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Articolo n° 3180 del 07 Settembre 2006 delle ore 14:27

Accuse della minoranza, il Sindaco Melgrati risponde

Alassio. “Cambiano, parzialmente, i personaggi, ma la musica non cambia. Fondamentalmente Garassino e “Compagni” non hanno ancora digerito la clamorosa bocciatura elettorale, o perlomeno il fatto che la cittadinanza alassina abbia premiato questo Sindaco e questa Amministrazione per le opere che sono state portate a termine e per quelle iniziate, opere che la città attende da più di quarant’anni. Il fatto che neanche 3 alassini su 10 si riconoscano nella minoranza effettivamente lascia molto da pensare. Istituzionalmente quello della minoranza dovrebbe essere un ruolo di controllo e un ruolo propositivo. Negli ultimi 5 anni questo controllo si è esplicato in denunce alla Procura della Repubblica, peraltro sempre vanificate dagli esiti dei controlli e dalle indagini che la Procura ha poi eseguito (mai un rinvio a giudizio per Sindaco o Assessori in carica). Mai una proposta seria, mai un dialogo, un incontro, invece, in quella che dovrebbero essere le sedi opportune e istituzionali che sono le Commissioni Consiliari, sempre disertate dall’opposizione (la stessa – almeno in parte – che siede oggi in Consiglio Comunale). Oggi invece si polemizza sulla mancata convocazione delle commissioni a ferragosto. Le Commissioni, prontamente nominate, saranno convocate per venerdì 15 settembre p.v.: una data compatibile con i pressanti impegni professionali della stagione estiva che hanno afflitto la maggior parte dei membri delle Commissioni stesse. Forse qualcuno dimentica che l’Alassio turistica ha nell’estate il suo momento di maggiore attività. Sarà comunque mia cura verificare che quegli stessi consiglieri che ieri si sono lamentati del ritardo, siano presenti. Nel caso sarebbe la prima volta. In merito alla nomina dei revisori dei conti, non parliamo di una nuova nomina, ma della riconferma dei revisori uscenti: prassi consolidata in ogni amministrazione sia di destra, sia di sinistra, stante la capacità indiscussa e la professionalità dei revisori stessi che non hanno mai fatto sconti a quest’Amministrazione, dimostrando un’imparzialità maggiore di quella che sarebbe lecito aspettarsi. Sulla presenza dei revisori in Consiglio Comunale, accanto all’imprevedibile e incolpevole disguido incorso al presidente del Collegio in occasione dell’ultima seduta sul Bilancio, vorrei ricordare che i Revisori dei Conti sono sempre a disposizione della minoranza per domande e chiarimenti. In 13 anni di mia permanenza in Amministrazione, non ricordo però di aver mai sentito un Consigliere di Minoranza chiedere alcunchè a un Revisore dei Conti durante una seduta di Bilancio.
Per quanto riguarda la pratica dell’Hotel San Nicola, il proprietario stesso dello stabile potrebbe ritirare già oggi la concessione edilizia per l’ampliamento conformemente al Piano Urbanistico Comunale, in quanto il progetto presentato è stato già approvato in via definitiva dalla Conferenza dei Servizi cui hanno preso parte tutti gli Enti preposti.
Il problema posto è veramente un problema di costi di intervento, per cui si è reso necessario modificare il progetto e quindi l’altezza massima di zona portandola da 12 a 13 metri. Questa soluzione consente un minor costo di intervento e soprattutto un minore sbancamento della collina.
Se questo per la minoranza è un problema, figuriamoci quando altri alberghi chiederanno di incrementare quanto previsto dal PUC per nuovi ampliamenti che, comunque, dovranno essere discussi ad personam perché ogni albergo è una realtà a sé.
In ultimo vorrei parlare del teatro. Se la ditta che ha vinto l’appalto rinuncia all’incarico non credo sia da imputare all’Amministrazione che invece sta già lavorando per ripetere la gara d’appalto. Se poi per tutto la minoranza vorrà intraprendere la via giudiziaria non sarebbe certo una novità. In relazione a questo che è ormai diventato un costume, o meglio un malcostume, vorrei aggiungere che, così facendo, non vengono messi in discussione Sindaco o Assessori, ma, in primis: dirigenti, funzionari, uffici comunali e il loro operato macchiandolo del sospetto di illegittimità e incompetenza; poi, quei cittadini interessati dalle diverse pratiche…”

