Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 3367 del 15 Settembre 2006 delle ore 07:37

Albisola, raccolta di firme contro progetto Margonara

Albisola Marina. Il circolo delle Albissole “Rosa Luxemburg” di Rifondazione Comunista ha organizzato una raccolta di firme contro il progetto del porto turistico della Margonara e contro la torre-faro di 120 metri ideata dall’architetto Fuskas. Sono 150 le firme raccolte contro un’opera che viene percepita dai contestatori come “cementificazione selvaggia”. Il banchetto per la raccolta delle firme sarà domani in piazza Sisto IV a Savona e mercoledì al mercato ambulante di Albisola Capo.


» Felix Lammardo

18 commenti a “Albisola, raccolta di firme contro progetto Margonara”
antonio ha detto..
il 15 Settembre 2006 alle 14:40

Scusate ma io non riesco a comprendere la necessità di dover costruire un nuovo porto turistico, in quando, una volta spostato il terminal della funivia, si verrebbe a creare un’ enorme area sulla quale poter, anche, costruire un sistena di nuovi ormeggi per imbarcazioni da diporto. Questo non richiederebbe la costruzione di nuove dighe, in quanto quelle del porto svolgono già questa funzione.
Io sono nato a Genova, ma da moltissimo tempo vivo con la mia famiglia a Savona,
da piccolo ho visto la sistematica distruzione delle spiagge da Cornigliano a Voltri. Allora si doveveno creare aree per costruire industrie, quindi è arrivato l’ aereoporto, l’ampliamento del porto petroli ed infine la costruzione la costruzione di un nuovo porto a Voltri, costruito con soldi pubblici ma che sembra finito in mano dei cinesi. Tutto questo perchè i porti per essere efficienti e competititivi devevano avere ampie aree per le merci.
Sia a Genova che a Savona, come si sono liberate le aree all’ interno o in prossimità del porto, questa regola non stata rispettata e si è subito provveduto a cementificarle.
A questo punto mi domando, dobbiamo accettare passivamente tutto questo?
Se qualcuno si trova a passare per Voltri vada a vedere cosa hanno combinato le autorità competenti. Per costruire una passeggiata a mare, che già tantissimi anni fa esestiva, prima che gli insediamenti industriali se la divorassero, ne hanno progettata una nuova, e, per far questo hanno letteralmente rovinato la spiaggia con enormi massi sistemati sulla battigia.
Il risultato è che i Voltresi la passeggiata ancora non l’ hanno ottenuta perché forse sono finiti i soldi per proseguire i lavori, ma in compenso adesso hanno la loro spiaggia rovinata.
a Napoli direbbero: cornuti e mazziati.
grazie per l’ ospitalità
antonio

Bruno P ha detto..
il 18 Settembre 2006 alle 18:18

Premesso che sono contrario anche all’Eco mostro che ha rovinato l’immagine di Savona e del suo porto, altrettanto la penso per il progetto della Margonara. In primo luogo per l’idea della Torre e poi per il porticciolo , chiamamolo cosi che distruggerebbe per sempre l’immagine della costa ligure con le montagne che finiscono nel mare.Le torri … ho letto recentemente degli articoli sul dibattito che si sta svolgendo nell’ambiente degli Architetti su questi monumenti , un residuo dell’architettura legata al business e non alla citta o al territorio, una ostentazione di tecnologia che oggi solo i paesi emergenti quasi tutto orientali hanno ereditato e che mal si combina con il pensiero moderno della citta vivibile. Ma al di la di considerazioni meramente naturalistiche e di paesaggio ce ne sono anche di natura partica come ad esempio il traffico tra Savona ed Albissola che gia oggi è una vera avventura degna della peggiore tangenziale milanese.Sarebbe bello se prima di pensare a queste cose nuove si ci dedicasse a salvaguardare e migliorare la fruibilita dell’esistente e cercare di dare a Savona una sua fisionomia che tenga conto della sua storia e del suo territorio. Agevolare il turismo non vuol dire creare parcheggi anche se marini ma esaltare i motivi per cui un turista sia atratto a venire a Savona
e nel Savonese.In ogni citta oggi si cerca di creare zone specifiche , quella dei grattacieli e del businnes e quella del vivibile e certamente questi progetti con il vivibile dei Savonesi hanno poco e nulla da dire. Il grattacielo del porto è la riprova in quatiere ottocentesco, con calata mefioevale a ridosso del centro storico mi ricorda la barzeletta del negro che chiedeva al Padreterno come mai avesse i capelli crespi , le mani gorsse e la pelle nera alla risposta che cosi avrebbe potuto vivere meglio nella foresta chiedeva allora ci facesse a New Yor.

