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Articolo n° 3372 del 15 Settembre 2006 delle ore 08:32

Nell’Albenganese il maltempo mette in ginocchio l’agricoltura

Albenga. Il maltempo mette in ginocchio il Ponente ligure e ad Albenga i segni lasciati dal nubifragio sono particolarmente gravi. Straripamenti di torrenti, smottamenti, interruzioni di strade e cadute di alberi. Centinaia di chiamate ai vigili del fuoco per allagamenti. Ma, soprattutto, ingenti danni all’agricoltura. L’ondata di maltempo ha causato milioni di euro di danni alla floricoltura locale: in molti casi gli allagamenti di serre e locali strumentali hanno compromesso l’imminente stagione di raccolta. “Chiederemo lo stato di calamità naturale per tutto l’Imperiese e l’Albenganese dopo l’alluvione che ha colpito il ponente ligure”. Lo ha detto l’assessore alla Protezione civile della Regione Liguria, Giancarlo Cassini, che ha aggiunto: “Ci siamo mossi immediatamente non appena le previsioni hanno annunciato gravi problemi per il ponente. Abbiamo lanciato l’allerta 1 prima e poi l’allerta 2. Il periodo delle piogge adesso è più corto, cadono sempre gli stessi millimetri, ma in tempi più ristretti e i rischi di danni sono più elevati”. L’allarme lanciato dalla Protezione civile per le regioni del Nord si è diffuso rapidamente nelle campagne dove – secondo la Coldiretti – è senza dubbio la grandine ad essere molto temuta dagli imprenditori agricoli in questo momento, per i danni irreversibili che potrebbe determinare alla frutta e verdura, ma anche alle piante e alle strutture aziendali come le serre. In molte aziende delle principali regioni frutticole – sottolinea la Coldiretti – sono già tese le reti antigrandine per proteggere le piante da frutto e sono pronti a sparare i cannoni a pressione. Maltempo nell'AlbenganeseSi tratta di sistemi di protezione importanti per non aggravare il bilancio dei danni all’agricoltura che tra siccità e maltempo ha subito, nella stagione estiva, perdite e distruzioni per oltre un miliardo di euro. Ieri mattina ad Albenga quattro campeggi pieni di turisti (Lungomare, Gallinara, Roma e dei Fiori) sono stati fatti evacuare dalla Protezione civile a causa dell’ingrossamento del fiume Centa. Tutti i campeggiatori, per la maggior parte di anziani e famiglie, circa una settantina, sono stati trasferiti presso le scuole di Leca, dove è stato allestito un piccolo campo di riparo affidato alle cure di volontari. Non è possibile prevedere quando i campeggi torneranno ad essere agibili. Il sottopassaggio ferroviario sulla sponda sinistra del Centa è stato chiuso al traffico. Gravi i danni a San Giorgio, dove in poche ore sono caduti 130 millimetri cubi di pioggia. La furia degli elementi ha spazzato via vasi di ciclamini ed aromatiche. Il plesso scolastico di Carenda è stato evacuato a scopo precauzionale. Il fango ha sommerso le strade di Rollo e Campochiesa, i fossati delle frazioni sono tracimati. Il sindaco di Albenga Antonello Tabbò ha cercato di rassicurare la popolazione: “La regolare pulizia dei tombini, eseguita nei mesi passati ha fatto sì che la situazione non sia grave e che le condutture abbiano retto bene. Sono soddisfatto del lavoro della Protezione civile e di tutte le forze dell’ordine che stanno lavorando in sinergia su tutto il territorio”. Serre allagateCome al solito, nel comprensorio ingauno, a subire i danni maggiori di perturbazioni così violente sono state le coltivazioni. “Anche questa volta abbiamo già avuto modo di verificare che grandi estensioni di coltivazione floricola sono andate perdute” dice sconsolato il primo cittadino: “Abbiamo convocato per i prossimi giorni un incontro con i presidenti di tutte le associazioni di categoria per fare il punto della situazione e quantificare i danni. Non possiamo tuttavia continuare con una situazione idrogeologica a rischio che ogni volta mette a repentaglio un comparto così importante della nostra economia. Sono necessari interventi urgenti e definitivi, quantificabili in circa 10 milioni di euro, per operare un intervento risolutivo. Il Comune da solo non può certo sobbarcarsi un onere così gravoso e quindi chiedo l’intervento tempestivo di tutti gli Enti locali al fine di porre mano ad un assetto idrogeologico che richiede con urgenza interventi radicali”. La reazione di Rosy Guarnieri, capogruppo della Lega Nord ad Albenga, non si fa attendere: “Ho girato la città interessata dalla pioggia: il centro e la periferia sono letteralmente e completamente bloccati; i tombini, già carenti in termine numerici e di superficie tombinata, ostruiti da sporcizia accumulata nei mesi, non sono in grado di ricevere le acque meteoriche; i cittadini per evitare allagamenti di magazzini e negozi sono costretti a lottare con le acque meteoriche; i genitori che dimorano a levante della città e posseggono veicoli agricoli hanno potuto accompagnare i loro figli a scuola e ritornare a riprenderli dopo poco più di due ore; ruscellamenti incontrollati di acque non regimate hanno allagato proprietà terriere ed edifici rurali su tutto il territorio e isolato intere zone. Questo è fare programmazione a favore dell’agricoltura? A cosa servono le riunioni del tavolo verde?”. La rappresentante leghista se la prende con l’attività della giunta Tabbò nei primi due anni di governo: “L’Amministrazione comunale nel bilancio 2005 e 2006 non ha investito nulla per iniziare a risolvere il problema e a realizzare le opere progettate nel recente passato. Gli argini del fiume Centa in entrambi i lati dal ponte rosso alla foce del fiume, nonostante tutte le comunicazioni giornalistiche di imminenti inizi lavori, non sono stati avviati”. Disagi anche nell’entroterra ingauno. Intasata la provinciale 453 per Pieve di Teco, frane e crolli di muretti a secco a Zuccarello e ad Erli. Ad Ortovero è slittata l’apertura dell’anno scolastico delle materne ed elementari.


» Felix Lammardo

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