Il Sindaco
Arch. Marco Melgrati


» Redazione

14 commenti a “Accuse della minoranza, il Sindaco Melgrati risponde”
CDL ha detto..
il 7 Settembre 2006 alle 23:40

Stim.mo Sig. Sindaco,
darLe torto su parecchi punti sarebbe arduo, anche perchè Lei, da grande tifoso INTERISTA, di fama e di stazza, sà bene che per giocare una buona partita è necessario un antagonista, ovvero l’avversario, capace e tenace, mentre quì francamente di avversari con queste caratteristiche mi pare non ve ne siano stati sino ad ora. Quindi è sostanzialmente difficile poter giocare una partita che sia coinvolgente e costruttiva.
D’altro canto Lei non è persona che passa inosservata o senza spessore e come tutti i “padri” ponderosi, non è certo facile da emulare e non è certo semplice vivervi assieme. Il problema risiede nelle persone che La attorniano, non tutte, ma alcune con certezza non sono al Suo livello, soprattutto mentale: come tutti i “Re” che regnano Lei ha una corte, da buon monarchico sopito, che la circonda e non tutti sono non di nobili origini bensì sentimenti, cosicchè la sensazione che se ne può trarre è di un regime a volte, troppo a senso unico, senza disponibilità al dialogo, pur prescindendo da una ragion di popolo che l’ha incoronata senza dubbi a Domino assoluto. Proprio questo consenso così eclatante non deve farLe perdere la bussola ed in particolare il gusto per l’ovvietà, perchè ciò potrebbe indurLa in errore facendoLe perdere quel senso schietto del realismo nostrano che Le era proprio già quando esponente della Lega e portarLa in uno stato mentale di “onnipotenza”, assolutamente negativo e pericoloso.
Si dice scagli la prima pietra chi è senza peccato: Lei la scaglierebbe ?
A Roma ne combinano di tutti i colori i nostri antagonisti, ma quì pure i “nostri” ne organizzano di faccende, cosicchè spetterebbe a Lei, direttore dell’orchestra, dare qualche bacchettata quà e là e richiamare all’ordine quelli che non stanno a tempo o pensano che il potere che Lei con la Sua continua operosità ha concretato, sia una cosa da gestire in maniera clientelare, con i bassi profili che affondano le dita nella marmellata delle promesse preelettorali che ora diventano cambiali in scadenza da onorare anche oltre ogni lecita ragione, arrampicandosi sui vetri, quasi fossero “gechi”, pur di compiacere questo o quello e quì mi fermo.
Lei il resto già lo conosce e se così non fosse, si guardi attorno e rifletta, perchè Lei un obbligo lo ha per certo: quello della lealtà alla bandiera. Se tanti si rivolgono alla magistratura, si chieda perchè; forse non è Lei il vero soggetto sotto la luce dei riflettori, ma qualcuno che Le sta attorno e che all’ombra Sua impazza. Vi sono Funzionari integerrimi, o meglio che sanno barcamenarsi come un buon marinaio in mezzo alla tempesta dei condizionamenti, il famoso “indirizzo politico” che spesso non è altro che la negazione del buon senso a favore di biechi interessi personali di qualcuno, che altri chiamerebbero impropriamente voto di scambio, se non sbaglio. Altri funzionari, con caratteristiche più consone ai conigli sono invece supini a soddisfare ogni e qualunque forzatura, pur di non risultare sgradevoli al potente di turno che, come ogni bambino viziato, ragiona in termini di voglio, posso e comando. Se poi il Presidente del Collegio dei Revisori ha uno sfortunio, credo che il numero due avrebbe potuto presenziare, almeno per salvare quella che in gergo si chiama “forma” senza far sì che qualcuno Vi toccasse il tempo sul punto specifico del “poter” chiedere delucidazioni nel merito della materia di bilancio. A volte ho ravvisato in Lei, persona normalmente garbata, un senso ironico nei confronti dell’avversario quasi una derisione dello stesso che denota un senso di superiorità smaccato che certo non Le dona: l’avversario è sempre degno di considerazione, anche il più infimo, se non altro per rispetto del proprio applomb.
Riguardo la legittimità o illegittimità di un provvedimento ormai si và ad interpretazioni, quindi niente di più confutabile, si ragiona in termini “ad personam”. Hanno buttato giù il muro di Berlino, ma quanti muri virtuali e non virtuosi sono stati eretti anche qui da noi: l’amicizia rimane un pass-par-toute insuperabile.
Uno che Le ha dato il proprio VOTO !

