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Articolo n° 4896 del 15 Novembre 2006 delle ore 09:11

Italiano si nasce, apolide si diventa: lettera da Ivo Toniut

Il sottoscritto Ivo Toniut, cittadino italiano, premesso che: risiede dal 2002 in Tagikistan, ed è iscritto d’ufficio presso la Circoscrizione Consolare dell’Ambasciata d’Italia in Uzbekistan; dal 2003, l’Ambasciata d’Italia in Uzbekistan non rilascia al sottoscritto un passaporto i cui termini di validità possano soddisfare l’ottenimento di un visto d’ingresso in Russia, Paese nel quale risiede la sua figlia minore nata a Mosca il 9.11.1994, e dove egli ha svolto attività lavorativa dal 1986; nel 2006, prima del suo rimpatrio, in riscontro alla sua ennesima richiesta di passaporto, l’Ambasciata tedesca in Tagikistan, la quale è competente degli italiani che risiedono in Tagikistan, gli ha comunicato che il suo passaporto era soggetto al rilascio in Italia (in quanto l’Ambasciata d’Italia in Uzbekistan temeva che il sottoscritto, se provvisto di passaporto, poteva rimpatriare via Russia) e pertanto, condizionandolo a rimpatriare via Istanbul utilizzando un documento di viaggio riconosciuto dalle Autorità turche e rilasciato dall’Ambasciata tedesca su delega di quella italiana; il sottoscritto è rimpatriato il 25.10.2006 con un documento di viaggio rilasciatogli dal Consolato italiano a Mosca, Città nella quale, grazie ad una democratica ed umana autorizzazione delle Autorità russe concessa nel rispetto dei suoi diritti e dei diritti della sua figlia minore, ha potuto soggiornare per 4 gg.; all’istanza di rilascio passaporto presentata dal sottoscritto in data 30.10.2006 presso la Questura di Savona, l’Ambasciata d’Italia  a Tashkent-Uzbekistan ha negato la concessione nulla osta e delega al rilascio, con lo scopo di inibire il suo espatrio nella Federazione Russa ed in altri Paesi della Comunità Stati Indipendenti; in data 10.11.2006, l’Uff. III ° della D.G.I.E.P.M del MAE italiano, ha rassicurato telefonicamente il sottoscritto comunicandogli che; trattandosi di “un grosso sbaglio”, commesso però in buona fede dall’Ambasciata d’Italia in Uzbekistan, il caso è soggetto ad un benevolo riesame; a causa dello sbaglio commesso in buona fede da circa 3 anni, sono stati inflitti gravi danni morali al sottoscritto, e soprattutto, tale sbaglio è alla base di un rilevante trauma psicologico di cui è vittima la sua figlia minore;
DICHIARA DI RINUNCIARE ALLA CITTADINANZA ITALIANA E DI RITENERSI DI FATTO APOLIDE, nel caso in cui non venga concesso il nulla osta e delega al rilascio del suo passaporto da parte dell’Ambasciata d’Italia.

Savona addì, 13 novembre 2006
Ivo Toniut

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