Marco Sicco ha detto..
il 18 Settembre 2006 alle 18:25

Concordo fortemente sulla necessità di rifiutare simili amenità quale è questo progetto Margonara (anche se non è l’unico), …come se non ce ne fossero già di troppo; basterebbe fare un giretto in Corsica, come io ho appena fatto, per notare come è possibile rispettare assai più il territorio di quanto non si sia fatto in Liguria; già che cio sono e un po’ sullo scherzo ma mica tanto vorrei riproporre la mia idea di un “ministero della demolizione” (comunale, magari, locale, cittadino).
Io direi di abbattere per primi i due orrori con i portici in Via Gramsci davanti alla Darsena, che stanno al posto di un potenziale ripristino delle tre piazzette fra cui Piazza delle Erbe. Come tollerare ancora simili mostruosità ora che l’altra parte della Darsena è stata saggiamente recuperata?

FRa ha detto..
il 19 Settembre 2006 alle 12:22

Piuttosto che lasciare la nostra citta in mezzo a dei ruderi vedi Ospedale Vecchio MetalMetron,preferisco di gran lunga che costruiscano grattacieli.Tanto per lasciare quella zona in quello stato pietoso tra funivia carbone e baracche é molto meglio un progetto moderno.Per quanto riguarda la viabilità chi si oppone al progetto Margonara Bofil e Co sono gli stessi che da anni si oppongono alla necessaria Aurelia Bis…Quindi..smettiamola di piantar Palme in giro per la citta e diamo un volto nuovo a questa citta decadente!!!!

Antonio Marotta ha detto..
il 19 Settembre 2006 alle 13:08

Premetto che conosco a malapena il progetto della Margonara, quindi sarei teoricamente censurabile, dal momento che mi sto esprimendo su cose che non conosco appieno. Tuttavia questo progetto non mi convince per niente. A quali vantaggi si andrebbe incontro? Albisola mi piace moltissimo e, a parer mio, sono state apportate migliorie non indifferenti. Ricordo l’area della ex-stazione, vent’anni fa. Vederla oggi, trasformata nella passeggiata Montale, dà un senso di enorme soddisfazione. Tutto è stato realizzato nel rispetto dell’ambiente, e i risultati si vedono. E allora mi chiedo: ma è proprio il caso di fare colate di cemento? E dopo che succederà, attaccheremo con Albisola Capo, così snaturiamo anche lei? Magari con un maxi parcheggio? E il mare come diventerà, con tutti gli altri scarichi che si aggiungeranno? Invece di creare dal nulla, non sarebbe meglio sistemare le aree dismesse? Albisola è un gioiellino, ed è meglio non stravolgerla con progetti faraonici. A volte, per fare meglio, si finisce per fare peggio!

Bruno P ha detto..
il 19 Settembre 2006 alle 15:38

Egregio FRa, fosse per me non solo ci sarebbe gia l’Aurelia Bis ma anche il Tram da Albisola Capo a Vado, ergo Circa il vecchio San Paolo non credo ci sia tanto tempo da attendere , l’aumento delle aree fabbricabili intorno al Priamar compirà ndi certo il miracolo atteso da tutti i Savonesi perchè non dimentichiamo che tutti questi progetti non sono mirati a rendere vivibile la citta ma solo per come direbbe Gilberto FA’ E PALANCHE.Vedrà che dopo il Crescent si deciderà anche di aprire , finalmente , la strada sotto al Priamar per non dover fare le code di Corso Mazzini e magari anche e non sarebbe male , lo penso e lo dico da oltre dieci anni , il tunnel che passi sotto all’ingresso del porto e si congiunga con l’autostrada a Riano Termini, vedrà , speriamo, che anche a Savona si gestirà il traffico con la ZTL e telecamere. Per finire mi scusi ma quelli che piantano palme mi sembra siano gli stessi del progetto Bofil e Margonara . Con rispettosa osservanza e cordiali saluti

