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Articolo n° 3541 del 21 Settembre 2006 delle ore 17:30

Politica, dimissioni Zunino legate al no di Ronzitti a gruppo unico DS-Margherita?

Politica. Le dimissioni di Franco Zunino, Assessore regionale all’Ambiente della Regione Liguria, da segretario provinciale di Rifondazione Comunista a Savona non sono un semplice passaggio di consegne con il giovane neo Segretario Marco Ravera, bensì si inseriscono nel nuovo quadro politico regionale e anche nazionale di riassetto dei partiti di centro sinistra. Infatti, la decisione di Mino Ronzitti di non aderire al gruppo unico in Consiglio regionale tra DS e Margherita, rientra nel contrasto con il possibile posizionamento al centro che avrebbe il futuro Partito Democratico, così come espresso da Comunisti Italiani e altri esponenti della sinistra radicale. L’ipotesi è che Zunino, Ronzitti, Comunisti italiani e correntone DS possano formare un nuovo movimento politico e il futuro centro sinistra potrebbe essere composto da: partito democratico, Rifonazione e questo nuovo movimento. Infatti, dopo la lettera aperta di Ronzitti ai vertici regionali dei DS, undici esponenti del correntone dei Democratici di Sinistra hanno dichiarato di non voler aderire al Partito Democratico e di essere solidali con Ronzitti. Tra gli undici il consigliere regionale Franco Bonello, gli assessori provinciali Renata Briano e Ennio Massolo, l’assessore comunale Andrea Sassano, oltre a esponenti della segreteria Ds di Genova e al coordinatore del Tigullio, Giancarlo Topazio. “Il Partito democratico si farà, pur tra mille contraddizioni – scrivono -; il progetto, dal profilo politico e culturale poco definito e ‘leggero’, ha comunque una sua legittimità, e rispettiamo chi deciderà di intraprendere quel percorso. Tuttavia, vogliamo ribadire che condividiamo la scelta di Ronzitti e dunque la strada non potrà che essere quella che porta ad unire le forze che si richiamano ai valori e alla storia della sinistra italiana ed europea”. “Ronzitti – scrivono ancora gli undici, nella sua lettera, non solo ha chiaramente esposto le ragioni che non gli consentono, in coerenza con la sua storia politica e con le sue convinzioni, di aderire al partito democratico e al gruppo dell’Ulivo, ma ha cominciato a delineare una prospettiva strategica alternativa. Il dovere della coerenza e della chiarezza ci impone di dire che non parteciperemo a nessuna fase di discussione sul partito democratico, proprio perché vogliamo lavorare ad un progetto ad esso alternativo. Non sfugge infatti che il prossimo e ‘ultimo’ congresso dei DS, sarà una semplice ratifica del progetto del partito democratico. In fondo, per noi, essere di sinistra, non è solo dire dei ‘No’, ma saper guardare al futuro, mettendo in gioco certezze e garanzie acquisite, per costruire nuovi e forti orizzonti politici, il più possibile condivisi ed unitari”.


» Federico De Rossi

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