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Articolo n° 5087 del 22 Novembre 2006 delle ore 08:57

Convegno su porto di Savona-Vado, la replica del gruppo “Vivere Vado”

Convegno autoreferenziale quello di Villa Groppallo. E neppure tanto convegno, stante la chiusura frettolosa verso il buffet, per evitare qualsiasi interferenza di voci stonate nel coro. Folto pubblico: metà dei presenti era costituita dai precettati, che hanno esaurito tutto il loro impegno (almeno fino al momento del buffet) nell’indossare la cravatta e trovare posto a sedere; l’altra metà era formata da chi voleva esserci per potere, in un modo o nell’altro, oggi o domani, guadagnare qualcosa dall’affare. Pressoché assenti i cittadini vadesi. Non perché, egregio assessore Ruggeri, chi va “ai giardini” non si preoccupa dello sviluppo, ma perché i nostri concittadini sono stati educati a pensare che chi amministra deve poterlo fare in piena libertà senza le pastoie della partecipazione. Così è sempre andata la storia, qui. D’altra parte, non hanno perso nulla i vadesi: nessuna novità è emersa dalle relazioni, se si eccettua che finalmente Autorità Portuale e Amministratori locali ammettono “il problema”, le “modifiche significative del territorio” che la piattaforma provocherà. Chi aveva inteso, dalla lettura delle locandine, che i risultati della tesi di laurea della dottoressa Costa avrebbero fornito dati scientifici a supporto di una scelta politica, è stato deluso. La ricercatrice ha descritto la situazione del porto di Savona – Vado così come avrebbe potuto fare un qualunque studente di liceo attento lettore di quotidiani, nulla aggiungendo al già noto stato di fatto. Quale tesi ha voluto dimostrare? Che il presidente Canadese ha lavorato bene e che il sindaco Giacobbe farà altrettanto? O voleva solo trovare qualche sponda politica per il suo futuro? Per il resto le parole-chiave ricorrenti sono rimaste quelle di sempre: occupazione stabile e qualificata, sinergia, svolta, opportunità di sviluppo, scommessa, vantaggi del retroporto (di cui anche la Valbormida comincia a dubitare). E tutti i dati erano riferiti al passato e al presente del mercato dei contenitori, nessuno a supporto di prospettive future positive: semplicisticamente si è affermato che se sino ad oggi c’è stata crescita, essa continuerà. Eppure esistono fonti autorevoli che prevedono non solo uno stop, ma anche il rischio di un’inversione di tendenza e quindi di una scelta né strategica né vincente. Più il futuro si presenta ancora pieno di incognite, più Vado si conferma essere un Comune virtuoso che prioritariamente si accolla gli oneri, nell’attesa che qualcuno gli riconosca (con suoi parametri) qualche onore (vedi Masterplan). Un Comune virtuoso guidato da un sindaco altrettanto virtuoso, che getta acqua sul fuoco e si dichiara tranquillo nell’impresa di conquistare per Vado lo spazio che le spetta. Auguri sindaco! Continui a stare tranquillo: tanto, dopo il lavoro può tornare sempre nella sua casa di Varazze. Lei. E auguri anche agli altri relatori affinché possano, dalle loro poltrone, vedere accolti i loro pressanti e ripetuti appelli a “svegliarsi”, a “intercettare le dinamiche vere”, a “correre veloci per non essere marginalizzati”. Sono state vergognose certe affermazioni a Vado, che rivendica il diritto a un po’ di marginalità avendo già pagato prezzo e sovrapprezzo dello sviluppo non sostenibile.

Vivere Vado

» Redazione

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