Marco Sicco ha detto..
il 19 Settembre 2006 alle 16:51

Ah bella roba l’aurelia-bis, bella roba i grattacieli a Savona, e come si fa a mettere tutto questo in relazione al degrado di alcune zone?? come dire se dovessimo scegliere fra l’andar in giro sporchi e cattivi o il vestirsi di polistirolo; la vera causa del degrado è la scelta irrazionale di una tecnologia antiquata quale è l’automobile, oltre all’essere caduti in mano della speculazione edilizia (di destra e di sinistra intrecciate).
Le vere sfide del futuro sono il trasporto pubblico (e specialmente la metrò leggera di superficie – ma il vecchio progetto – al posto dell’aurelia-bis – e anche dell’aurelia-uno, proporrei) e il ridimensionamento architettonico.,

Fra ha detto..
il 19 Settembre 2006 alle 17:13

G.le Bruno
io infatti non facevo assolutamente un discorso politico,anche perchè qualunque schieramento salisse al potere non ha certo portato i miglioramenti che speravamo.Inoltre sono totalmente d accordo conlei per quanto riguarda le varie infrastrutture NECESSARIE alla vivibilità della citta e che purtroppo sembrano essersi perse per strade e che sono prioritarie rispetto a palazzi residenziali porti turistici e co.
Penso solo che arrivati a questo punto ,visto che alternative non ce ne sono,meglio grattacieli che degrado!!!!

m ha detto..
il 24 Settembre 2006 alle 12:41

Ripeto il punto chiave: degrado e grattacieli, non solo non sono polarità opposte, ma fan parte dello stesso processo di peggioramento e di dispersione. Non possiamo metterli in alternativa. Per una città come Savona poi, che semmai dovrebbe guardare al suo rustico splendore seicentesco.

Monica ha detto..
il 25 Settembre 2006 alle 20:18

credo che le funivie abbiano dato tanto lavoro a tante persone, vero è che esteticamente non sono gradevoli. al contrario le baracche che si trovano al fanale verde,fronte funivie, sono belle, curate e caratteristiche. al posto delle funivie, quando si dovranno abbattere (spero senza licenziamenti connessi), si potrebbe lasciare posto a madre natura nel ricrescere, magari con passerelle che permettano di camminare in mezzo al mare.

monica ha detto..
il 22 Marzo 2007 alle 22:28

sono d’accordo con la mia omonima.
le funivie non sono certo belle, ma hanno sfamato tanta gente tra cui mio nonno a suo tempo e quindi, in un certo qual senso anche me.
le baracche sono bellissime e ben tenute… lì da una vita con rumori colori e odori di savona. e’ bello vederle spuntare quando si è alla torretta. e’ bello passeggiare sul molo e vedere i pescatori che pesano le loro “gigge” come se fossero balene..
bei ricordi.
alcuni sono troppo giovani per sentire l’odore del mare e del pesce. per ricordare le mani dei pescatori bruciate dal sale e dal sole. capisco che savona non abbia niente per i giovani… ma qui non costruiscono certo per loro.

Stufa ha detto..
il 23 Marzo 2007 alle 00:29

La corsica cmq è ben altra cosa rispetto a Savona…….ma come si fa a fare certi paragoni….cmq di sicuro i corsi non si oppongono all’arrivo dei traghetti…
savona fa schifo quindi per salvarla ben vengano i grattacieli! seguiti dalle strutture adeguate per la viabilità.

lui la plume ha detto..
il 23 Marzo 2007 alle 12:39

Ormai sono tantissime le occasioni in cui la mancanza di condivisione di obiettivi tra gli amministratori e gli elettori porta a manifestazioni di piazza.

Se a cio’ aggiungiamo una scarsa propensione a partecipare alle stesse lo scenario che ci appare e’ disastroso.

