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Articolo n° 4114 del 16 Ottobre 2006 delle ore 12:00

Provincia e mercato del lavoro, gli ultimi dati

Provincia. L’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Savona ha elaborato la prima “nota Informativa mensile” sull’andamento del mercato del lavoro provinciale. Si tratta di una nuova iniziativa nell’ambito di un processo di rivisitazione delle modalità di produzione e di diffusione di analisi e dati, con un aggiornamento mensile che possa consentire una maggiore efficacia nelle valutazioni nell’andamento nel mercato del lavoro. Il risultato del processo di rivisitazione delle attività dei servizi offerti dall’Osservatorio sarà, a breve, disponibile sul sito internet della Provincia di Savona all’interno della sezione “formazione e lavoro”. Saranno disponibili tre diverse gamme di accesso ai dati a cui corrispondono altrettante diverse tipologie di utenti. In questo modo si potrà accedere a dati sintetici mensili, a dati analitici evidenziati in tabelle statistiche e a dati disponibili in un’area di consultazione libera. Alla fine di luglio 2006 il numero degli iscritti presso i tre centri per l’impiego è pari a 12.680 soggetti (+10,53% rispetto a giugno), di cui 7.681 sono le donne in cerca di occupazione. La crescita del numero di chi cerca lavoro è da correlare sia ad una maggiore offerta di lavoro femminile (+12,54%) che a quella maschile (+7,66%). Le caratteristiche strutturali di chi è alla ricerca di un’occupazione rimangono sostanzialmente invariate nel corso del mese: così, in termini di genere, le donne sono le più numerose, i soggetti in cerca di nuova occupazione rappresentano quasi il 71% della totalità dell’offerta; le classi di età prevalenti sono quelle dei trentenni e dei ventenni, con un progressivo aumento degli ultraquarantenni; i livelli di istruzione sono medio bassi, principalmente soggetti con diploma dell’obbligo e scuola media superiore anche se aumenta progressivamente il numero dei laureati in cerca di occupazione; infine, le qualifiche professionali maggiormente disponibili sono quelle del personale non qualificato e delle vendite di beni e servizi per le famiglie, anche se è possibile riscontrare una vasta gamma di professionalità disponibili, però, in “piccoli” numeri sul mercato. Nel periodo gennaio-luglio i movimenti di ingresso e mantenimento nel mercato del lavoro sono stati pari a 29.769 unità con un incremento del +17,67% rispetto al periodo gennaio-giugno. Gli incrementi netti mensili sono stati pari a 4.471 unità, flusso che risulta inferiore rispetto alla domanda di lavoro rilevata a giugno (5.860 unità) e superiore a quella di maggio (3.964), in conseguenza dei ritmi della stagionalità turistica. I soggetti interessati da ingressi in varia forma nel mercato del lavoro sono stati pari a 21.778 unità, di cui il 77,5% è stato inserito una volta sola, anche se si registrano ben 68 soggetti che hanno avuto nel corso dei primi sette mesi del 2006 un numero di ingressi plurimi da un minimo di 10 a un massimo di 37 in connessione alla diffusa applicazione di contratti di somministrazione. Della totalità dei movimenti registrati il 78,1% ha riguardato nuovi ingressi nel mercato del lavoro; il 10,67% proroghe di contratti di lavoro avviati precedentemente e l’11,22% ha interessato le trasformazioni di contratti già avviati. I nuovi inserimenti nel mercato del lavoro hanno riguardato per il 55,65% contratti di lavoro a tempo determinato, per il 25,01% contratti a tempo indeterminato, mentre l’applicazione del contratto di somministrazione evidenzia una incidenza percentuale del 9,03%. Diminuisce di una sola unità il numero degli iscritti nelle liste di mobilità che si attesta a 948 unità, di cui 335 sono gli iscritti in base alla legge 223/91, ovvero quella che consente al lavoratore l’indennità di disoccupazione. L’universo di chi è disponibile ad una ricollocazione nel mercato del lavoro, ovvero l’insieme dei soggetti che non è stato già assunto a tempo determinato, oppure non risulta avviato al lavoro a part time, è del 62%, pari a 591 soggetti la cui assunzione consentirebbe sgravi contributivi all’azienda. Diminuisce il numero dei soggetti diversamente abili e disponibili al lavoro: da 1.175 unità a giugno a 1089 unità a luglio. La diminuzione appare imputabile al verificarsi di due condizioni: nessuna nuova iscrizione rispetto al mese precedente e modifiche nello stato di disponibilità, modifiche imputabili alle condizioni del soggetto.


» Federico De Rossi

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