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Articolo n° 7308 del 05 Febbraio 2007 delle ore 15:33

Presentata interrogazione parlamentare sul problema delle cave liguri

[thumb:379:r]Regione. I consiglieri regionali dei Verdi Cristina Morelli e Carlo Vasconi, in relazione alla situazione delle cave in Liguria, annunciano che il parlamentare dei Verdi Camillo Piazza ha presentato un’interrogazione urgente al Ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio sul problema delle cave in Liguria. ” In qualità di vicepresidente della Commissione di inchiesta sui rifiuti – puntualizza Camillo Piazza – vogliamo fare chiarezza sulla situazione complessiva delle cave nelle regioni italiane e in particolare nella regione Liguria in quanto sappiamo dell’esistenza di numerosi areali di cava mai autorizzati perché entrati in funzione prima della legge regionale del 1979 che regola la materia. Già nel 1992 la Regione Liguria, stante la grave situazione ambientale, costituiva una Commissione di Indagine sugli impianti di cava in cui si accertava che molti siti abbandonati privi di autorizzazione sono stati trasformati in zone industriali per frantumazione, lavaggio, betonaggio e commercio dei prodotti, anche potenzialmente pericolosi per la salute pubblica in quanto contenenti fibre di amianto”. “Inoltre – continua il parlamentare verde – la Liguria presenta un numero rilevante di cave a cielo aperto che presenta significativi problemi sotto il profilo idrogeologico, geologico e una forte interazione sul paesaggio”. “Come Verdi vogliamo vederci chiaro – conclude l’esponente politico – e considerato che questo problema appare comune a molte altre regioni italiane chiediamo al Ministero dell’ambiente di avviare un’inchiesta su tutto il territorio nazionale al fine di accertare il numero delle cave dismesse a cielo aperto che hanno avviato un’attività industriale per frantumazione, lavaggio, betonaggio e commercio dei prodotti scavati nelle cave di monte, eventuali discariche abusive di rifiuti all’interno degli areali di cava, il censimento delle cave interessate da potenziale rischio amianto e il monitoraggio del cosiddetto serpentino e dei fanghi residuali, al fine di prevenire rischi per la salute umana e per l’ambiente”.


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