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Articolo n° 4051 del 13 Ottobre 2006 delle ore 13:00

Pitone nei boschi di Cadibona, l’Enpa: “Ognuno nel suo ambiente”

Savona. Il ritrovamento di un pitone, presumibilmente abbandonato, sulle alture di Savona, ripropone il problema della presenza di animali esotici nelle case savonesi; sono infatti molti di più di quanto si possa pensare, soprattutto rettili (pitoni ma anche iguane e testuggini), volatili (pappagalli), pesci e felini. L’ENPA di Savona, che calcola che soltanto nel capoluogo ne siano presenti almeno cinquecento, è decisamente contrario a tale possesso, sia perché ritiene che ogni animale selvatico deve vivere libero nel suo ambiente e non in un condominio cittadino, sia perché si alimenta un traffico che è, per volume d’affari, terzo al mondo dopo quello di armi e droga; e per ogni esemplare che arriva nei negozi di animali europei, almeno nove sono morti per i traumi della cattura, del trasporto e della detenzione. Il discorso vale anche per le specie esotiche allevate per scopi commerciali, come iguana, furetti e tartarughe acquatiche. Passata la moda o la voglia, l’animale finisce spesso nei boschi, a morire per le condizioni climatiche sfavorevoli (come sarebbe accaduto al pitone della Conca Verde, se non fosse stato trovato) o a riprodursi e a diventare un problema (come lo scoiattolo americano, la nutria e le tartarughe accuatiche americane). L’ENPA ha da tempo proposto ai Sindaci savonesi un regolamento organico sulla tutela degli animali, in cui viene decisamente scoraggiato il commercio e l’acquisto di soggetti esotici; la normativa è già vigente ad Urbe, Stella e Cosseria; ma in altri comuni, come quello capoluogo, la proposta non è ancora stata esaminata.


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