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Articolo n° 3959 del 10 Ottobre 2006 delle ore 12:30

Truffa nelle lotterie istantanee: maxi sequestro della GdF

Savona. Oltre sei milioni di biglietti “gratta e vinci” falsi messi in circolazione, di cui quasi un milione e mezzo sequestrati da quaranta reparti operativi della Guardia di Finanza in tutta Italia. Le fiamme gialle hanno passato al setaccio bar, edicole e tabaccherie per togliere dal mercato un grosso quantitativo di tagliandi truffaldini e impedire che gli stessi continuassero a mimetizzarsi nel circuito lecito delle lotterie nazionali. Tutto è partito dalla segnalazione di un rivenditore di Pietra Ligure, nell’agosto del 2006: quando si è visto proporre questo genere di lotteria istantanea, anche per l’oscura dizione del regolamento che gli era stato presentato, si è insospettito e ha deciso di interpellare la tenenza della Guardia di Finanza di Finale Ligure. Da qui è partita l’inchiesta “Free dart” coordinata dal procuratore capo di Savona Vincenzo Scolastico e dal sostituto Alberto Landolfi, inchiesta che ha portato ad un primo sequestro di 500 mila biglietti. Subito dopo le indagini si sono diffuse a macchia d’olio coinvolgendo nelle operazioni i comandi delle fiamme gialle dell’intera penisola, benché le verifiche si siano concentrate soprattutto in Liguria e Lombardia.
Nel mirino degli inquirenti quattro società lombarde che hanno emesso gratta e vinci da 1 a 5 euro di valore, con promesse di vincita fino a 10 mila euro. Sei le persone indagate a piede libero per concorso in truffa continuata: i responsabili delle quattro società emittenti, con sedi nel Varesotto, avrebbero messo in circolazione un numero di tagliandi superiore a quello dichiarato con l’apposita comunicazione al ministero delle Attività produttive, fino a sette volte oltre il limite, ma soprattutto – e qui sta la vera natura fraudolenza del concorso – non avrebbero nemmeno stampato i biglietti con la vincita dei superpremi promessi. In pratica, un raggiro basato su specchietti per le allodole che promettevano migliaia di euro ma che poi non avrebbero mai elargito alcun tipo di fortuna agli ignari consumatori. Supercinque, Pokerissimo, Super ball, Game slot, Black Jack, Roulette, Tre x tre, Coppa Mundial, Extraction, Gira la ruota, Royal crone, Free dart, Free car, Superastro, Slotto, Footbal player e Play: queste le denominazioni delle lotterie a cui era legato il meccanismo di frode, diffusosi rapidamente su tutto il territorio nazionale per un giro di soldi impressionante. Soltanto i biglietti sequestrati hanno un controvalore di 2 milioni di euro.
Presso il comando provinciale di via Famagosta a Savona, a tracciare un bilancio dell’operazione è stato proprio un colonnello nativo di Varese, Roberto Visintin, giunto appena venti giorni fa alla guida delle fiamme gialle savonesi per raccogliere l’eredità del comandante Pasquale Petrosino: “Abbiamo cercato di velocizzare al massimo gli accertamenti per ricostruire l’entità della truffa, a tutela sia degli utenti sia dell’erario. Se si considerano tutti i biglietti messi in circolazione, che sono più di sei milioni, ne emerge un giro d’affari di 10 milioni di euro. Attualmente ci sono anche querele da parte di acquirenti dei tagliandi ma rassicuriamo i consumatori che i biglietti falsi sono stati ritirati dal mercato”. Il sostituto procuratore Alberto Landolfi, che ha coordinato con attenzione tutta l’inchiesta, ha spiegato: “Si tratta di concorsi a premi con modalità diverse rispetto ad una normale lotteria istantanea, non di veri e propri gratta e vinci. La Guardia di Finanza ha sequestrato un numero sostanzioso di biglietti, partendo da un’ispirazione del luogotenente di Finale Ligure, e ha riscontrato diverse irregolarità a carico dei responsabili del reato: mancanza delle dovute comunicazioni al Ministero, assenza di una cauzione e di un regolamento corretto, impossibilità delle vincite. Il consumatore viene fuorviato credendo che si tratti di una normale lotteria istantanea che, però, in realtà è illegittima”.
La commercializzazione dei tagliandi era associata alla vendita di prodotti editoriali, quali cartoline raffiguranti litografie di famosi pittori: uno stratagemma, quello dell’abbinamento alle cartoline da collezione, che secondo gli ideatori del progetto avrebbe consentito di eludere la legge 401/89 che disciplina i giochi e le scommesse, rientranti nel regime di monopolio di Stato. E infatti gli esercenti erano soliti vendere i biglietti incriminati ben in vista nelle vetrine, accanto ai gratta e vinci legali, mentre le uniche lotterie istantanee legalmente autorizzate, e quindi anche in grado di garantire il pagamento dei premi messi in palio, sono quelle che recano il logo dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS). In alcuni casi dai controlli delle fiamme gialle è emerso che i gratta e vinci venivano venduti separatamente dalle cartoline, cosa non consentita dalla normativa, tanto che alcuni titolari di rivendite sono stati segnalati al ministero dello Sviluppo economico per violazione delle norme che regolano i concorsi a premi. Precisamente sono cinquantacinque le persone al vaglio dell’autorità giudiziaria tra grossisti e rivenditori per i quali si potrebbe profilare l’ipotesi di concorso in truffa.

Il comandante delle fiamme gialle Visintin e il sostituto procuratore Landolfi Biglietti falsi sequestrati


» Felix Lammardo

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