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Articolo n° 7357 del 07 febbraio 2007 delle ore 08:14

Legge sul commercio, la Cgil replica a Melgrati

[thumb:1832:r]Ponente. “Le dichiarazioni del sindaco Melgrati e del suo collaboratore Maiellano circa la legge regionale sul commercio, in materia di orari, sono molto gravi”. Immediata la controffensiva della Cgil savonese alle dichiarazioni del sindaco di Alassio e del consigliere alassino incaricato al commercio che di recente si sono espressi sulla nuova legge regionale e sulla chiusura domenicale e festiva degli esercizi al dettaglio in sede fissa. Puntualizza Fulvia Veirana, segretario della Filcams Cgil di Savona: “La legge prevede che i Comuni possano emettere direttamente ordinanza di apertura su circa trentadue domeniche e festivi in corso d’anno e vincola le ulteriori eventuali deroghe alla concertazione territoriale ed ad accordi tesi a tutelare le condizioni dei lavoratori del settore. Per la prima volta anche i lavoratori del commercio possono dire la loro”. Poi il riferimento si fa diretto: “Non si capisce se Melgrati e Maiellano non abbiano ancora letto la legge o se, pur avendola letta, non abbiano capito che non contiene un divieto tout-court alle aperture. Forse, ancora peggio, il loro ‘sfogo’ potrebbe essere il sintomo della loro indisponibilità a concertare e concordare soluzioni positive anche per i lavoratori, che non apprezzano particolarmente lavorare la domenica senza avere i recuperi compensativi oppure senza ottenere maggiorazioni, oppure non essendo in regola”. “Probabilmente il signor sindaco dimentica che anche i lavoratori sono cittadini, elettori e contribuenti perciò sarebbe meglio che invece di inveire sulla stampa si affrettasse a convocare i tavoli in cui discutere quando e come si aprono i negozi garantendo loro diritti” conclude Fulvia Veirana.


» Felix Lammardo

3 commenti a “Legge sul commercio, la Cgil replica a Melgrati”
andrea s. ha detto..
il 7 febbraio 2007 alle 10:11

E’ ora che i sindacati la smettano di fare politica….. se andiamo avanti così l’unica cosa che dovranno tutelare non saranno i nostri posti di lavoro ma la nostra graduatoria nelle liste di collocamento… il terziaro è il motore dell’economia ligure la regione non ha il diritto di imporre regole…. svegliamoci…. invece di difendere la regione difendete i dipendenti della valbormida..Grazie e scusate lo sfogo..

OSVALDO ha detto..
il 7 febbraio 2007 alle 13:05

Cari sindacalisti della CGIL io, da privato cittadino, penso che questa legge sia asssurda, antieconomica e antisociale. La Liguria, egregi signori, che Vi piaccia o meno, vive ormai quasi solo più di turismo e voi signori pensate che i turisti verranno ancora se la domenica i negozi saranno chiusi?, pensate che, per esempio, il budello di Alassio sarebbe frequentato con le saracinesche abbassate?, non fate sparate a difesa di poveri commessi, guardate che nessuno li obbliga a svolgere qul lavoro o a subire angherie, ognuno di loro è padrone di licenziarsi e di denunciare; ma voi pensate che se i proprietari dei negozi vedranno calare gli introiti tengano comunque alle loro dipendenze del personale? oppure, come credo, lo licenzieranno? Alla fine i poveri commessi/e si ritroveranno liberi la domenica, il lunedi, il martedi ecc.
Cari sindacati, siete anacronistici, avete perso nel tempo ogni potere di contrattazione presentandovi supini ai grandi padroni con i quali avete barattato carriere con contratti capestro e adesso fate gli splendidi per difendere i commessi/e (con tutto il rispetto per loro, mestiere utile ed onorevolissimo) dopo che avete perso milioni di posti nelle industrie (anche liguri)
Vergognatevi, bene hanno fatto gli operai di mirafiori a contestare i segretari generali
Ed infine pongo un quesito: qualcuno conosce qualche sindacalista che sia rimasto disoccupato dal sindataco? (escluso coloro che hanno fatto carriera nei partiti sic)

L ha detto..
il 7 febbraio 2007 alle 14:57

Caro Osvaldo,
ti sembrerà strano, ma sono assolutamente d’accordo con ogni tua singola parola…
La Liguria, anzichè riqualificare quelle zone dove in passato ha investito sull’industria pesante, continua, tramite i nostri rappresentanti politici in regione, ad attuare una politica assistenzialista e pseudo sindacalista, anzichè puntare in modo deciso a l’unica risorsa che ci è rimasta e che forse potrebbe farci uscire da quello stato catatonico in cui ci troviamo:il turismo…e i negozi aperti anche durante i giorni festivi sono una delle poche opportunità che ci sono rimaste per poter in qualche modo far rinascere la nostra economia ormai sull’orlo del fallimento…!

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