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Articolo n° 3215 del 08 Settembre 2006 delle ore 17:33

Bagni Marini, primi bilanci di stagione

Provincia. Dopo la lieve crescita del turismo alberghiero, segnali abbastanza positivi arrivano anche dagli stabilimenti balneari. In attesa dei data definitivi sulla stagione estiva 2006, è già tempo di primi bilanci e valutazioni sull’andamento del turismo balneare nella Provincia di Savona: “è stata un’estate abbastanza positiva – sottolinea Massimo Delfino, Presidente provinciale FIBA – Federazione Italiana Balneari – Confesercenti. Abbiamo avuto un incremento delle presenze nei mesi di giugno e luglio, anche grazie al caldo e al bel tempo, un numero di prenotazioni in parte inaspettato. Certamente i dati di agosto non credo saranno molto positivi, il brutto tempo non ci ha certo favoriti, e le presenze durature del mese si sono trasformate in vai e vieni nel corso della settimana. Per il mese di settembre aspettiamo, ma è chiaro che se le scuole in Piemonte e Lombardia iniziano così presto sarà difficile inseire settembre tra i mesi dell’estate balneare, visto che le famiglie, cioè la parte preponderante di clientela, fuggono via verso le città i primi del mese”. E sulla diminuzione della durata della vacanza e sulle presenze mordi e fuggi: “la tendenza è in parte dovuta alla situazione economica dell’Italia – evidenzia Delfino -, con molte famiglie in difficoltà a fermarsi in vacanza per 20 giorni o un mese. E’ chiaro che esisite anche una tendenza delle persone a fare periodi di vacanza più brevi ma ripetuti nell’arco di tutta l’estate, una settimana e poi due o tre weekend, quindi la clientela “ripetitiva” compensa la perdita di prenotazioni di medio-lungo periodo”. E a stagione ormai conclusa torna d’attualità il problema ersosione spiagge e perdita si spazi di balneazione per gli stabilimenti: “E’ un problema cronico per i litorali della Provincia di Savona, la perdita delle spiagge condiziona la qualità dell’offerta turistica dei bagni marini, che senza gli spazi adeguati non sono in grado di offrire quei servizi in più che invece si possono attuare nell’Adriatico o in Toscana. Questo determina per gli operatori una perdita di mercato turistico balneare che incide ad esempio sulla presenza di giovani. Auspichiamo che i progetti di dighe soffolte che stanno portando avanti i comuni di Loano e Varazze possano essere estesi anche ad altre località della Provincia di Savona dove si registra ogni anno una forte erosione. La Regione Liguria dovrà fare la sua parte e anche gli stessi operatori; a Varazze, ad esempio, c’è stata una auto tassazione da parte dei gestori con una quota stabilita al metro lineare. E’ chiaro, tuttavia, che dovranno essere i comuni in primis a fare la loro parte”.


» Federico De Rossi

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