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Articolo n° 3863 del 05 ottobre 2006 delle ore 10:00

Caso Maria, contatti tra la Croce Rossa italiana e quella bielorussa

Le autorità bielorusse non sono contrarie all’adozione di Maria da parte della famiglia Giusto. Lo afferma il segretario generale della Croce Rossa Bielorussa Pavel Kokhovetz in una lettera inviata al presidente della Croce Rossa Italiana Massimo Barra. La Cri, infatti, si era rivolta alla Federazione Internazionale e alla Croce Rossa Bielorussa chiedendo di poter avere un ruolo di mediazione nel caso della bambina contesa tra Italia e Bielorussia. “La Croce Rossa Bielorussa – scrive il Segretario Generale Pavel Kokhovetz al Presidente della Cri Massimo Barra – è pronta a fornire assistenza nella soluzione del caso della giovane Victoria (Maria), che ha toccato l’opinione pubblica dei nostri due Paesi. Attualmente la bambina si trova in un centro di riabilitazione in Bielorussa ed è assistita da una equipe sanitaria. Siamo stati informati – prosegue – che le autorità bielorusse non si oppongono alla adozione della giovane da parte della famiglia italiana”. “Nel ringraziare la consorella bielorussa – ha commentato il presidente Barra – abbiamo poi chiesto quale ulteriore passo comune sia possibile prevedere, ipotizzando, qualora fosse consentito, la visita di una delegazione Cri. Inoltre abbiamo chiesto di verificare la possibilità di accompagnare al più presto possibile la famiglia Giusto a Minsk, per incontrare la bambina e le Autorità locali cui rappresentare la necessità che l’iter di adozione sia meno complicato rispetto a quanto sinora prospettato”. Intanto, sul fronte giudiziario, è ancora guerra aperta tra i legali della famiglia di Cogoleto e l’ambasciatore Aleksei Skripko: l’avvocato Giovanni Ricco ha infatti ribadito che è inaccettabile ricevere lezioni di legalità da parte delll’ambasciatore, perchè oltre alla minaccia di bloccare le adozioni, lì’ordinanza del Tribunale dei Minori di Genova stabiliva il rientro della bambina entro il 30 ottobre. E sulle scuse di Maria Chiara Bornacin per aver nascosto la piccola Maria, l’avvocato sottolinea che erano indirizzate al popolo bielorusso e non all’ambasciatore e tantomeno al governo di Minsk.


» Federico De Rossi

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