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Articolo n° 4043 del 13 Ottobre 2006 delle ore 07:26

Anche Palazzo Sisto si divide sulle droghe

Savona. Dopo le esternazioni degli assessori Di Tullio, Martino e Costantino sull’opportunità di liberalizzare le droghe leggere, il primo cittadino di Savona Federico Berruti cerca di rimediare a ciò che avverte come una minaccia per l’immagine dell’amministrazione. Il Comune infatti si è subito impegnato a destinare un finanziamento di 10 mila euro per un programma di prevenzione della tossicodipendenza in collaborazione con l’Asl. Dal canto suo Rifondazione Comunista mantiene la propria linea: “Il proibizionismo ha sempre giovato, e tuttora giova, solo alle organizzazioni mafiose e ai trafficanti di sostanze stupefacenti, con una copertura moralistica e ipocrita che vorrebbe in qualche modo difendere dal pericolo delle ‘droghe’ i giovani e i soggetti più deboli” scrive il segretario Prc Marco Ravera, che aggiunge: “Per questo, da sempre, siamo convinti che una politica di regolamentazione del consumo sia la strada percorribile per evitare sia i falsi moralismi, ma soprattutto le vie del traffico delle droghe e la loro sperimentazione sui giovani e anche sui meno giovani, così da attuare per davvero la riduzione del danno, laddove questa viene scientificamente individuata”. In casa Ds il segretario provinciale Giovanni Lunardon bacchetta gli assessori Livio Di Tullio e Luca Martino, appartenenti al suo partito, che hanno dichiarato di aver fumato spinelli: “Personalmente sono antiproibizionista e contrario alla legge Fini e a favore della liberalizzazione delle droghe leggere. Credo tuttavia che gli amministratori pubblici abbiano un preciso dovere: quello di ispirare sempre il loro comportamento all’assoluto rispetto della legge, anche quella che non si condivide, e che in quanto pubblici ufficiali sono tenuti ad applicare senza incertezze e senza eccezioni. Sono certo che gli amministratori Ds si atterranno a questo principio fondamentale, così come sono convinto che le dichiarazioni rilasciate non intendessero essere un incoraggiamento all’uso di sostanze che possono creare dipendenza”.


» Redazione

3 commenti a “Anche Palazzo Sisto si divide sulle droghe”
Donna Assunta ha detto..
il 13 Ottobre 2006 alle 13:17

