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Articolo n° 3496 del 20 Settembre 2006 delle ore 18:15

In ricordo del maestro Amanzio Bormioli

Vent’anni orsono, alla soglia dei sessant’anni, ci lasciava Amanzio Bormioli, altarese d.o.c., artista poliedrico, personaggio ricco di calore e di iniziative. Figlio d’arte, dal padre Alfio pittore e scultore, apprese i primi rudimenti del disegno e della pittura, che furono la base di tutte le attività artistiche ed artigianali che svolse. Erede di una famiglia di vetrai finì, come me, inevitabilmente nelle fornaci della Società Artistico Vetraria, dove dimostrò una spiccata attitudine all’arte del vetro. La nostra vetreria stava attraversando un periodo critico e quando ci capitò di trasferirci in Svizzera, per uno scambio di esperienze, con Renato Brondi e Gianfranco Bordoni fummo ben lieti di prendere lo stipendio con regolarità in franchi svizzeri: fu per noi una grande emozione! Tornati in Patria, io rientrai alla S.A.V., lui preferì accettare un’offerta di lavoro a Savona, presso una ditta di insegne al neon, a modellare i tubi di vetro “Pirex”, esperienza che lo portò in seguito alla Ferrania, dove riparò e costruì apparecchi da laboratorio. Molte altre furono le Sue esperienze professionali: capo-reparto decorazione alla Mattoi&Carena, in Libano, nella valle della “Beqa’a” ed alla Co-Vetro. L’esperienza acquisita lavorando il vetro “pirex”, unita al Suo talento artistico, Lo portò alla sera al “Cafè noire”, locale adiacente alla Sua abitazione (battezzato così dal figlio Augusto), a produrre pregiati oggetti artistici. Giunto alla pensione, acquistò l’ex pasticceria di Delia dove, con Augusto e Raffaello, continuò questa attività, interrotta solo per un lungo periodo dalla modellatura di soldatini d’epoca ed altre artistiche statuine. Fu anche un assiduo frequentatore delle mostre di artigianato, dove si poteva ammirare l’artista ed il personaggio; per questa attività si spinse fino in Germania. La Sua arte è rivissuta nel figlio Augusto, prematuramente scomparso, e rivive in Raffaello, che tuttora tiene alto il prestigio artistico familiare. Amanzio è stato anche un alpinista e, a lungo, un animatore della “3A”, l’Associazione Alpinistica Altarese che il 5 maggio 2005 ha compiuto i “sessant’anni”. E’ un Suo capolavoro la “Madonna del Burot”, dal viso di montanara, posta in un pilone sulla cima del Monte Burot, prima cima del sistema alpino.

Gino Bormioli


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