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Articolo n° 3159 del 07 Settembre 2006 delle ore 08:12

Albenga, quindici multe ai proprietari dei cani che sporcano

Cani che sporcanoAlbenga. L’ordinanza del sindaco parla chiaro: i padroni dei cani devono rimuovere le deiezioni dei loro amici a quattro zampe dai marciapiedi e dalle aiuole. Del resto, ora sono a disposizione ventidue contenitori per gettare via gli appositi sacchetti con gli escrementi sparsi in diversi punti della città. I kit per correre ai ripari, ovvero sacchetto e paletta, sono gratuiti. Agenti della polizia municipale in borghese sorvegliano tutte le zone e la severità nei confronti dei proprietari di animali “sporcaccioni” si è fatta sentire: sono già quindici gli albenganesi sorpresi a disinteressarsi delle deiezioni dei loro animali a spasso per la città, tutti multati.


» Felix Lammardo

7 commenti a “Albenga, quindici multe ai proprietari dei cani che sporcano”
Lidia ha detto..
il 7 Settembre 2006 alle 09:15

Per queste cose trovo che sia corretto fare multe, però non ho mai visto vigili così severi come quelli di Albenga. Tolleranza ZERO!!! Va bene che con il ricavato delle multe si possono comprare macchine, moto ecc… ma bisognerebbe essere un pò più elestici, specie in certi periodi dell’anno!!! In fin dei conti non si può andare a lavorare per pagare multe ASSURDE!!!

Donna Assunta ha detto..
il 7 Settembre 2006 alle 19:44

L’amministrazione di Albenga invece di preoccuparsi dei mozziconi di sigarette e sigari, si preoccupa di ben più
seri problemi come quello degli escrementi animali, di cani in particolare, condotti a passeggio da proprietari
maleducati, sporcaccioni che imbrattano le vie della città. Qui, nella nostra bella Alassio, avviene lo stesso senza ritegno, anzi con vera e propria mala intenzione, perché i proprietari si recano apposta nelle vie residenziali più quiete rispetto alla via Aurelia assai più animata, proprio per far fare i “bisogni” ai loro animali e se possibile, in assenza di testimoni o quasi, a volte spudoratamente davanti a tutti, senza provvedere a rimuovere quanto lasciato sul terreno, come la Legge prescrive.
E’ una vergogna !!!
Come si può leggere nell’articolo su “il Secolo XIX” nella sezione Albenga e Riviera di oggi a firma L. Reb. ad
Albenga l’Amministrazione ha provveduto a installare sul territorio distributori di palette etc. atte all’uopo
ed inoltre, ha avviato controlli a tappeto con squadre in borghese per sorprendere i soliti maleducati insozzatori di marciapiedi.
Cosa attende l’Amministrazione di Alassio ed il solerte Signor Sindaco a prendere provvedimenti analoghi ???
Presidente io sono qua, Lei dove è ??? Non La sento, mi sembra assente, dica qualcosa pure Lei …. faccia qualcosa…grazie .

P.s.: Per Lidia: la tolleranza si usa con le persone civili e non con i “furbetti” che fanno i loro porci comodi, pensando solo alle loro convenienze infischiandosene altamente dei diritti altrui. Questi che insozzano i marciapiedi così da farli diventare come un campo minato costringendo pure gli anziani ad acrobazie deambulatorie per non pestare la “cacca” non meritano nulla e men che meno tolleranza !!!
Aggiungo che le povere bestiole, se avete notato, dopo le deiezioni tentano con buon senso tutto animale di ricoprirle raschiando il terreno con le zampe posteriori, ma inutilmente vista la ovvia durezza della pavimentazione che non è un prato; ciò dimostra ancora una volta, se ve ne era bisogno, che gli animali sono assai più educati di noi umani e dotati anche di maggior buon senso !!! Riflettete gente….

Fido ha detto..
il 7 Settembre 2006 alle 20:24

Rimuovere le deiezioni è una forma di rispetto per tutti, proprietari di cani e non.
“Ci avete mai pensato che quando il mio padrone è educato anche gli altri imparano a volermi più bene? Io che c’entro? Perché mi guardano così male? Io non sono capace a pulire” Parola di Fido

Mauro ha detto..
il 7 Settembre 2006 alle 20:54

Se è corretto fare multe per queste cose… perchè le definisci ASSURDE!!! ???