Il proibizionismo non giova a nessuno ! Non per questo si possono liberalizzare le droghe per creare schiere di alienati, supini come la sinistra più pavida del confronto, vorrebbe poter gestire: la sinistra si impegni visto che ha individuato l’avversario ovvero le organizzazioni criminali a vincere questa battaglia di Libertà della Vita ! Invece di omologare la quantità minima, si combattano gli spacciatori, e si cerchi di salvare tutti coloro che sono a rischio droghe o già ne sono vittime: se nessuno ne facesse uso il valore delle sostanze sarebbe uguale a ZERO !
Aiutiamo i soggetti più deboli non permettendo loro di acquistare la minima quantità che poi sappiamo dove porta nel tempo, ma cerchiamo di renderli autosufficienti nell’affrontare i problemi esistenziali. Troppo facile dare la minima quantità, semplice come lavarsi le mani alla Ponzio Pilato. Il moralismo ipocrita è bagaglio di coloro che invece di operare per la salvaguardia di questi individui a rischio, danno loro una mano per scivolare nello “zoo di Berlino”. Questa è ipocrisia, non lo schierarsi contro le droghe, contro chi le distribuisce, chi le consuma stoltamente.
Basti vedere i costi così ridotti a cui sono scese le sostanze, dopo appunto le restrizioni applicate dalla Legge Fini, per comprendere che quello era un primo risultato positivo.
L’aumento della media e piccola criminalità non è certo dovuto alla liberalizzazione delle droghe o meno, anzi questa liberalizzazione porterebbe solamente ad avere più alienati in circolazione, sembre inebetiti dalle pratiche insane di cui sono schiavi ed alla disperata ricerca dei soldi per poter proseguire nell’annullamento di se stessi, nell’anientamento della loro personalità, delle loro potenzialità !
Un politica di regolamentazione delle “pere” sarebbe utile per avere una schiera di
“peracottari” da pilotare con compassione verso il cimitero nel breve o nel medio termine, e non si parli poi di sperimentazione sui giovani e meno giovani, per comprendere cosa?? se si creano danni riparabili o meno a livello cerebrale e fisico in senso lato?? L’antiproibizionismo non è certo la panacea di tutti i mali ma il male in se stesso, come si può permettere che un individuo si distrugga giorno dopo giorno, buttando al vento tutte quelle potenzialità recondite che ogni essere umano possiede, che sono la quinta essenza del nostro stesso esistere. Che poi non si rechi danno al prossimo è tutto da vedere, e soprattutto cosa vorreste dire che questo sarebbe il vero “libero arbitrio” . Andate a lavorare, provate ad alzarvi ogni benedetto giorno, vivete ogni ora, ogni problema e tirate avanti giorno dopo giorno: questa è la vita, la ricerca di motivazioni,di nuove opportunità, di sacrifici quotidiani, non L’ALIENAZIONE DAI PROBLEMI ESISTENZIALI, DI TUTTI I GIORNI, PRENDERE CONTATTO CON LA REALTA’ ED AFFRONTARLA A VISO APERTO, CON CORAGGIO. Ecco cosa manca: il coraggio, la voglia di soffrire per raggiungere obiettivi difficili ma che ci aspettano che sono la davanti a noi, troppo comodo astrarsi dal contesto reale, cari ragazzi.
Non pensiamo di validare il potere di persone politicamente impegnate, che loro primi hanno problemi che cercano di affogare nell’estasi delle droghe. Questa sinistra di oggi è assai peggiore della Sinistra dei Padri fondatori, che pur credendo a volte in ideali non condivisibili, era comunque molto più concreta e coraggiosa.
Il CORAGGIO è fatto di FATTI non PAROLE, così come da una rapa non si può estrarre sangue !

CDL ha detto..
il 13 Ottobre 2006 alle 21:53

Quanto riportato dal quotidiano IL sECOLO XIX riguardo direi più “outing” che “coming out” è la realtà dei fatti; fatti spiacevoli, perchè se da un lato sorge spontanea l’esigenza di condannare simili iniziative che coinvolgo con esempi non certo educativi una moltitudine di individui anche minorenni che sicuramente leggono i giornali o sentono le notizie, dall’altra bisogna riconoscere che ci vuole coraggio
nel fare certe affermazioni specialmente se queste non sono rivolte in modo
provocatorio, ma in una sorta di catarsi socratica, per emendarsi da determinate
situazioni.
Qui, però, mi pare vi sia della leggerezza quasi un un tentativo di provocazione, come dire che tutto è lecito al giorno d’oggi. Ma perchè sorprenderci se queste esternazioni vengono da personaggi della politica di provincia, quando le stesse affermazioni, se pure su livelli leggermente differenti sono già da tempo scaturite dai politici romani.
Si comanda, o meglio, si ottiene la considerazione ed il rispetto degli altri con
l’esempio ma se questo è l’esempio allora v’è certamente qualcosa che non va.
Un individuo in condizioni di instabilità come uno alticcio o come colui che assume
sostanze, appunto stupefacenti, che ne modificano la personalità anche se solo
temporaneamente ma comunque ne modificano sostanzialmente l’essere nel tempo non può essere ammesso in posizioni di pubblico impegno dove si decidono le sorti della società; è una vergogna e si vergognino coloro che, sfruttando il consenso popolare e di conseguenza la buona fede degli elettori, si sono candidati sapendo di certe loro “abitudini”.
L’On.Santanchè in un dibattito su Rai3 condotto dalla sobria Bianca Berlinguer e con
una controparte come l’On. Capezzone, ha sostenuto che la classe politica non può
e non deve inchinarsi al popolo degli elettori fino al punto di fornire prove di verginità dagli stupefacenti perchè ciò sarebbe un atto di sudditanza e subordinazione inaccettabile.
Chissà se l’On. Santanchè si sottoponesse al test suggerito dall’On. Casini cosa
risulterebbe: che sia tutto ardore di patria e libertà o piuttosto la paura di figuracce …
Come ha detto Gianni Plinio capogruppo regionale di Alleanza Nazionale sarebbe una
prova di chiarezza:
“Spero che i colleghi condividano il senso del mio appello e che
un’adesione possa venire anche dai consiglieri provinciali e comunali – ha detto
Plinio – La censura alle Iene alimenta a dismisura, anche in Liguria, la cultura del
sospetto e, pertanto, occorre dare all’ opinione pubblica segnali concreti e
convincenti”.
Ed inoltre: “Una cosa è certa – conclude Plinio – i cittadini dovrebbero sapere se i
loro rappresentanti fanno uso di sostanze stupefacenti e soprattutto se siano
ricattabili per via del legame che intercorrerebbe tra loro ed i pusher di fiducia”.
Sono certa che per le persone coerenti non vi sia altro da aggiungere: la chiarezza è
la base di tutti i rapporti ordinati e fattivi, tutto il resto è solo ipocrisia.
Da un esame, ovviamente, per chi è pulito non vi è nulla da perdere, quindi perchè opporsi.
Se continua così credo se ne vedranno delle belle, pardon, brutte..

