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Articolo n° 7167 del 01 febbraio 2007 delle ore 09:45

Alberghi, rivolta contro Ruggeri: proposto il “modello francese”

Ponente. La polemica è già arrivata sulle pagine dei giornali locali: la nuova legge regionale sulle trasformazioni alberghiere ha suscitato una reazione durissima di albergatori e sindaci del ponente, Marco Melgrati in testa, che ha parlato di “legge bolscevica”: di fatto la legge blocca la possibilità di trasformazione in residence o appartamenti delle strutture alberghiere, invitando i Comuni ad inserire le strutture in progetti edilizi popolari ad un prezzo al metro quadro stabilito dalle amministrazioni comunali. Secondo indiscrezioni sarebbero volate anche parole grosse, e di scherno, da parte di alcuni rappresentanti di categoria nei confronti di esponenti della Regione Liguria, in primis contro l’Assessore regionale all’Urbanistica Carlo Ruggeri, che ha presentato la legge sulle trasformazioni alberghiere. “Gli investimenti in alberghi subiranno un durissimo colpo – tuona Enrico Mantellassi, Presidente degli Albergatori di Alassio – la legge regionale blocca le strutture alberghiere in edilizia convenzionata, che di fatto riduce il valore dell’albergo di almeno 3-4 volte, inoltre ci sarà il problema dei mutui ipotecari per i quali le banche vorranno maggiori garanzie in caso di acquisto dei muri di un albergo. Se un albergatore vuole vendere, perchè solo, o perchè i figli non vogliono proseguire l’attività, non potrà procedere alle trasformazioni della sua proprietà che ritiene più opportune, residence, alloggi o altro: è il blocco di una proprietà. Bisogna poi ricordare che oltre l’80% dei posti letto in Provincia di Savona sono di proprietà, quindi è una legge che va contro la stragrande maggioranza degli albergatori della riviera e del ponente ligure”. La legge Ruggeri, presentata ad ottobre, è passata in Giunta regionale circa 20 giorni fa, ma poche associazioni di categoria sono state interpellate sui dettagli della legge. Ieri, intanto, anche l’associazione albergatori di Finale Ligure si è riunita per discutere la nuova legge regionale: “la legge deve essere migliorata in molti aspetti, consentire ad esempio alle strutture, pur mantendo il vincolo alberghiero, di trasformare da albergo a residence”. La proposta che sarà avanzata dall’associazione albergatori di Finale Ligure si rifà al modello francese: l’azienda albergo ha un valore, quindi l’affittuario che gestisce l’azienda potrà avere un conguaglio economico proporzionato al valore di mercato dell’albergo, secondi i parametri degli studi di settore, mentre ora l’affittuario viene liquidato dal proprietario dei muri con sole 18 mensilità, una norma che di fatto non incentiva i gestori ad investire nelle strutture ricettive nel periodo che precede la scadenza del contratto d’affitto. Altro elemento del modello francese, adottato tra l’altro nella vicina Costa Azzurra, prevede che alla scadenza del contratto d’affitto, in caso di disaccordo tra il proprietario e il gestore dell’albergo, sia un giudice a stabilire il nuovo canone d’affitto in relazione ai reali valori della struttura affittata.
Per lunedì sera, alle ore 21, è previsto un incontro presso la biblioteca civica Deaglio di Alassio, a cui parteciperanno l’Assessore regionale Ruggeri, il sindaco Marco Melgrati e le associazioni alberghiere del ponente ligure, che chiederanno modifiche sostanziali alle legge sulle trasformazioni alberghiere e al tempo stesso di accompagnare eventuali cambiamenti ad una politica turistica di sistema a livello regionale.


» Federico De Rossi

1 commento a “Alberghi, rivolta contro Ruggeri: proposto il “modello francese””
paolo buscaglia ha detto..
il 1 febbraio 2007 alle 12:16

Come titolare dell’immobile dovrei essere qui a difendere a tutti i costi la mia proprietà da questa legge ma questa è l’ultima delle mie preoccupazioni perche’
a difendere i miei diritti di proprietario ci penserà sicuramente la legge vera, quella
legge che tiene in considerazione i diritti e doveri di tutti i cittadini e questa che come unico scopo ha quello di cercare salvare l’insalvabile.
Gli alberghi, quelle strutture che oggi di colpo sono diventate indispensabili, cosi’ indispensabili da dover creare una legge per vincolarli a vita e trasformarle come d’incanto da stabili vecchi ed inadeguati in strutture moderne e competitive…..
Fosse così facile saremmo tutti molto più contenti. Una bella legge e i nostri alberghetti magicamente si trasformano in bellissime costruzioni con ampi spazi interni ed esterni, con parcheggi e piscine, con terrazze panoramiche e centri benessere e perché no, con vasti parchi e aree verdi.
Abbiamo costruito i nostri alberghi come voi volevate rispettando i piani regolatori
che voi avete stilato, piani regolatori che hanno sempre privilegiato la speculazione edilizia ottenendo come unico risultato un territorio turisticamente invivibile.
E come se non bastasse oltre a vincolarci a vita alle nostre difficoltà, ci nominate
paladini della società costringendoci a risolvere per voi il problema residenziale, obbligandoci a costruire per voi quell’edilizia convenzionata che voi mai in precedenza avete preso in considerazione
I piani particolareggiati alberghieri ed i vincoli precedenti hanno provocato solo un aumento esponenziale delle trasformazioni al motto di : Scappiamo prima che si chiudano i cancelli e giustamente scappiamo anche con i cancelli chiusi .
Almeno i piani particolareggiati avevano un’ottica territoriale e analizzavano la realtà urbanistica di tutto il territorio comunale dividendola in zone .
Questa nuova legge no. Addirittura individua il singolo immobile, lo delimita nei confini e sentenzia : “ tu singola CELLULA soffocata da più del 90% dalla speculazione edilizia selvaggia continui a fare l’albergatore e lo devi fare soddisfando al meglio la clientela dando tutti i servizi che il mercato richiede “.
Mi dispiace ma non è giusto che siate voi a chiederci l’impossibile , è più giusto che siamo noi chiedervi il possibile.
Trasformate il territorio, ridisegnatelo , date delle indicazioni urbanistiche che permettano la riqualificazione e magari qualche incentivo serio . Demolite e ricostruite, guadagnate spazi e servizi inserendo l’edilizia convenzionata, rendete questo territorio vivibile non per noi che ormai siamo soffocati ma per i nostri clienti che rappresentano meno del 10% della realtà ricettiva. La convivenza tra il cliente dell’albergo e quello delle seconde case non è più sostenibile.Potessimo farlo noi costruiremmo strutture di supporto per la nostra clientela, piscine, teatri,centri termali,aree verdi,veri parcheggi,ampie zone pedonabili e sale congressi, fiere e convegni.
Questo è il mondo che si doveva creare ma purtroppo non è certo quello che si è fatto.
Questo territorio ha già subito negli anni passati una rivoluzione urbanistica ed ora sta pagando un prezzo altissimo per gli errori fatti, cerchiamo di non commettere lo stesso errore e cerchiamo soprattutto di avere il coraggio e la lungimiranza mancata in tutti questi anni.

Paolo Buscaglia

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