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Articolo n° 5670 del 11 Dicembre 2006 delle ore 10:04

Mafia, riciclaggio: 88 arresti e 21 aziende sequestrate, una è di Savona

I carabinieri della compagnia di Gela e del Reparto operativo di Caltanissetta stanno eseguendo 88 ordini di custodia cautelare nei confronti di presunti affiliati alla cosca mafiosa dei Rinzivillo che avrebbe gestito appalti e subappalti in diverse Regioni italiane. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Caltanissetta, Giovambattista Tona, su richiesta dei pm della Dda, Renato Di Natale, Nicolò Marino, Rocco Liguori, Alessandro Picchi e Antonino Patti. Gli indagati, in gran parte di Gela, sono accusati di avere riciclato grosse somme di denaro per conto della famiglia Rinzivillo, proveniente dai traffici di droga, e di avere acquisito illegalmente appalti e subappalti in molte città italiane e di aver imposto anche il pagamento del pizzo a imprenditori e commercianti. Arresti vengono effettuati, oltre che a Gela, anche a Roma, che per l’accusa è diventata la base operativa dei traffici illeciti dei boss mafiosi nisseni, e poi ancora in provincia di Varese e in quelle di Brescia, Como, Padova, Savona, Pavia, Messina, Catania e Trapani. I pm hanno anche ottenuto una rogatoria internazionale con la quale sono state fermate persone persino in Spagna e Inghilterra. Nell’operazione sono impiegati centinaia di carabinieri. L’inchiesta che stamani ha portato all’esecuzione di 88 ordini di custodia cautelare è stata denominata ‘Tagli pregiati’, e coinvolge anche molte donne che avrebbero ricoperto il ruolo di messaggere o intermediarie dei boss. Dalle intercettazioni ambientali emerge, inoltre, che alcuni attentatori utilizzati dalla cosche a Gela per mettere a segno intimidazioni, svolgevano i sopralluoghi ai cantieri o ai negozi da bruciare in compagnia delle mogli e dei figli, con i quali commentavano le azioni violente che avrebbero dovuto da lì a poco svolgere. L’inchiesta punta sulla famiglia Rinzivillo, che da Gela si é spostata alcuni anni fa a Roma e da qui secondo l’accusa ha coordinato le operazioni illecite che hanno portato ad accaparrarsi nel Nord Italia di centinaia di appalti e subappalti. Questa cosca da più di un anno ha scelto l’inabissamento, ha tentato di non far parlare più di sé evitando attentati e fatti eclatanti, in modo da operare in silenzio. I Rinzivillo per questo motivo avrebbero formato, in particolare, un grosso nucleo a Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove stamani sono state arrestate una decina di persone. Per gli inquirenti sarebbe una succursale di Gela da dove partivano gli uomini fidati della ‘famiglia’ per gestire appalti o affari illeciti. Nell’ambito dell’attività investigativa è stato arrestato anche un maresciallo dei carabinieri, con l’accusa di aver tentato di vendere alla cosca mafiosa l’informativa sull’operazione in corso, l’uomo si trova ora rinchiuso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Il gip ha inoltre disposto il sequestro di 21 aziende, che secondo l’accusa sarebbero state utilizzate dalla famiglia mafiosa di Gela per riciclare denaro proveniente dal traffico delle armi e da quello della droga e dalle estorsioni. Oltre a numerose ditte che si trovano a Gela, il provvedimento riguarda anche alcune società che hanno sede a Pioltello (Milano) dove è stata messa in amministrazione giudiziaria la “Amc Argento Filippo”. E poi ancora la “Casisi Rocco” che ha sede a Cologno al Serio (Bergamo); una pizzeria a Roma, in via Giustiniana; “Studio G.G.” di Giorgio Gallione a Savona; “Edilstrade srl” a Gallarate (Varese); “Imprefin srl” a Busto Arsizio (Varese) e “Immobiliare Orchidea srl” a Lonate Pozzolo (Varese).


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