Giornalista ha detto..
il 15 Ottobre 2006 alle 21:19

E così si scrive su La Stampa:

“”
SAVONA
Ramanzina, sculacciate e uno stanziamento di 10 mila euro per rimediare alla topica dei tre assessori «fumatori» che con le esternazioni sugli spinelli hanno fatto passare una settimana d’inferno al sindaco Berruti. Dopo lo sconcerto iniziale per la sortita di Costantino, Martino e Di Tullio, il mondo politico ha reagito censurando i fautori della liberalizzazione delle droghe leggere. Prima è arrivata l’ondata di proteste e sberleffi dell’opposizione, poi la tirata d’orecchie del vicesindaco dello sdi Paolo Caviglia, fra i più lesti a disimpegnarsi dallo scivolone dei tre «amigos» che rischiava di trascinare la giunta in un tunnel senza uscita. Ancora un giorno di riflessione e si sono mossi i colonnelli del partitone, con il segretario Giovanni Lunardon e il vicepresidente della Provincia Lorena Rambaudi che hanno bacchettato i reprobi invitandoli a rispettare le responsabilità che derivano dagli impegni di governo e a segnare una linea di demarcazione netta fra legalità e illegalità. Nel frattempo anche la città ha avuto modo di indignarsi: la preside del Della Rovere Gabriella Rosso e il vescovo Calcagno non hanno nascosto la propria delusione per esternazioni che potrebbero avere effetti devastanti fra i giovani ma anche fra i contribuenti adulti e vaccinati.
A conclusione di una settimana da incubo, è sceso in campo il capo dell’amministrazione. Il sindaco Berruti, cui ripugnano persino le Nazionali senza filtro, nei giorni scorsi aveva annunciato lo stanziamento di un contributo straordinario di 10 mila euro che servirà a finanziare la campagna di prevenzione contro le tossicodipendenze dell’Asl. Nell’articolo che pubblichiamo qui a fianco il sindaco ha poi indicato, a scanso di equivoci, quale sia la linea dell’amministrazione sulle droghe di ogni tipo. Il danno d’immagine per l’amministrazione comunale resta, ma almeno i «fumatori» sono stati anestetizzati. Ora bisognerà vedere quanto impiegheranno Du Tullio e soci a scrollarsi di dosso l’etichetta psichedelica.””

Per fortuna che c’è ancora qualcuno che ragiona, che ha un barlume di buon senso !

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