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Articolo n° 6646 del 17 gennaio 2007 delle ore 10:33

Venerdì Giancarlo Caselli presenta il suo libro “Un magistrato fuorilegge”

Giancarlo Caselli presenta il suo ultimo libro ad AlassioAlassio. Prosegue ad Alassio l’iniziativa “Parliamo di … una proposta culturale per la scuola, per l’aggiornamento, per il dibattito critico”, promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Alassio, in collaborazione con il Liceo Don Bosco.
Venerdì 19 gennaio, ospite del progetto sarà il Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Torino, Dott. Giancarlo Caselli.
Alle ore 21.00, nella Chiesa dei Salesiani, il magistrato torinese, ex Procuratore Capo di Palermo, presenterà il suo libro ” Un magistrato fuorilegge” Edizioni Melampo. Ad introdurre la serata sarà Franco Gallea.
Nel libro, edito nel 2005, Giancarlo Caselli ripercorre le vicende di cui è stato protagonista negli ultimi anni. Agli attacchi subiti per aver toccato il nodo dei rapporti tra mafia e politica, Caselli risponde facendo parlare gli atti processuali. E, intanto, si racconta, riflette sul mestiere di giudice e sul valore dell’indipendenza, seriamente minacciata dalla riforma dell’ordinamento giudiziario.
“Sono l’unico magistrato italiano” scrive Giancarlo Caselli nella quarta di copertina del suo libro “al quale il Parlamento ha dedicato espressamente una legge. Una legge contra personam che mi ha espropriato di un diritto: quello di concorrere, alla pari con altri colleghi, alla carica di Procuratore nazionale antimafia.”
Gian Carlo Caselli ha cominciato sua carriera in magistratura a Torino, come giudice istruttore impegnato in indagini sul terrorismo, in particolare sulle Brigate Rosse e Prima Linea. Dal 1986 al 1990 è stato membro del Consiglio superiore della magistratura, dal 1999 al 2001 ha diretto il Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria).
Dal marzo 2001 è il rappresentante italiano a Bruxelles nell’organizzazione comunitaria Eurojust contro la criminalià organizzata.
Ha diretto la Procura di Palermo dal 1993 al 1999, gli anni dei processi “eccellenti” su mafia e politica: Andreotti, Dell’Utri, Mannino, Musotto, Contrada…
Caselli decide di recarsi a Palermo dopo le terribili stragi di Capaci e via d’Amelio del 1992, in cui persero la vita Falcone e Borsellino, scelta né semplice né indolore. Così ricorda la sua decisione: “Avevo un buon rapporto con Falcone, un ottimo rapporto con Borsellino. Dopo l’assassinio di Falcone, un ufficiale dei carabinieri mi avvicinò durante un incontro pubblico organizzato a Milano da Nando dalla Chiesa. Mi sussurrò: “Il dottor Borsellino le manda a dire che per lei non è ancora arrivato il momento di andare in pensione”. Lì per lì non capii bene e anzi mi offesi un po’: ero presidente di Corte d’assise a Torino, un lavoro impegnativo, per di più in una fase interessante di sperimentazione perché era appena entrato in vigore il nuovo Codice di procedura penale. Altro che pensione! Ma pochi giorni dopo, quando sarà ucciso anche Borsellino, questa frase mi suonerà come una specie di chiamata”.
Il lavoro svolto a Palermo porta a dei risultati straordinari: il sequestro di beni ai mafiosi per diecimila miliardi di lire, beni oggi in parte gestiti dalle cooperative organizzate da Libera; una novità assoluta in termini di riscatto sociale, sviluppo economico e occupazionale, 650 mafiosi vengono condannati all’ergastolo. Per la prima volta si celebrano processi eccellenti che smascherano le collusioni tra mafia, politica e affari.
L’incontro con Caselli si inserisce in un progetto elaborato sulla base delle richieste dei giovani e si propone di sollecitare e sviluppare nella scuola e nella città un percorso conoscitivo e un dibattito critico. Gli incontri, che daranno diritto a crediti formativi per gli studenti del Liceo, sono infatti aperti a tutta la cittadinanza e al comprensorio.


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