Lidia ha detto..
il 8 Settembre 2006 alle 09:29

Una risposta per tutti. Il mio ASSURDE era riferito a multe per mezzi parcheggiati fuori dall’apposita segnaletica, dove da più di 30 anni ci parcheggiano cani e porci e quest’anno hanno deciso di multarle. Se non ci sono parcheggi ad agosto, DOVE ME LA METTO LA MACCHINA??? NEI GARAGE DEGLI ALTRI O DELLA POLIZIA MUNICIPALE??? E’ questo che intendo per tolleranza!!! Se non intralcia il traffico, non blocco nessuno, perchè essere cosi severei??? Poi ai ciclisti che vanno sul marcipiede o in contromano per strada, niente multa, come mai??? Sono veicoli anche loro. Lo dice il codice della strada!!! Sulle cacche dei cani e immondizia varia sui marciapiedi, per me possono dissanguarli dalle multe. Io la carta delle caramelle me la metto in borsa, non la butto per terra.

Donna Assunta ha detto..
il 8 Settembre 2006 alle 10:12

Cara Lidia,
apprezzo le Sue precisazioni, che ovviamente rappresentano le opinioni e le riflessioni di una stragrande maggioranza di cittadini; vero che per chiedere di parcheggiare in maniera corretta l’Amministrazione dovrebbe prima provvedere a crearli i parcheggi, ma è anche vero che come in tutte le località di vacanza si giunge ad un punto della stagione in cui nessun parcheggio sarebbe sufficiente mentre è altrettanto certo che, in una dimensione più limitata, con una morfologia urbana così particolare come quella della nostra Liguria, nelle nostre comunità si tende ad una tolleranza, normalmente, visto appunto il dimensionamento urbano, per cui si è portati a non essere propensi a rispettare le regole che quotidianamente vigono nelle grandi città; così si parcheggia un po’ dove capita, le biciclette vanno in contromano o sui marciapiedi e via di questo passo.
La soluzione risiede unicamente nel senso civico dei cittadini e nel loro buon senso in generale: anch’io non getto le carte delle caramelle per terra. Poi c’e tutta la pletora dei soliti “furbi” e proprio a causa loro, noi persone attente al rispetto degli altrui diritti, paghiamo un prezzo che spesso non ci spetta. Il senso della civile convivenza si impara nei banchi di scuola e prima degli alunni, lo devo interpretare i docenti: se no come si fa? Rammento che, ai miei tempi, all’Università c’era già esposto il cartello “vietato fumare” e mentre alcuni docenti ed in particolare uno quando entravano in aula riflettevano a voce alta dicendo: “siamo in una facoltà di legge, studiate la Legge, prima di tutto imparate a rispettarla, non si fuma qui dentro!” altri del tutto irresponsabili se ne infischiavano dell’obbligo e loro primi fumavano. Quindi, si comanda con l’esempio e l’esempio lo diamo noi adulti quotidianamente ai più giovani . Se Lei fa una gita in Svizzera, provi a buttare in una qualunque via di una località a caso un carta di caramella a terra davanti ad altri passanti, vedrà come la tratteranno, come la apostroferanno, e se Lei fosse svizzera sarebbe ancor più gettata al pubblico ludibrio.
In soldoni, la società siamo noi ed a noi spetta rappresentarla al meglio, ogni giorno che Dio ci dà, sul palcoscenico della vita.
Buona giornata

Moana Rivoli ha detto..
il 11 Settembre 2006 alle 08:38

Spettabile redazione,
Per contrastare giustamente le deiezioni canine nelle strade di Albenga arriveranno 40 distributori di palette. Bene. E le aree per cani quando le facciamo, signor Sindaco ?
Da tempo le sono state richieste dalla Protezione Animali, come risposta di collaborazione e servizi, e non so-lo multe, ai cittadini-proprietari di cani.
E a proposito, state lavorando per trovare una degna sistemazione al rifugio ENPA di Leca ?
A noi non pare e non vorremmo che si ripetesse quanto (non) fatto dalle precedenti amministrazioni comunali, promesse e basta. Vorremmo ricordare che l’attività degli animalisti dell’ENPA albenganese nel rifugio ha permesso di salvare migliaia di cani, quando non esisteva una struttura di ricovero e tutti, dai vigili urbani ai carabinieri, dagli spazzini agli accalappiacani ASL, portavano là i cani randagi.
Moana e Giuseppe Rivoli, Marco e Rita Filippi, Ornella Bevacqua, Fabio Timperi, Eugenia Falluca, Severino Ottonello, Giulia Besio, Maria e Alfredo Basso (Albenga).

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