Bombacci ha detto..
il 8 Settembre 2006 alle 13:10

Cara Donna Assunta, pardon… caro CDL,
la sua analisi della situazione è tanto impietosa quanto veritiera.
Le considerazioni sui “cortigiani melgratiani” sono degne del più fine dei commentatori politici. Chapeau.
Ben centrata la metafora del Sindaco direttore d’orchestra: Melgrati però ricordi quello che successe nel felliniano “Prova d’orchestra”…
Riguardo al Presidente dei Revisori dei Conti ritengo che abbia fatto fare all’Amministrazione Alassina una pessima figura. Il dott. Pastorino è profumatamente pagato per il suo ruolo e, quantomeno per educazione, avrebbe dovuto avvertire in tempo della sua assenza. Ciò vale anche per gli altri due revisori, anch’essi tanto retribuiti quanto disinteressati.
Ma anche il Collegio dei Revisori – che da una Amministrazione con un minimo di “attributi” avrebbe avuto il benservito a calci nel deretano – fa parte di quel pacchetto di “do ut des” del quale ora i “cortigiani melgratiani” pretendono il saldo, chiedendone il rinnovo per altri tre anni.
Invito intanto a seguire con attenzione i movimenti e le evoluzioni di alcuni neo assessori alassini… ne vedremo delle belle!
Purtroppo, e dispiace ammetterlo, Melgrati – con tutti i suoi difetti – è un gigante tra i nani della maggioranza. Nani per di più arroganti, dispettosi e incapaci…ma tanto, tanto, tanto proiettati alla ricerca del proprio benessere.
Fortunatamente in minoranza abbiamo una pletora di “beline” capaci solo di sciorinare quotidianamente sproloqui lamentosi e piagnucolanti, ma fermamente motivati ad una opposizione limitatamente di facciata, perchè alla bisogna – tengono anch’essi famiglia… – il loro coro dei “…ma Marco di qui…ma Marco di là…” “… Marco capisci che dobbiamo fare il gioco delle parti…” imporrebbe il ritorno del mitico Scrondo, personaggio del grandissimo Antonio Ricci che puniva con flatulenze e conati – quelli si “ad personam”! – tali nani e tali ballerine.
Usque tandem?

CDL ha detto..
il 8 Settembre 2006 alle 22:16

Tu vedi cose che esistono e ti chiedi: Perchè?
Io sogno cose mai esistite e mi chiedo: perchè no?
(George Bernard Shaw)

P.S: non comprendo il parallelo d’esordio ….

Bombacci ha detto..
il 9 Settembre 2006 alle 10:52

Voce dal sen fuggita
poi richiamar non vale;
non si trattien lo strale,
quando dall’arco uscì.

(Pietro Metastasio, e a volte,… Bombacci!)

CDL ha detto..
il 9 Settembre 2006 alle 23:24

Pria di lasciar la sponda,
il buon nocchiero imìta;
vedi se in calma è l’onda,
guarda se chiaro è il dì.
Nella «voce dal sen fuggita», che è
un passaggio dell’opera teatrale di Pietro Metastasio (1698-1782)
intitolata «Ipermestra» (atto secondo, scena prima), c’è infatti la
dimostrazione poetica dell’assoluta inutilità della rettifica: «Voce
dal sen fuggita / poi richiamar non vale; / non si trattien lo strale,
quando dall’arco uscì»
oppure
Orazio che
assicurava dall’Urbe Imperiale: «Una volta emessa, la parola vola.
Irrevocabile».

