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Articolo n° 3532 del 21 Settembre 2006 delle ore 14:54

Caso Maria, sfumato l’incontro in Curia ma rimangono i contatti con la Chiesa

Non ci sarà alcun incontro nella Curia savonese, come invece era stato ventilato da alcune fonti giornalistiche. La coppia di coniugi di Cogoleto sembrava, secondo alcune indiscrezioni, voler incontrare il vescovo di Savova, Monsignor Domenico Calcagno, per consegnare alla Chiesa la piccola Maria, sottratta al rimpatrio. La bimba bielorussa, al centro del complicato caso diplomatico, si trova da 13 giorni in “clandestinità“. Di fronte ad un passaggio dalla famiglia di accoglienza alla Chiesa, per il diritto canonico la competenza giuridica è del vescovo di Savona, in quanto Cogoleto, pur essendo in provincia di Genova, ricade in questa diocesi. Intanto Monsignor Calcagno ha scritto al Ministro degli Esteri Massimo D´Alema e al Segretario di Stato della Santa Sede Tarcisio Bertone, ed è in attesa di una risposta. Il tramite per arrivare alla Curia savonese è stato il parroco di Cogoleto, vicino ai coniugi affidatari della piccola Maria, dopo un primo incontro avuto dallo stesso Mons. Calcagno con i due coniugi presso la parrocchia di Cogoleto. Gli uffici diocesani hanno per ora smentito la notizia che si era diffusa nelle prime ore del mattino, nonostante abbiano confermato un impegno diretto del vescovo nella soluzione della vicenda, che vede intensificarsi il braccio di ferro con il governo bielorusso. Giornalisti e telecamere hanno presidiato la sede della Curia sino all’arrivo della secca smentita da parte delle autorità ecclesiastiche. Resta ancora da smentire, però, che i coniugi Giusto vogliano affidare alla Chiesa la piccola e quindi non si esclude che un nuovo incontro a Savona ci possa essere a breve. Rispetto ad una ventilata ipotesi di consegna della bambina alla Chiesa, Maria Chiara Bornacin afferma: “La Chiesa è sicuramente un interlocutore con grande autorevolezza ma noi in ogni caso riteniamo importanti delle garanzie per il futuro di questa bambina e per i contatti con noi. Qualsiasi interlocutore dotato di autorevolezza è per noi un punto di riferimento importante in questa vicenda”. Mentre Alessandro Giusto, il papà affidatario, ha affermato: “una situazione molto difficile proprio per il tipo di interlocutori che ha il governo italiano in questo momento, crediamo che l’unica soluzione possa passare per la via diplomatica molto accorta e molto attenta”.


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