Qualcosa dovrebbe cambiare:

forse va’ ripensata la stessa nazione, e’ passato il tempo delle grandi nazioni, se prendiamo un atlante di qualche anno fa’ e lo confrontiamo con la situazione attuale ci rendiamo conto che oggi abbiamo una grande Europa composta da tante tante piccole nazioni, e’ una strada percorribile senza tanti traumi;

oppure si potrebbe tentare di avviare una serie di consultazioni continue con la popolazione (cui compete sempre piu’ spesso l’onere di risolvere problemi che gli amministratori non sanno portare avanti “in sintonia con la popolazione stessa”);
sara’ incapacita’ degli amministratori stessi che, spostati in massa dalla vita civile alla gestione del pubblico, appaiono sempre piu’ spesso inadeguati al compito “amministrativo” che compete loro, si sentono tutti imprenditori, devono guadagnare (non per le loro tasche, spesso, ma per l’amministrazione che stanno gestendo “pro tempore”) e dimenticano o non desiderano confrontarsi con l’elettorato se non quando indispensabile;
sara’ la maggiore consapevolezza dei cittadini che si rendono conto di questa “pochezza” cui corrisponde un costo diretto ed indiretto assolutamente inaccettabile che determina la volonta’ di riappropriarsi della possibilita’ di dire l’ultima parola sulle spese pazze di questi amministratori;
sara’ perche abbiamo messo a disposizione di questi amministratori mezzi a profusione che vengono utilizzati non per migliorare la vita dei cittadini ma per renderla difficile (visto che si parla di sanita’ e di ticket mi e’ capitato “a Milano” di dover rinunziare ud una visita programmata da tre mesi per il solo motivo che il computer rotto non consentiva la riscossione del ticket, tutti fermi, una intera unita’ ospedaliera medici, infermieri, ovviamente pazienti, tutti fermi per almeno due ore, poi me ne sono andato via, per uno stupido computer rotto, e nessuno in grado di scrivere a mano una ricevuta di pagamento ticket);
sara’ perche’ assistiamo ogni giorno in Parlamento a beghe di cortile invece di una qualche forma di collaborazione atta a rendere piu’ vivibile la nazione.

Sara’ perche’ ormai sono piu’ le cose che dividono rispetto a quelle che uniscono, sara’ perche’ ci sentiamo piu’ europei, sara’ ……

Bisogna sfoltire, bisogna semplificare, ma e’ difficile, l’incapacita’ dei nostri parlamentari a seguire questa strada e’ emblematica, sembra che questo “nodo di gordio” che rappresenta l’apparato burocratico della nostra cara Italia sia ingestibile, e forse l’unico metodo e’ quello gia’ adottato da Adriano in circostanze analoghe.

Ma tentiamo di salvare il salvabile,

Cari organizzatori quando mettete in piedi una qualsiasi manifestazione apritevi anche a chi e’ presente solo spiritualmente, raccogliete firme in modo professionale con tutti i mezzi possibili, dal telefono ad internet, dagli sms alle votazioni tramite le apparecchiature dei decoder, documentate i risultati in modo professionale (evitando doppioni, ed il voto di chi non esiste piu’). Forse in un caso specifico non servira’ a nulla ma si comincia ad abituarsi ad un referendum moderno.

Poi provate ad indire un referendum per abolire il canone della televisione (il piu’ odiato dagli italiani), o per fare in modo che lo si possa devolvere almeno in parte all’emittente che piu’ seguiamo (in questo modo le televisioni locali finirebbero per ottenere un fortissimo finanziamento).

Un “ragazzino” ha messo in piedi qualche tempo fa’ una raccolta di firme via internet poi la ha inviata ad un ente europeo che ha chiesto all’Italia di eliminare i costi di ricarica. Oggi il governo fa’ sua questa richiesta.

La strada e’ tracciata, usiamo gli strumenti, usiamo il Governo europeo se necessario.