Quindi la sparata è Sua di diritto: continuo a non comprendere…

CDL ha detto..
il 11 Settembre 2006 alle 13:07

Doverosa puntualizzazione caro “Bombacci”……

Nato a Roma il 3 gennaio 1698, Pietro Trapassi, meglio noto come Metastasio (cognome grecizzato dall’abate Gian Vincenzo Gravina, suo protettore), fu drammaturgo e poeta eccelso. Riscosse onori e prestigio senza pari in vita ed una eccezionale fortuna europea, anche postuma: senza dubbio lo si può considerare il poeta più famoso del Settecento. Fu il librettista più popolane e influente della sua epoca, famoso per la limpida eleganza dei suoi versi e per la stringente costruzione delle sue trame. Per avere una idea della sua influenza, basti pensare che l’ARTASERSE fu musicato fra il 1730 e il 1795 da almeno 83 compositori.

Bombacci ha detto..
il 11 Settembre 2006 alle 16:59

Caro CDL (o cara CDL?),
l’accostamento della sua prosa a quella di chi usa, sul sito IVG, il nick “Donna Assunta” mi è parso consono.
L’affinità elettiva (non quella romanzata da Goethe… di cui evito dati anagrafici e opere da Lei certamente conosciute!) da me intravista con il suddetto nick non è demeritoria, anzi. Entrambi (entrambe?) vi somigliate per affascinante stile e lucido contenuto.
Chiaro che quanto citato di Metastasio su rettifiche e chiarimenti va in conto a me.
Ma sa che “Metastasio” lo trovo un ottimo nickname?

CDL ha detto..
il 11 Settembre 2006 alle 19:59

Caro Bombacci
Lei è troppo buono ed i Suoi apprezzamenti troppo lusinghieri e da me stessa non meritati; certo una certa somiglianza ci stà pure ora che ho letto “l’altra” ma sà, a volte, mi piace per così dire ripetere uno stile, un pò come copiare un’opera d’arte, anche se questa è pura traduzione di pensieri ed aspirazioni in parole povere e non arte del dipingere: sì, forse un punto in comune c’è: l’esser Donne ! E poi certi pensieri sono comuni a molti più di quanto non si creda, pure a Lei mi par d’intendere…… .
Bon soir .

Bombacci ha detto..
il 12 Settembre 2006 alle 11:54

Cara CDL,
il 7 di settembre, alle ore 23,40, Lei concludeva il Suo intervento nei riguardi del nostro esimio Sindaco con un tranciante “Uno che Le ha dato il proprio voto” .
Ieri però ha fatto “outing” ed ha affermato il suo femminino, posizionandolo su frequenze affini di altre navigatrici.
Magia della rete, dove “maschio” e “femmina” perdono la loro cruda essenza materiale per trasformarsi in categorie intellettuali, tanto eteree quanto pregnanti.
À la prochaine fois.

CDL ha detto..
il 12 Settembre 2006 alle 22:21

Caro Bombacci
la Sua arguzia è inquietante ! ma forse Le è sfuggito un altro refuso di stampa giusto la riga sopra dove nello scrivere la “e” di “passe” questa è finita al termine di “partout”. Corretto? Lei da fine francesista non me lo ha fatto notare, ne sono certa, per gentile educazione o perchè troppo impegnato a comprendere chi io sia? La lascio comunque nel dubbio: forse quel mio refuso era voluto è Lei da quel “pierino” colto ed arguto quale è, ha forse abboccato come un branzino del nostro golfo affamato di sapere. Lei mi intriga: mi piacerebbe conoscerLa ma penso che ciò non sarà possibile… . E poi, mi consenta, come direbbe Silvio, la CDL è femmina per antonomasia: potrebbe pensare a “il CDL” mah! de gustibus non est disputandum .
A questo punto, mi pare che si debba ritornare subito ON-TOPIC, perchè se no il nostro Bel SINDACONE, si offende, stiamo parlando solo di noi e non di LUI e questo potrebbe irritarlo: quel tale come diceva … “che ne parlino anche male purchè ne parlino” .
Ci dia qualche gustosa novità su cui meditare Lei che di Alassio, a quanto pare, tanto conosce: di questa realtà così controversa che sembra un Principato, in questa Italia da rifare. Io, ormai, sono senza parole, ma devo ammettere che le Sue sono senz’ altro adeguate, e direi pure che i “nani” sono pig-mei: non tutti ovviamente! Come direbbe il compianto Leonardo Sciascia gli uomini si dividono in cinque categorie, omini veri, mezzi omini, ominicchi, ruffiani e quaqquaraquà ….. . Io, personalmente, di questa compagine salverei solamente le Signore, non per partito preso, bensì per realistica oggettività !!
A proposito: “Metastasio” è proprio un bel nick: ha quel non so che di “metafisico”.. .
Bonne soirè

