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Articolo n° 5474 del 05 Dicembre 2006 delle ore 12:20

A Savona le reliquie di santa Teresa di Lisieux

Savona. “Quando smettiamo di considerare la santità come eccezione e ci disponiamo seriamente a considerarla come regola, come condizione normale di ogni cristiano, allora cominciamo a comprendere che quello che Dio opera nei santi è quanto propone a ciascuno di noi e rende possibile anche attraverso la nostra collaborazione”. Così il vescovo Domenico Calcagno commenta il passaggio nella città di Savona dell’urna con il corpo di santa Teresa di Lisieux, un’iniziativa nata da un sacerdote riminese, che già da tempo svolge un’intensa opera di divulgazione del messaggio della carmelitana. L’urna, proveniente da Milano, arriverà a Savona mercoledì 6 dicembre e sarà accolta, intorno alle ore 11 in Cattedrale, dal vescovo, dai canonici e dai padri carmelitani. Per tutto il giorno sarà visitabile in Duomo, dove sarà celebrata, alle ore 18, la Messa e dove, alle 21, i carmelitani proporranno una veglia di preghiera ispirata agli scritti spirituali della santa. Giovedì 7 dicembre, dopo la Messa delle 8 in Cattedrale, l’urna sarà trasferita, alle ore 10, presso il monastero delle carmelitane di via Firenze, dove sarà celebrata l’Eucaristia alle ore 10 e dove rimarrà l’intera giornata. Alle 17,30 saranno cantati i vespri, con lettura di alcuni scritti della santa, e alle 21 sarà recitato l’ufficio delle letture della festa dell’immacolata concezione, seguito da una veglia di preghiera.
L’indomani è previsto il passaggio dei resti mortali di santa Teresa nella chiesa di san Pietro in via Untoria, dove alle 11 sarà celebrata la Messa solenne dell’immacolata concezione. Alle 17,30 saranno cantati i vespri, seguiti alle ore 18 da un’altra Messa solenne. Alle ore 21 si terrà nella chiesa parrocchiale una veglia di preghiera. Sabato 9 dicembre sono ancora previsti alle 7 la Messa e alle 8,30 la liturgia delle Lodi con meditazione sui testi della santa. Intorno alle 10 l’urna lascerà Savona alla volta di Firenze.
Nata ad Alençon nel 1873, Maria Francesca Teresa Martin entrò ad appena quindici anni, con un permesso speciale, nel monastero carmelitano di Lisieux, dove si trovava già la sorella maggiore Paolina e dove emise la professione religiosa l’8 settembre 1890. Sottomaestra delle novizie dal 1893, Teresa fu anche scelta come sorella spirituale di due missionari e fu incaricata dalla madre superiora di mettere per iscritto la propria non comune esperienza interiore: il manoscritto sarebbe diventato la celebre “Storia di un’anima”. Ammalatasi gravemente nel luglio del 1897, la giovane monaca spirò il 30 settembre dello stesso anno.
Il passaggio dell’urna con il corpo della santa è considerato dal vescovo “una occasione preziosa che ci consentirà di riflettere sul mistero della santità, comune vocazione di tutti i battezzati: sul soffio misterioso dello Spirito che può fare di una semplice ragazza, senza particolari titoli di studio, un dottore della chiesa; esulla forza della grazia che ha fatto sì che una monaca di clausura possa essere considerata patrona delle missioni”.


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