


» Redazione

1 commento a “Inizia la strage di caprioli anche in provincia di Savona”
guido arci guernica camalli ha detto..
il 19 Settembre 2006 alle 13:06

Esempio di buon senso

Stop alla strage di bamby

La sentenza del Tar dopo il ricorso del Wwf. Soddisfazione dell’associazione

Stop alla strage dei caprioli e soddisfazione del Wwf per l’accoglimento del suo ricorso presso il Tar del Piemonte. Si torna nel solco delle «buone prassi», gli enti scientifici sono infatti referenti essenziali per decidere un equilibrato piano di abbattimento.

Fermare il Piano di abbattimento dei caprioli in Piemonte è un esempio di buon senso da parte delle istituzioni perché riconosce il valore e attendibilità dell’Istituto nazionale di Fauna Selvatica nella valutazione dei piani di abbattimento. Così il Wwf Italia accoglie la notizie della sentenza del Tar del Piemonte che ferma le doppiette. Il ricorso del Wwf era stato presentato infatti perché il piano di abbattimento dei caprioli aveva ricevuto un parere negativo dell’Istituto Nazionale Fauna Selvatica.
Il parere dell’Infs non va considerato vincolante, ma è prassi che a seguito di un mancato assenso, la Regione presenti comunque un parere che motivi l’avvio del piano di abbattimento.
Il Wwf quindi ritiene che un dietro-front fosse necessario per ripristinare una corretta catena di diritto. Il mancato ascolto del parere di un soggetto referenziato da parte del Tar avrebbe infatti potuto creare un precedente legale, e rappresentare una consuetudine pericolosa se applicata in altri contesti.

(Fonte Wwf)

(08 Settembre 2006)

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