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Articolo n° 4027 del 12 Ottobre 2006 delle ore 15:25

Savona, giornata nazionale di Colombo: intervento del Sindaco

Savona. In occasione della giornata Nazionale di Cristoforo Colombo, presentata e celebrata di fronte ad autorità civili e militari presso la società “A Campanassa” nel salone dell’Anziania a Savona, il Sindaco Federico Berruti ha voluto tracciare con il suo intervento un’analisi storico-economica su Savona, delineando al tempo stesso le future prospettive di crescita per la città in un momento di forti cambiamenti, sociali, economici e politici. L’intervento è stato fortemente apprezzato dal presidente della Campanassa, Fancello e dall’uditorio composto dalle autorità militari e religiose, da una delegazione del Nautico dell’Istituto Superiore Mazzini – Pancaldo – Martini e della Scuola Elementare C. Colombo. Ecco una parte del discorso su: “Savona tra passato e presente” – Fino all’unità d’Italia l’economia di Savona è un’economia preindustriale. Proprio nel 1861 nasce quello che è destinato a diventare il primo grande insediamento industriale, uno stabilimento per la lavorazione del ferro. I fondatori sono due francesi, Tardy e Benech. L’insediamento è collocato nell’area portuale, in modo da sfruttare il connubio con il porto sia in entrata, per le materie prime (ferro e carbone), sia in uscita, per commercializzare il prodotto. Industria e porto: questo è il connubio che, da allora, segna il modello economico savonese, che si afferma via via, e che consente alla nostra città oltre un secolo di crescita e di benessere. E’ questo il modello che segna il nostro recente passato, che forgia il clima sociale e politico della città, che ne determina la cultura prevalente. E’ un modello di grandi organizzazioni – grandi aziende, grandi movimenti organizzati dei lavoratori -, fatto di insediamenti ad elevato impatto urbanistico – le infrastrutture portuali, gli impianti dell’industria pesante -, nel quale lo Stato, sia nel porto che nella partecipazioni statali, ha un grande ruolo. Fino al 1970 questo modello cresce e regge; dopo di allora, entra in crisi. La crisi ha certamente anche cause locali, ma per lo più essa non è che è uno dei tanti effetti locali dei cambiamenti globali. La rivoluzione dei costi, il ridisegno delle rotte economiche e commerciali, la progressiva marginalizzazione dell’Italia e dell’Europa, in particolare della loro industria più tradizionale, sono le correnti profonde che spiegano e causano la nostra crisi”. E proprio di crisi, anche dimensionali, oltre che economica, si è soffermato il Sindaco di Savona: “nel 1860 Savona ha 20.000 abitanti, nel 1930 60.000, nel 1970 80.000, oggi 62.000, come settant’anni fa.Tra il 1950 e il ’70 il reddito di un savonese è una volta e mezza quello medio italiano. Questo ci colloca tra i 6 o 7 territori più ricchi del paese. Oggi il reddito di un savonese è solo un poco più alto di quello medio italiano (meno del 10% in più), e questo ci colloca intorno al 40/45 – esimo posto nel paese. Nel 1970 l’industria forniva oltre il 40% della ricchezza e del lavoro del territorio; oggi ne fornisce il 20%, la metà. Il porto gestiva traffici che nel 1900 erano meno di 1 milione di tonnellate, e che nel 1970 erano diventati 15 milioni di tonnellate, trainati da petrolio e carbone. Nel 1995, all’apice della crisi, il porto era tornato a 10 milioni di tonnellate. Importanti elementi di reazione alla crisi si sono resi visibili dal 1995 ad oggi.
1) La ripresa del porto, che nel 2005 ha registrato 16 milioni di tonnellate e 630.000 passeggeri.
2) La realizzazione del campus.
3) L’avvio di un processo di riqualificazione urbanistica rivolta al passaggio da una struttura materiale industriale ad una struttura urbana di accoglienza e a vocazione turistica.
E sulle scelte future per la città:”Savona necessita di un ridisegno della propria struttura urbana che leghi porto, accoglienza, bellezza, qualità della vita.
Dobbiamo quindi dare un nuovo valore alla qualità urbana, alle piccole cose “post industriali”. Da queste il passo alle piccole organizzazioni in rete è brevissimo.
E’ indubbio che nel nuovo scenario creatosi è assolutamente indispensabile un forte ruolo dei privati: lo sviluppo passa per una forte sinergia tra pubblico e privato.
La nuova materia prima sono le idee. Per una Savona città delle idee oggi abbiamo una risorsa, quella del Campus Universitario, sulla quale la città deve credere ed investire sempre di più in futuro.Tanti savonesi non hanno ancora preso consapevolezza di questa risorsa o non sanno ancora dov’è, ma davvero è uno strumento fondamentale per il nostro sviluppo futuro. Per quanto riguarda il turismo, la nostra dimensione è quella di un turismo colto e intelligente, fatto di valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico, al quale legare un sistema commerciale e di servizi creativo e innovativo”.


» Federico De Rossi

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