Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 3764 del 02 Ottobre 2006 delle ore 10:00

Omicidio di Savona: amanti sotto interrogatorio e scientifica al lavoro

Omicidio SavonaSavona. Uccisa da una persona che conosceva bene. Forse l’amante di una notte, forse una delle tante persone che frequentava, visto che più testimoni hanno riferito di averla vista insieme a diversi uomini di recente. Cristina Moro, la cinquantacinquenne accoltellata e strangolata nella sua abitazione in via Guidobono a Savona, è stata barbaramente assassinata da qualcuno che gravitava intorno alla sua vita privata. Scartata l’ipotesi dell’omicidio a scopo di rapina, gli inquirenti si stanno concentrando sulla pista del delitto passionale. La vittima del fatto di sangue che ha sconvolto la città della Torretta coltivava infatti numerose “amicizie intime” e per scongiurare che i vicini si insospettissero dell’andirivieni nel suo appartamento, spiegava di essere impegnata a ricevere clienti per la sua attività di cartomante. Di clienti infatti si trattava, ma per tutt’altre prestazioni. Tanto che oggi le malelingue si sono trasformate in testimonianze. Sembra che la donna si concedesse a numerosi uomini di mezza età, selezionati, capaci di contraccambiare in moneta o in regalini i suoi favori. Una signora intraprendente con più relazioni, magari anche redditizie? Certamente una persona fragile, che il deficit alla vista rendeva sempre più insicura e ne accentuava i problemi psicologici per i quali era ciclicamente in cura al Cim. Si sentiva afflitta dalla solitudine, cercava sempre qualcuno con cui parlare: aveva bisogno di essere ascoltata. Si era anche rivolta ad una agenzia matrimoniale per trovare l’anima gemella, ma dopo la consulenza preliminare aveva rinunciato; voleva trovare qualcuno su cui contare, eppure rifiutava l’idea che quel qualcuno potesse insediarsi in casa sua. Ecco perché non avrebbe mai aperto la porta della sua abitazione ad uno sconosciuto, ecco perché molto probabilmente il killer ha approfittato della sua buona fede. La vittima, Cristina MoroSta di fatto che non era la classica donna sola in cerca dell’uomo giusto con cui rifarsi una vita dopo il divorzio. Ne sono prova la sfilza di uomini dai cinquanta ai sessantacinque anni che stanno rendendo testimonianza in Questura. Una vera e propria carrellata che da giovedì passa davanti agli occhi degli investigatori. Molti quindi gli aspetti della personalità e della vita privata della vittima ancora da chiarire. Il lavoro del procuratore capo di Savona Vincenzo Scolastico, del sostituto Giovanni Battista Ferro e degli uomini della squadra mobile guidati dal commissario Saverio Aricò prosegue a ritmo serrato. Gli inquirenti stanno passando in rassegna tutti gli amici, i conoscenti e soprattutto gli amanti-clienti della donna. L’ex marito, da cui aveva divorziato dieci anni fa, è risultato estraneo al delitto. Così anche il gioielliere, intestatario dell’eredità, che con la vittima condivideva interessi d’affari nella compravendita di oggetti preziosi. Di recente Cristina Moro aveva avuto una relazione con un sessantenne savonese, sposato, il quale ad un certo punto aveva troncato il rapporto; la donna non se ne era fatta una ragione e continuava a tempestarlo di telefonate, tanto che lui aveva dovuto dirle di essere pregiudicato e latitante in Francia pur di liberarsene. Anche in questo caso: estraneo ai fatti. E per ora il fascicolo dell’inchiesta continua a rimanere “contro ignoti”. Manca l’indagato. “Stiamo procedendo con gli accertamenti a 360 gradi. Nessuno è fuori discussione. Non erano pochi gli uomini che frequentavano il suo appartamento”, fanno sapere dalla squadra mobile. Arrivare ad un identikit dell’assassino è laborioso. Le testimonianze sono frammentarie, le segnalazioni – ne arrivano di anonime – confuse. Anche gli esiti dell’autopsia non sono di grande aiuto in questo senso, in quanto la donna è stata uccisa mentre era sul letto e non è semplice farsi un’idea della corporatura e dell’altezza dell’aggressore, che era proteso verso di lei. Si sa che l’esile cinquantacinquenne ha lottato sino all’ultimo respiro, esalato nella stretta del cordino da tenda attorcigliato alla gola. L'arrivo degli agenti lunedìQuattro coltellate sul lato sinistro del collo ed una all’emitorace destro, poi il soffocamento quando era ancora viva: questa l’esecuzione. Contusioni su varie parti del corpo ed il naso fratturato dimostrano che la vittima ha cercato di resistere al suo torturatore, in un lago di sangue, nonostante l’emorragia causata dalle ferite. Le tracce lasciate nella stanza da letto sono ancora in corso di decifrazione, ma è ormai certo che l’autore del feroce omicidio sia un uomo, visto che un’impronta rinvenuta sul cuscino è riconducibile ad una mano maschile. Mentre proseguono gli interrogatori, si attendono i risultati delle analisi di laboratorio sui reperti sequestrati e domani arriveranno gli agenti della Scientifica di Genova per effettuare nuovi sopralluoghi sulla scena del crimine. Intanto gli investigatori stanno esaminando un’agendina ritrovata nell’appartamento in cui si è consumata la tragedia: quattro pagine fitte di nominativi e numeri di telefono che potrebbero imprimere una svolta decisiva alle indagini. E saranno anche le verifiche sui tabulati telefonici a chiarire meglio con chi fosse in contatto l’ex impiegata dell’Asl prima della sua morte. I funerali della donna si sono svolti in forma strettamente privata nel cimitero di Zinola.


» Felix Lammardo

I commenti sono disabilitati.

CERCAarticoli