Tutte le notizie di: | archivio
Articolo n° 6984 del 26 Gennaio 2007 delle ore 18:42

Piattaforma, Waterfront e non solo… Vado Ligure: sette progetti, un sogno…

Vado Ligure. “Masterplan, una proposta di sviluppo sostenibile”, è stato il titolo scelto per la presentazione dei sette progetti partecipanti al concorso per ridisegnare il waterfront di Vado Ligure, un riassetto costiero, urbano e di viabilità che cambierà il volto alla cittadina vadese. Un cambiamento oggetto di severe e costanti critiche sia dell’opposizione consiliare che dei comitati di cittadini e associazioni. Un progetto, infatti, che avrà il difficile compito di riequilibrare l’impatto della costruzione della piattaforma container. E’ stato il progetto del prof. e arch. Cevini di Genova e del suo staff a vincire il concorso, anche se nel definitivo progetto confluiranno le idee degl’altri sei progetti partecipanti, “il meglio di ognuno, insomma…”. Dall’incontro di Villa Groppallo, dove sono in mostra i progetti in gara, Vado Ligure si pone come esempio di una sfida, saper coniugare in una realtà cittadina progetti di sviluppo economico e industriale con progetti di riassetto naturalistico ambientalistico e urbano, una sfida difficile che dovrà compiere ancora i giusti passi, anche se la strada è ormai tracciata.
“Bene la parte della sistemazione urbana, forse meno la parte riguardante l’area destinata alla cantieristica, comunque si analizzeranno soluzioni alternative proproste in altri progetti in gara – ha sottolineato il Presidente della Port Authority savonese Cristoforo Canavese – “Il progetto vincitore è quello che si aggiudica il concorso, l’obiettivo resta tuttavia quello di estrapolare il meglio di tutti i progetti e trovare assieme al Comune di Vado le soluzioni migliori per ogni area di intervento”. Tornato da un incontro a Roma, Canavese si dice ottimista sul decreto di finanziamento per la piattaforma container: “stiamo lavorando, l’interesse del governo è notevole e stiamo elaborando una bozza di decreto che possa sbloccare le risorse necessarie”.
“Questi progetti realizzati da professionisti anche di fama internazionale raccolgono la sfida di Vado Ligure, rendere compatibile lo sviluppo economico di un territorio urbano e civile con la realizzazione di una grande piattaforma portuale, in genere ci si esercita nel recupero di aree portuali dismesse, in questo caso lavoriamo affinchè la crescita di un’area portuale a livello commerciale si accompagni ad uno sviluppo armonico della città“, ha dichiarato il sindaco di Vado Ligure Carlo Giacobbe -. Il progetto vincitore rappresenta al meglio i desideri e le volontà dell’ammnistrazione e dei cittadini vadesi”. E sulle possibili polemiche politiche, il sindaco Giacobbe taglia corto: “c’è molta aspettativa su un obiettivo e una sfida difficile, non rinunciare alla crescita economica della piattaforma e al tempo stesso mantenere una buona qualità della vita, questo il progetto, l’obiettivo e la sfida, poi non so arriveranno più consensi o critiche, è certo che Vado Ligure ha la prospettiva di cambiare decisamente aspetto e in meglio, litorale costiero, viabilità, tessuto urbano e vedere una crescita occupazionale significativa per la comunità“. Condizione importante di tutto il nuovo assetto della cittadina vadese sarà il lasso di tempo, 2-4 anni si prevede, che saranno necessari allo spostamento da Vado Ligure della produzione di carbone per la centrale, una condizione sine qua non per l’amministrazione Giacobbe e anche per la Regione Liguria: “Vado Ligure sta vivendo una sfida simile a quella di altre realtà – ha evidenziato Carlo Ruggeri, Assessore regionale all’Urbanistica -, la convivenza tra funzioni portuali ed economico-industriali con l’assetto urbano e cittadino. Sulla situazione carbone posso dire che una parte di approvigionamento per la centrale è quello e non si può prescindere, semmai bisogna pensare a come renderlo compatibile con il territorio, credo che bisogna dare una accelerata, anche perchè alla produzione del carbone è legato il progetto delle funivie e la sistemazione dei parchi carbone della Valbormida che sono alimentate proprio dalla funivie…”.


» Federico De Rossi

I commenti sono disabilitati.

CERCAarticoli