Diego Gambaretto ha detto..
il 24 Marzo 2007 alle 12:07

Osteggiare un progetto che non c’è ancora……. E’ molto giusto discutere ma senza abbastanza elementi a disposizione si può emettere un giudizio ? Eppoi i cari compagni mi sembra che si muovano solo quando non ci sono dentro anche loro…
Personalmente penso che la Margonara, con forti interventi preventivi sul territorio ,
potrebbe essere una grande occasione per il rilancio di Albisola. Ritengo fondamentale che nella torre non siano previsti appartamenti (destinazione d’uso per edilizia privata) ma hotel e zone turistico-commerciali.Infatti il turismo non si fa con le seconde case. Inoltre penso che potrebbe esser l’occasione per trovare una soluzione a favore della viabilità.
http://www.amicidialbisola.blogspot.com

antonio gianetto ha detto..
il 24 Marzo 2007 alle 14:51

Ognuno ha diritto di sognare un meraviglioso futuro per Savona, altri invece sono nauseati nel vedere come è stato trattato il Nostro territorio.
Ci sono varie opere in Savona, autorizzate, a mio avviso, senza aver fatto gli opportuni accertamenti, che stanno provocando danni al nostro patrimonio, danni provocati da privati che hanno avuto le opportune autorizzazioni a compiere scempi!
Ne cito solo due:
1) Edilizia su ex cinema Astor: ha provocato danni agli edifici circostanti, ed è attualmente bloccato!
2) oggi sul Secolo XIX: Savona, A DISTANZA di due anni dalle prime crepe del porto che avevano messo in crisi l’edificio di via delle Fucine 4, altre crepe adesso minacciano un nuovo stabile della darsena: quello di via Pavese 1, dietro piazza d’Alaggio.
Il Comune ha ordinato lo stop dei lavori e una perizia.
NAVI DA CROCIERA ( fonte secolo XIX data odierna) : AUMENTARE la qualità dei servizi cittadini offerti ai crocieristi della Costa. «Aumentare la pulizia, migliorare la viabilità, e in generale trovare soluzioni più efficaci per l’accoglienza di queste migliaia di turisti che saranno anche “mordi e fuggi” ma sono una grande risorsa per la città» dice Giovanni Carlevarino, consigliere comunale Ds ma soprattutto vicepresidente del consorzio Savona Crociere nato nel 1996 per servire l’allora emergente traffico crocieristico (cura il servizio bagagli e la logistica dei passeggeri).
Ci sono voluti 9 anni per rendersi conto che Savona è una città sporca e trascurata, e che turisticamente non offre assolutamente niente?
L’ unico interesse, dei Nostri amministratori, era la cementificazione e la speculazione edilizia, e non dovrebbe essere difficile capirne la ragione.
Adesso speriamo che dopo oltre 50 anni di degrado, Savona possa risorgere con quel colpo di spillo, mi sembra veramente eccessivo.
Non vorrei portare male a chi spera in questo nuovo progetto, ma al pari degli scarichi che fuoriescono dalle navi da crociera, che faranno respirare aria buona ai fortunati possessori dei nuovi alloggi nella vecchia darsena; quelli del fuksas, invece saranno colpiti dal tremore; i motori delle navi in porto trasmetteranno attraverso l’ acqua vibrazioni, che già percepiamo noi delle zone circostanti; figuriamoci quelli che andranno ad abitare in una struttura in acciaio, alta e stretta.
Purtroppo, chi ha permesso l’ arrivo delle navi da crociera, in pieno centro cittadino, non era informato sul combustibile che queste navi utilizzavano per alimentare i motori ausiliari, (Questo era ben noto, anche in Italia, già da 31 luglio 2000, e quelli del mestiere, come me, lo sapevano dai primi anni 90, a Savona purtroppo no, almeno lo spero perché se qualcuno ne era a conoscenza e ha tacciuto, allora siamo veramente messi male ). Sono comunque certo che il problema inquinamento provocato dalle navi da crociera, qualcuno ha dovuto prenderne atto, visto che dopo l’ arrivo di queste gli abitanti delle zone circostanti hanno segnalato il problema, ma anziché prendere provvedimenti, hanno cercato di tenere nascosto il problema.
Ormai avevano pure autorizzato nuove costruzioni nella zona.
Non entro nei particolari tecnici del porticciolo, è inutile che ripeta i miei timori, già espressi in molter altre occasioni, desidererei soltanto che quel progetto fosse studiato con più attenzione, gli studi condotti dall’ università di Padova non mi hanno certamente assicurato.
Un conto è fare controlli in una vasca, altro e tener conto anche della memoria storica.
Quanto è successo a dicembre ( onda anomala) agli alti fondali, è avvenuto in un tratto di porto preso in esame dalla suddetta università, ma non lo aveva previsto!
Forse per capirlo bisognerebbe scoprire cosa vuol dire: tra il dire ed il fare c’ è di mezzo il mare.

