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Articolo n° 7984 del 26 febbraio 2007 delle ore 11:55

“Avanti col museo diocesano di Savona”, lettera del Vaticano

[thumb:2230:r]Savona. “Il nascente Museo diocesano deve essere portato a termine”, è il messaggio che arriva dal Vaticano. E non è nemmeno l’unico consiglio che la Pontificia commissione per i beni culturali della chiesa dà al vescovo di Savona-Noli in una lettera che fa seguito alla visita ad limina. L’invito è anche a proseguire l’inventario informatico dei beni ecclesiastici, a completare il restauro della biblioteca e dell’archivio diocesani, ad usare in alcune solennità in Cattedrale i paramenti sacri di maggiore bellezza artistica, ad organizzare convegni ed incontri con gli artisti e, dulcis in fundo, a promuovere il canto gregoriano e la musica sacra. Il vescovo Calcagno avrà insomma da leggere e rileggere nei dettagli la lettera che gli ha scritto il suo condiocesano monsignor Mauro Piacenza, vescovo genovese alla guida della commissione pontificia per i beni culturali della chiesa, in risposta alla relazione fattagli pervenire dall’Ufficio diocesano competente di Savona prima della visita ad limina.
“E’ auspicabile – scrive anzitutto Piacenza – il proseguimento dell’inventario su supporto informatico e fotografico, dei beni mobili e immobili ecclesiastici, da realizzarsi con la collaborazione di esperti. Si incoraggia, altresì a perseverare nel restauro degli ambienti della biblioteca e dell’archivio diocesani, al fine di offrire a studiosi e ricercatori la più ampia fruibilità dell’ingente patrimonio ivi conservato”.
Riguardo al costituendo museo diocesano, la lettera di monsignor Piacenza incoraggia la conclusione dei lavori (problema che crea più di un grattacapo in termini economici al vescovo di Savona), quando scrive che “i musei ecclesiastici offrono un valido strumento per la catechesi, assicurando la necessaria sicurezza dei beni esposti, che altrimenti rischierebbero depositi non adeguati”. Curioso, poi, l’invito a tirar fuori dagli armadi, in alcune solennità di particolare importanza, arredi e paramenti di valore artistico “in quanto, oltre ad educare il gusto, si può contribuire a porre in luce la continuità fra le diverse generazioni di fedeli”.
Dopo aver garbatamente ammonito a mantenere i lavori di adeguamento e restauro di edifici sacri nel solco della “dottrina autentica”, della “finalità liturgica”, dell’indole sacra e della “pietas fidelium”, il vescovo Piacenza invita il suo confratello Calcagno a promuovere anche giornate di studio, convegni diocesani ed incontri con artisti e di curare maggiormente l’educazione estetica dei seminaristi. Last but not the least non poteva mancare un riferimento all’arte musicale, che per la Santa Sede resta ancorata all’uso dell’organo e alla pratica del canto gregoriano e della musica sacra, attraverso i concerti e l’animazione della liturgia. Un elogio speciale merita, in questa direzione, la Cappella musicale “Bartolomeo Della Rovere” della Cattedrale, menzionata esplicitamente. Ma, per non fare figli e figliastri, monsignor Piacenza aggiunge nelle lodi anche “i numerosi cori operanti in diocesi”.


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