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Articolo n° 4659 del 07 Novembre 2006 delle ore 07:11

Albenga, manca il cancelliere: paralisi in tribunale

Albenga. La paralisi dell’ufficio del giudice di pace penale di Albenga, causata dall’assenza di un cancelliere in maternità, si protrae da oltre un anno. In mancanza cronica di organici e di soggetti destinati alla sostituzione, l’attività penalistica è completamente bloccata: le cause vengono regolarmente rinviate. “Nessun cancelliere del tribunale di Savona è stato distaccato, neanche temporaneamente, all’ufficio del giudice di pace di Albenga. La situazione ha determinato proteste degli avvocati e incide in modo estremamente negativo su pratiche che per legge, e nell’interesse dei cittadini, dovrebbero andare a rapidissima conclusione. Le condizioni di stallo che si sono venute a creare sono inaccettabili” dichiara il presidente dell’Unione Camere Penali di Savona, Roberto Suffia. Il fatto è che proprio non si riesce a sapere quando possa arrivare la sostituzione del pubblico ufficiale. “Da tempo la questione è stata portata all’attenzione del presidente del tribunale di Savona per verificare se vi fosse la disponibilità di cancellieri che affrontassero una momentanea trasferta dal palazzo di giustizia savonese ad Albenga, per mettere una pezza alla situazione, ma fino ad oggi nessuno si è ancora fatto vivo” rimarca l’avvocato Suffia. “Il consiglio dell’ordine non è stato ascoltato dal presidente del tribunale, pur sollecitato su questa problematica – fa eco l’avvocato Gian Maria Gandolfo, penalista ingauno – La circostanza è abbastanza grave. La durata di questo fenomeno di stasi è inammissibile: più di un anno. E’ una disfunzione che non solo va a scapito degli imputati ma si traduce anche in un disagio per le parti civili che attendono giustizia e che per un problema di maternità si trovano a sbattere contro un muro”. Stiamo parlando di cancelleria e ovviamente gli inconvenienti si riversano pure negli aspetti “cartacei”; per esempio non vengono più emessi atti che necessitano della sottoscrizione del cancelliere abilitato, come le copie autentiche con formula esecutiva delle sentenze. Inoltre, i rinvii delle udienze appesantiscono ulteriormente l’apparato amministrativo che dovrà iscrivere nuovamente a ruolo le procedure e notificare le convocazioni con conseguente aggravio di spese e incombenze. “Questa dell’assenza del cancelliere ha prodotto una situazione che è andata in cancrena. I rinvii e i disguidi burocratici non fanno altro che aumentare caos e disordine. La realtà della sezione di Albenga è imbarazzante: tra la carenza di organico e una anomalia come quella legata all’assenza del cancelliere del giudice di pace penale è chiaro che chi ne fa le spese è il privato cittadino” dice l’avvocato Bruno Robello De Filippis, con studio nella città delle torri, che aggiunge: “Deve essere subito distaccato un cancelliere da Savona, perché quella da fronteggiare è una vera e propria emergenza, anche se sappiamo che dal capoluogo arrivano altrettanti segnali di problemi di personale”. L’esperienza del giudice penale sul territorio ingauno è partita con il piede sbagliato, con tutte le conseguenze di mortificazione delle aspettative dei cittadini che si rivolgono alle istituzioni giudiziarie. “Non ci esprimiamo sul giudice in se stesso ma sulla funzionalità dell’organismo: dal punto di vista operativo siamo in una circostanza che ci impedisce perfino di fare una valutazione sull’attività del giudice in quanto lo stesso non ha avuto nemmeno modo di lavorare” osserva l’avvocato Roberto Suffia. Il giudice di pace diventa anche giudice penale dal gennaio del 2002. La legge ha attribuito alla sua cognizione, tra gli altri, alcuni reati di notevole diffusione, contro la persona, quali le percosse e le lesioni, l’omissione di soccorso; contro l’onore, quali l’ingiuria e la diffamazione; contro il patrimonio, quali il danneggiamento e l’ingresso abusivo nel fondo altrui. In caso di condanna, il giudice di pace non applica pene detentive, ma pene pecuniarie o, nei casi gravi, può applicare la pena della permanenza domiciliare o su richiesta dell’imputato la pena del lavoro di pubblica utilità. L'”aspettando Godot” in scena al tribunale ingauno ha dilatato i tempi dell’amministrazione della giustizia in modo surreale, ma c’è chi dice che le acque dovrebbero smuoversi a breve e presto potrebbe davvero fare capolino l’agognato sostituto.


» Felix Lammardo

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