Albenga. Robert Colman Eyonhou, 43 anni, originario del Benin ma da dieci anni residente in Italia, ha incontrato la morte nello specchio acqueo della Gallinara, l’isola di cui era custode dal settembre del 2005. Il suo corpo privo di vita, con i polmoni pieni d’acqua, è stato rinvenuto questa mattina dai sommozzatori della Capitaneria di porto, adagiato su di un fondale di circa cinque metri a pochi metri dalla banchina. Scivolato mentre tentava di attraccare sull’isola: questa l’ipotesi al momento più accreditata. L’allarme è scattato ieri sera, quando un dipendente della società proprietaria dell’isola ha segnalato la scomparsa del custode: la macchina delle ricerche si è messa in moto coinvolgendo forze dell’ordine e forestale, poi ieri all’alba, alla luce del sole, si sono attivate anche due motovedette della Guardia Costiera. Intorno alle 10,30 il ritrovamento del cadavere, che non presentava particolari ferite alla testa o su altre parti del corpo. Il primo ad avvistare il cadavere è stato Marino Agnese, direttore della Marina di Alassio. Quindi l’arrivo dei carabinieri e l’avvio delle prime indagini. Il medico legale dell’Asl Claudio Mazzoleni, in prima battuta, ha escluso responsabilità di terzi. La salma è stata caricata a bordo della motovedetta CP545 e trasportata all’obitorio dell’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Martedì pomeriggio Eyonhou si era recato sulla costa per bere qualcosa con alcuni amici in un bar, poi verso le 17,30 aveva ripreso il mare per rientrare nella sua modesta casetta immersa nell’incontaminata natura isolana. Da quel momento sino alla scoperta del suo corpo, nessuna notizia. Secondo le prime ricostruzioni effettuate dagli inquirenti, potrebbero essere state la risacca e le cattive condizioni del mare di questi giorni a tradire l’uomo, che potrebbe essere rimasto vittima di un incidente nelle operazioni di attracco o di ormeggio del suo canotto. Sarà l’autopsia disposta per sabato prossimo dal pm Alessandro Bogliolo della Procura della Repubblica di Savona a fugare ogni dubbio sulle cause e soprattutto sull’ora del decesso. “Da una prima ispezione cadaverica sul corpo recuperato dal fondale non sono emersi segni di violenza – afferma il comandante della Compagnia dei carabinieri di Albenga, Roberto Arcieri – Si è trattato quasi certamente di un annegamento, di una fatalità favorita dalle recenti condizioni di maltempo. L’uomo ha ingerito parecchia acqua. Abbiamo effettuato un sopralluogo nella sua abitazione e non abbiamo trovato alcun elemento che smentisca l’evento accidentale. Resta da capire se il custode, visto per l’ultima volta in un bar, abbia risentito di qualche eccesso alcolico”. Dello stesso avviso il comandante della Capitaneria di Alassio, Marco Parascandolo: “Pensiamo si sia trattato di un tragico annegamento, anche se per la conferma occorre attendere i risultati dell’esame autoptico. Bisogna anche tener conto che le condizioni meteo di questi giorni erano particolarmente sfavorevoli, tali da provocare la caduta dell’uomo in mare. Poi le temperature rigide dell’acqua hanno fatto il resto”. Robert Colman Eyonhou era una persona schiva e riservata, poco avvezzo alla lingua italiana per la sua scelta di isolamento lavorativo ma anche naturalistico. Con la sua morte si può dire che scompare il primo vero e proprio residente dell’isola Gallinara dell’epoca moderna, una figura che rievoca lo spirito solitario tipico dei monaci benedettini che l’avevano popolata sino al Trecento. Tra vocazione turistica e richieste di maggiore tutela ambientale, rimane incerto il futuro dell’isola, ormai orfana del suo custode.