Dalia ha detto..
il 15 Settembre 2006 alle 12:51

Sono esterefatto dalla pochezza del dibattito politico alassino e soprattutto dal livello dei suoi protagonisti. Mi pare che ad oggi Alassio non disponga come molti anni fa del depuratore, del teatro dello stadio… Vi siete accorti illustri big della Politica locale che Alassio è ormai un dormitorio per anziani puntualmente disertato dai giovani over 18?Vi siete accorti che anche quest’anno complice una programmazione turistica inesistente ed una promozione poco efficace i visitatori stranieri sono calati ulteriormente?Vi siete accorti che il famoso centro talassoterapico utile a destagionalizzare il turismo è tuttora un sogno?Invece di starnazzare sui massimi sistemi concentratevi sui problemi veri del paese! Non cullatevi sugli allori: il fatto che la città abbia nuovamente scelto La CDL non significa necessariamente che sia soddisfatta del bilancio di questi anni!Non vi devo spiegare certo io il potere miracoloso delle clientele, dei favori, dei contributi a pioggia…Basta con le chiacchiere, i problemi li conoscete adesso datevi da fare!La cittadinanza è arcistufa delle polemiche sterili e soprattutto è stufa del mare spoco ,della carenza di parcheggi, della continua emergenza idrica (che discende da anni di incuria e investimenti mancati). Se non volete che il numero dei disgustati aumenti vi consiglio caldamente di pensare di meno alle cose che non fregano un fico secco alle persone(tipo modificare lo statuto della Società X per far posto a Tizio che lascerà il posto a Caio…)e puntare a risolvere uno almeno dei gravi problemi che vi ho esposto. Distinti saluti a Tutti.

Donna Assunta ha detto..
il 15 Settembre 2006 alle 15:25

Cari Lettori, Dalia, CDL e carissimo Bombacci,

che avete la pazienza di leggermi, un GRAZIE !