lui la plume ha detto..
il 24 Marzo 2007 alle 17:17

Siamo nel 2007 e probabilmente cio’ che si costruisce ora risultera’,

una volta realizzato un prodotto valido

(e cio’ indipendentemente dal personale giudizio negativo,

non apprezzare una opera
ed un particolare realizzato da un determinato progettista che opera con un suo gusto estetico

rientra nelle opinioni individuali, che possono essere ovviamente non condivise).

Il problema e’:

vi sono delle regole accettate “con disagio” da tutti noi, regole che vietano costruzioni in determinate zone,

le deroghe concesse dalla legge agli amministratori (deroghe che ultimamente hanno permesso nelle Puglie la costruzione fronte mare di una caserma) sono state usate (troppo spesso) malamente,

Il territorio va rispettato, dai cittadini ma sopratutto dalle istituzioni.

Come si esulta alla demolizione di costruzioni private abusive
(e ricordo che le regole sono state fatte da chi ci amministra,
forse i cittadini avrebbero utilizzato maggiormente quel buon senso che in tante occasioni non si intravvede)

a maggior ragione si esulterebbe alla eliminazione di interventi pubblici di cui non si sente la necessita’ e che deturpano l’ambiente in cui viviamo

(anche a Genova si parla della sopraelevata utile si ma che credo sia li’ a rovinare il paesaggio da una cinquantina di anni).

Chi debba stabilire che una opera pubblica sia “da eliminare” non e’ chiaro, di certo non e’ il giudizio del singolo cittadino ma l’insieme dei cittadini questa autorita’ dovrebbero certamente averla anche se “al momento” non e’ chiaro come possano esercitarla.

Stabilito comunque che una opera pubblica sia “da eliminare” il problema interessante e’ riuscire a determinare se e chi debba rifondere con il suo patrimonio individuale il danno causato con le sue decisioni errate alle casse dello Stato.

Ora quando si progetta “in deroga” o comunque ci si prepara a realizzare qualcosa di “meraviglioso” ma che incide profondamente sul territorio sarebbe molto opportuno chiedere il consenso

“dei proprietari”.

Ed i problema e’ proprio qui chi sono i PROPRIETARI ?

Sono gli amministratori “pro tempore”? NO

Sono gli impiegati comunali a qualsiasi livello o competenza che comunque percepiscono uno stipendio? NO

Sono i cittadini che eleggono gli amministratori, pagano gli stipendi e tutte le spese necessarie a tenere in piedi il territorio? SI

Ecco chi si deve esprimere su queste deroghe, su queste opere straordinarie.

Come in qualsiasi assemblea condominiale una buona parte dei condomini non interviene in assemblea e si fa’ fatica a raggiungere le maggioranze necessarie a “fare qualcosa”.

Per determinare se una operazione “in deroga” vada o non vada portata avanti bisogna costituire una base di consenso

(se proprio non interessa a nessuno, sarebbe meglio lasciare perdere)

forse le maggioranze vanno riviste,
forse non e’ necessaria una maggioranza qualificata,
forse e’ sufficiente una percentuale di votanti del 20/30%,
forse e’ sufficiente che sia favorevole la maggioranza di quel 20/30%,
forse ……
le regole se non ci sono si possono fare.

Ma il principio andrebbe salvaguardato:

l’opera “in deroga” si fa’ se il popolo ha detto si.

Il punto di vista di tante “AUTORITA” e’ molto importante

(sempre se non assumono un atteggiamento dittatoriale,
se non pretendono di prendere decisioni che non competono loro)

sono degli amministratori,
se ci dicono qualcosa li ascoltiamo
e probabilmente dopo averci pensato su diamo loro ancora la fiducia

“forse”.

