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Articolo n° 3556 del 22 Settembre 2006 delle ore 09:05

Promotore scomparso: era nel giro dei locali notturni, procede l’inchiesta

Promotore scomparsoSavona. Walter Merlino, il promotore finanziario che lavorava alla banca Xelion Unicredit di corso Italia a Savona e di cui non si hanno più notizie da dieci giorni, fino a qualche anno fa era anche titolare di locali notturni molto conosciuti in Riviera. Per diversi anni ha gestito il “Caligola” di Finale Ligure e sempre a Finale aveva trasformato il “Covo” di capo San Donato da discoteca a club con spettacoli di lap dance chiamandolo “Baia delle stelle”, oggi “Deghere”. Il professionista di Vado ha lasciato dietro di sé una scia di preoccupazioni tra colleghi e familiari, ma non solo, anche di debiti. Mentre la Procura di Savona sta cercando di far luce sul caso della donna che ha denunciato la sottrazione di 150 mila euro, che Merlino avrebbe ricevuto per farli fruttare ma che poi avrebbe fatto sparire consegnando alla cliente assegni in bianco, i vertici della Banca Xelion hanno fatto sapere ufficialmente che a Walter Merlino è stato tolto ogni mandato. Secondo gli accertamenti dei responsabili dell’istituto di credito, inoltre, non risulta che il promotore finanziario savonese abbia distratto denaro “affidatogli in quanto consulente dell’istituto di credito”. Del resto, si era già fatta strada l’ipotesi che il cinquantenne vadese gestisse i risparmi di alcuni clienti in maniera del tutto personale, al di fuori dei canali ufficiali. Quindi, clienti Xelion non hanno nulla da temere visto che tutti gli investimenti sono garantiti dall’istituto e i relativi versamenti tranquillamente riscuotibili. I problemi potrebbero sorgere per chi si è affidato a forme di investimento più redditizie rispetto a quelle proposte dalla banca, ma legate eslusivamente ad operazioni autonome del consulente finanziario, soprattutto amici e conoscenti persuasi dall’esperienza ventennale del professionista che ora però rimangono a bocca asciutta. Intanto gli investigatori hanno individuato un assegno da 10 mila euro presentato all’incasso alla Carisa di Albisola Superiore e lo hanno sequestrato. Caso insolito quello di un dipendente di una banca del gruppo Unicredit che si affida alla Carisa, ma che segna una pista e fa procedere l’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Vincenzo Scolastico, nella direzione dell’appropriazione indebita. Per ora c’è una sola denuncia da parte di una cliente e gli inquirenti si muovono con cautela. Ma non si eslcude che possano spuntare altri investitori pronti a reclamare i propri risparmi. Quello che ora si cerca di capire è fino a che punto la scomparsa di Merlino sia da imputare ad una scelta personale o alla condizione debitoria maturata nel tempo e giunta al limite della tolleranza.


» Felix Lammardo

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