Non c’è dubbio che i problemi sono tanti e non di facile risoluzione ! Sicuramente uno che ci può aiutare è il nostro Egregio Sindaco, ma da solo non ce la può fare per alcune semplici ragioni: come da più parti ormai detto e ridetto il Sindaco è attorniato da una pletora di mezze calzette, che però hanno un gran peso il peso del VOTO ! Voto estorto con quelle che qualcuno ha definito in maniera genialmente esaustiva le “promesse impromettibili”, ovvero il clientelismo all’ennesi potenza, definito nel vocabolario italiano come: tipo di rapporto tra persone o gruppi di persone basato sullo scambio interessato di favori reciproci; sistema politico o azione politica che si fonda su un tale tipo di rapporti.
Clientelismo, come tutte le parole che terminano con il suffisso “ismo” ha un’accezione estremizzante ed a volte negativa di un concetto basilare.
La vita è assai spesso un compromesso: di compromessi si vive quotidianamente, alle volte i compromessi cambiano nome in tolleranza, ma di fronte a certe persone è doveroso ribellarsi: non si possono votare persone così poco coscienziose, che sono la rappresentazione vivente della quint’essenza del “voto di scambio”; falsi, spudorati senza timor di Dio, negherebbero anzi negano pure l’evidenza. Noi siamo in mano ad elementi del genere, solo perchè una corporazione o una “lobby” ha passato i propri voti a costoro che, come bellimbusti, spadroneggiano nei palazzi del potere e nel nostro caso del Comune.
Ci sono evidenti conflitti di interesse, che seppur tacitati con la collaborazione dell’opposizione, sì, perchè anche qui vige il sistema aristocratico, vi è un Gotha tra i vari livelli di potere di una sponda politica, per cui se sei un “compagno” (trista espressione) non sei per questo uguale all’altro “compagno” (eppure questo dovrebbe essere lo spirito basilare) che è di ben più aristocratica genia, o perchè laureato o perchè indossa scarpe da 500 euro al paio, quindi, devi, come in tutte le gerarchie finire col tacere, perchè sei un “compagno poverello” e, quindi, ti devi sottomettere, se no ti sbatton fuori !
Così, con artifizi vari, si condizionano le situazioni ed anche i Consigli Comunali nella peggior maniera possibile: con il BENESTARE della CONTROPARTE . E non mi si venga a dire che Dura Lex sed Lex, perchè la Legge la si confeziona a discrezione di questo o di quello, con il parere di questo, con il tecnicismo di quell’altro: cose da scaltri, non da pazzi.
La colpa è di noi che votiamo per simpatia, per amicizia, perchè papà votava così, perchè mio marito votava quello, perchè siamo amici d’infanzia, perchè la nostra famiglia è amica di quell’altra: irragionevolezza sublimata ed immolata sull’altare dei sentimenti e delle miserie umane, sulle necessità primarie di sopravvivere in questa “jungla” che è la nostra società moderna.
Questo, vuole il voto e ti passa con grande AMICIZIA un lavoro, l’altro ti promette che ci saranno grosse opportunità, tutto giusto per il tempo che serve a superare il momento fatidico del VOTO, il giorno dopo se ti incontrano e li saluti, LORO con un attimo di ritardo esprimendo sorpresa e scusandosi per la “disattenzione” “sai ero sovrappensiero”, ti salutano quasi sorpresi di CONOSCERTI.
Bisogna evitare che chi viene eletto in posizioni in cui si può esercitare il potere decisionale o quantomeno condizionarlo pesantemente, sia persona che provenga dallo stesso ambiente, perchè è quantomai ovvio che venga eletto per curare questi interessi di parte, mentre questa incoerenza non impatta, ovviamente, con i rappresentanti di categoria, che correttamente sono lì per garantire e tutelare gli interessi di una categoria.
Se noi guardiamo alla nostra Giunta Comunale di queste situazioni ve n’è più d’una !!
Ecco perchè dico che il nostro stimato Sindaco, c’entra e non c’entra in determinate situazioni, anche perchè Egli non può opporsi al consenso popolare, che vale per Lui come espressione gergale e sostanziale, ma non per certe “leggere” senza onore e senza parola, elette solo per clientelari biechi interessi di parte. Poi ci sono i parenti dei parenti che alla stessa stregua non dovrebbero poter esprimere il loro voto ove vi siano interessi conflittuali in gioco.
Insomma, il Sindaco è un uomo come gli altri: ha i suoi + ed i suoi – come tutti noi ed il compito di portare in porto un gruppo che non è tutto di santarelli o dame di beneficienza, che Egli non può scegliere in totale autonomia, poichè le ingerenze sono tantissime. Quindi, prima di votare degli squallidi personaggi, bisogna pensarci più d’una volta perchè poi ce li dobbiamo sorbire per anni a meno che non intervengano fatti nuovi come potrà accadere quì nel prossimo futuro che contribuiscano a
ristabilire un senso alla Legalità ed a quello che dovrebbe essere il metodo/criterio di approccio e comportamentale di ogni buon funzionario pubblico, che i latini erano soliti chiamare “modus operandi” del buon “pater familias” .
Buon pomeriggio.

CDL ha detto..
il 15 Settembre 2006 alle 22:27

Turismo !