E’ facile convicerci
ma siamo NOI a decidere,
chi non la pensa cosi’ si prepari ad una diversa attivita’
perche’ non verra’ rieletto

(spero,
e mi dispiace aver letto prese di posizione “odiose”
da personaggi in precedenza stimati)

antonio gianetto ha detto..
il 24 Marzo 2007 alle 18:47

Pochi minuti fa sentendo il segnale sonoro, 5 squilli brevi, ripetuto varie volte, sono uscito per andare a vedere che cosa stava succedendo; la nave da crociera, in uscita, si è trovata a dover affrontare tre barche da diporto, che gli hanno impedito l’ accostata a dritta dopo l’ uscita dal porto, una si è fermata, e ha fatto bene, le altre due invece hanno proseguito andando a tagliare la rotta alla nave; forse rilevando la nave sul loro fianco sinistro, ritenevano che l’ obbligo di manovra spettava alla nave.
Sarebbe quindi opportuno che chi entra ed esce dal porto, fosse ben informato sul “Regolamento internazionale per evitare gli abbordi in mare “. Capisco che, a volte, potrebbe essere poco chiaro, ci sono però in circolazione delle pubblicazioni, che hanno lo scopo di spiegarlo molto bene da uno di questi ho tratto:
ALL’ ENTRATA DI UN PORTO
Le disposizioni concernenti la navigazione in mare, non valgono nei canali ed all’entrata ed all’uscita dei porti dove le regole fondamentali sono:
• mantenere la dritta; quindi uscire a lento moto sotto il fanale rosso ed entrare sotto quello verde;
• non incrociare la rotta alle navi che, anche a causa dei loro pescaggi, devono seguire i binari di ingresso e di uscita e non possono diminuire la velocità altrimenti non riescono più a manovrare.

SEGNALI SONORI
Ogni nave deve essere fornita di fischio di adeguata frequenza e campo di udibilità;
• un suono breve, vuol dire “sto accostando a dritta”;
• due suoni brevi, vuol dire “sto accostando a sinistra”;
• tre suoni brevi vuol dire “vado indietro con le macchine”;
• cinque suoni brevi vuol dire “non capisco la vostra manovra”.

Fortunatamente la nave era ancora in manovra, e riducendo la velocità è riuscita ad evitare una tragedia.

Bruno Pirastu ha detto..
il 24 Marzo 2007 alle 19:48

Prepariamoci ai concerti di trombe , tromboni e sirene quando all’uscita del porto ci sarà il porto / parcheggio. Io . Valloria , mi sono già fatto una cultura sulle manovre da fare a bordo in caso di emergenza visto che la voce degli altoprlanti arrivano fin qui. Oggi , erano anni che non lo facevo di Sabato , sono passato per Albissola. Non vorrei essere menagramo ma non ci vedo proprio i Savonesi farsi a piedi la tratta e nemmno per vedere la Torre o andare nei centri museali o riocreativi del nuovo porto ( questo significa tra l’altro aumento di traffico ) Ho visto le gallerie dell’ex linea ferroviaria che si intende utilizzare per la variante all’Aurelia , sono , come ricordavo , a mono binarioi, tanto strette che non ci passa nemmeno un furgone e anche fuori norma per quanto riguarda la sicurezza. Da Via Scotto a Via Falletti sono circa 1300 metri, non tanti ma in galleria MOLTI cosi come i 700 metri tra la Torretta e Piazza del Popolo. Ho letto le prescrizioni del Sindaco ma non c’è traccia del problema traffico SV – Albissola ! Albisola citta della ceramica , come dice il Cartello di Benvenuto ma la ceramica dov’è ? Se si va in Umbria, Toscana, Emilia, Spagna, Grecia . etc etc ci sono paesi che fanno ceramica e si vede, sulle strade, nei palazzi. Mi dispiace ma non credo che la Torre riporti Albissola ai tempi precedenti , tanto per riferimento , di Tangentopoli, al Bar Testa pieno , alla gelateria Ghersi, alla passeggiata dove si doveva chiedere permesso tra la gente, ai tempi di Lam Salino e altri Maestri. Se fossi di Albisola chiederei di darsi da fare in quel senso, di diventare veramente la CAPITAL OF POTTERY , aprire Scuole Artigianali, non limitarsi alle attivita ludiche scolastiche , gestire bene le Mostre e Musei e non sperare nei turisti giapponesi che partono da Tokyo per fotografare la Torre.

CERCAarticoli