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Articolo n° 4766 del 10 Novembre 2006 delle ore 09:15

Delitto Moro: freno alla prova del Dna

Savona. Secondo quanto trapelato da ambienti giudiziari, i frammenti di pelle e di capelli trovati sotto le unghie di Cristina Moro, la 55enne uccisa lo scorso 23 settembre nel suo appartamento di via Guidobono a Savona, non sono sufficienti per la prova del Dna. Doccia fredda per gli investigatori che facevano affidamento sui risultati di un test che avrebbe potuto imprimere una svolta alle indagini. La polizia prosegue comunque nella ricostruzione della rete di amicizie e frequentazioni dell’ex impiegata dell’Asl e sta approfondendo l’esame dei tabulati telefonici per risalire a tutte le chiamate effettuate e ricevute dalla vittima prima dell’omicidio. Resta ferma l’idea secondo cui l’assassino della donna potrebbe essere un amico intimo o uno degli amanti che frequentavano l’abitazione. Cristina Moro ha lottato contro il suo assalitore, cercando di difendersi – è il caso di dirlo – con le unghie, ma le tracce rimaste sul cadavere non sono ancora in grado di rivelare informazioni determinanti. Qualcosa di più potrebbe arrivare dagli ulteriori sopralluoghi effettuati dagli esperti della Scientifica nell’alloggio di via Guidobono.


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