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Articolo n° 5291 del 28 novembre 2006 delle ore 13:26

Isola Gallinara, “Albenga C’è” prende le distanze da Tonarelli

Albenga. “Albenga C’è” prende le distanze dal suo consigliere ed esponente dei Verdi Carlo Tonarelli, dopo gli annunci di quest’ultimo sull’istituzione di un divieto di accesso alle barche da diporto per l’isola Gallinara. L’ipotesi di chiusura alla navigazione del tratto di mare intorno all’isola ha generato un acceso dibattito, da cui sono emerse opinioni contrastanti. Ecco quanto fanno sapere dal direttivo di “Albenga C’è”: “A seguito delle dichiarazioni del consigliere Tonarelli sulle soluzioni possibili per la fruizione dell’area dell’isola Gallinara, Albenga C’è, molto attenta a temi di ambiente e qualità della vita, dichiara che tali posizioni non fanno parte di scelte maturate all’interno del movimento, e anche se riconosciamo al consigliere Tonarelli una instancabile dedizione verso questi temi, auspichiamo si mantenga sull’argomento una linea di confronto e dialogo con la Regione, il Ministero e gli enti locali, che possa promuovere anche gli sforzi fatti dall’attuale gestione della società dell’isola, evitando inutile e rumorose polemiche”. Mentre l’Enpa si è spinta fino a chiedere un “atto di maggiore coraggio, disponendo anche il divieto di ogni forma di pesca”, ieri il vicesindaco di Albenga Franco Vazio ha dichiarato: “Sarebbe sconsiderato e pazzesco pensare di vietare la fruizione dell’Isola Gallinara e del suo specchio acqueo ai diportisti, sia perché sarebbe una tutela senza senso, sia perché tale divieto arrecherebbe al nostro territorio un danno economico pesantissimo, basti pensare a quello che la nautica rappresenta per l’economia e per il turismo”. Poi, la stoccata a Tonarelli: “Le sue esternazioni – ha detto Vazio – mi paiono dettate più dalla volontà di apparire a qualsiasi costo che dalla voglia di affrontare realmente i problemi”.


» F. Lammardo

3 commenti a “Isola Gallinara, “Albenga C’è” prende le distanze da Tonarelli”
danilo bruno ha detto..
il 28 novembre 2006 alle 17:20

Manifesto la mia completa adesione alle tesi di Carlo Tonarelli.Come si può pensare di fare un’area marina protetta se intorno all’ isola non viene creata una fascia di rispetto?
Ritengo anzi che l’ aggancio all’isola di Bergeggi sia una ottima idea per favorire una crescita integrata dei due sistemi naturali.
…ma lo sanno gli oppositori che nell’ area protetta marina del Castello del Miramare di Trieste è perfino vietato fare il bagno?
Sanno gli oppositori che ogni anno decine di ragazzi vanno al campo avventura del WWF al castello del Miramare e migliaia di persone si aggirano nel giardino e vannoa visitare il castello (antica abitazione della casa regnante austriaca)?
Forse non lo sanno…perchè non sono mai stati a Trieste?

podestà ha detto..
il 28 novembre 2006 alle 18:51

Che la Gallinara rimanga un Parco lo posso capire;ma perchè,prima,i VERDI non hanno impedito l’acquisto da parte di privati?Ora mi sembra tardi per proporre soluzioni quanto meno iperboliche.Ma egregi VERDI:non potete interessarvi di cose ben piu’ gravi?Tutta l’acqua potabile che viene giornalmente e da anni pompata da sotto i palazzi costruiti ed in costruzione,acqua potabile che è regalata al mare e non verrà mai piu’ restituita se non salata.Non sarebbe neanche troppo difficile ,se la si deve pompare per lavorare,rimandarla in BASSO NELLE FALDE ACQUIFERE,e qui non credo serva essere VERDI per comprendere. La spazzatura sarebbe argomento assai piu’ serio da affrontare, l’inquinamento da combustibili da riscaldamento sarebbe da monitorare; forza VERDI. Da fare c’è molto, non sparate solamente senza mirare prima al bersaglio. Grazie. E.Podestà

Marinella ha detto..
il 29 novembre 2006 alle 01:10

Ma si vogliono proteggere le imbarcazioni o l’isola? Le polemiche contro le sane idee del dottor Tonarelli mi sembrano ingiustificate: proteggendo la Gallinara si protegge il turismo e l’ambiente. Ammettere solo visite guidate, e magari in barca a remi, e controllate da un Ente Gallinara da creare, che desse posti di lavoro a giovani laureati esperti in Biologia e Ambiente. Siamo nel santuario dei cetacei, ce lo vogliamo ricordare? Vi pare poco? E’ meglio avere una barca o un cetaceo in più?
E poi con la sua storia, si porterebbero i turisti a conoscenza della realtà locale in un’Italia sempre da scoprire. Valorizziamo ciò che abbiamo con un’operazione culturale aperta non a pochi in modo selvaggio ma tutti in modo controllato!

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