Cosa si fà per il turismo ad Alassio ? Francamente, se dovessi rispondere a questa domanda non saprei che dire: dire nulla è troppo riduttivo, dire assai è una bugia bella e buona.
Per attrarre turisti non servono solo locali, discoteche per i giovani, ristoranti, convegni culturali, concerti canori, rappresentazioni teatrali, prestigiosi premi elettorali o una spiaggia dalla sabbia finissima e chiara.
Di tutte queste componenti una sola è certezza da sempre: la bella sabbia delle nostre spiagge.
Non certo per merito di certi gestori dei bagni, che non sono all’altezza del loro compito o meglio non sono adatti a gestire un’attività del genere. Ci vorrebbe il patentino anche per la gestione di una spiaggia, non solo per il salvataggio.
Vi sono altre spiagge condotte da persone capaci, che sanno cosa vuole dire l’ospitalità, l’accoglienza, dare quel valore aggiunto che alla fine fa la differenza, dove il cliente si affeziona, prova un calore umano che lo attrae e torna li per anni alla stessa spiaggia dallo stesso bagnino, che di questi clienti ne ha visti crescere tanti, diventare uomini e donne, intere generazioni di famiglie.
Come può pensare qualcuno, che senza valore aggiunto si possa costruire un rapporto di affezione, di continuità, che sia il contraltare alle suggestioni delle vacanze all’estero, ai tropici: ehh si, perchè di concorrenza ce n’è in giro e bella agguerrita, con paesaggi mozzafiato e strutture altrettanto accattivanti.
Qui molti hanno perso il treno, pensano ancora di vivere, senza andare agli albori del turismo di qualità che popolava Alassio già tra la prima e seconda guerra mondiale, negli anni ’60 – ’70 – ’80 – ’90, quando frotte di turisti piovevano da tutte le grandi città del nord, assetati di sole e mare: all’ora era un lusso andare in vacanza, uno status symbol potersi permettere un periodo di riposo, e tutti volevano godersi una vacanza, i soldi giravano con facilità, bastava aver voglia di lavorare, rimboccarsi le maniche, ed ecco che il benessere era a portata di mano; ma l’andare all’estero, specie oltre oceano, era privilegio di pochi e così le nostre coste erano un ottimo e vicino approdo.
Oggi si va oltre oceano in un attimo, ed i tour operator fanno proposte irrefiutabili, a cui molti non sanno dire no, e poi perchè dire no ! Con questi ci si confronta sulla qualità, sui servizi, sull’offerta nella sua globalità.
Ad Alassio, non si è ancora compreso che se non si investe e per davvero, non si può ottenere nulla di concreto sul versante turismo, la filosofia è quella del contadino: oggi si semina e domani si raccoglie, ma appunto per raccogliere si DEVE seminare.
Qui, fatte poche eccezioni, ci sono alberghi che non sono degni neppure della categoria “pensione”, ristoranti decotti come i cibi che tentano di somministrare ai loro sbiaditi clienti, bar che non sono in grado di offrire un caffè vero, italiano, ricco di aroma, che al contrario assomiglia a quello fatto con la cicoria di vecchia memoria.
Guai a perdere il treno…. il capitale si assottiglia e qualunque investimento, diverrebbe insostenibile.
E poi guardiamo al turista come colui che viene a cercare serenità, non qualcuno che va spennato come invece molto spesso accade, uno che va rispettato perchè è la nostra ricchezza, che dobbiamo centellinare perchè torni da noi come in una culla ove riposare ed estraniarsi dai problemi quotidiani, dove far crescere i propri figli all’aria salùbre e sotto il sole della nostra baia.
Bisogna cambiare registro, imparare cosa significa ospitalità, imparare che se non si da non si riceve, andare in altre località e guardarsi intorno, confrontare le idee, le metodologie, di altri operatori, per migliorare la qualità sostanziale dell’offerta.
L’ultima che ho sentito in ordine temporale, e non me ne voglia l’interessato, è stata quella di offrire vacanze a rate, per ripopolare il turismo alassino: io alle volte mi chiedo se le studiano di notte anzichè dormire, per spararle di giorno, certe sciocchezze!
Come si può immaginare che questa possa essere una soluzione per un turismo di qualità, paragonandolo ad una lavatrice o ad un televisore: queste sono suggestioni senza una strategia fondata. Come si può pensare che le famiglie possano indebitarsi pure per questo; poi, quando rientrano in città di cosa vivono? di aria? come affrontano l’autunno già denso di spese, riscaldamento, scuola, vestiario e non ultimi i soliti aumenti delle bollette.
La vacanza deve poter essere vissuta come un momento di svago non certo come portatrice di ansietà futura: già, più o meno tutti si esagera con le spese figuriamoci poi se si pensa alle rate.
Un caro saluto a tutti e pure al ….caro Bombacci, la cui ottima prosa sempre mi coinvolge.

CDL ha detto..
il 16 Settembre 2006 alle 11:20

Errata corrige: alla sesta riga dall’alto : “prestigiosi premi elettorali” deve leggersi : “prestigiosi premi letterari”

Scusate mai io sono solita scrivere di getto, dal cuore, e per ragioni di tempo alle volte rileggo troppo in fretta. Grazie ancora .

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