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Articolo n° 8445 del 09 Marzo 2007 delle ore 16:30

Buoni pasto, Fiepet Confesercenti non aderisce allo sciopero

[thumb:2331:r]Savona. La Fiepet Confesercenti regionale non aderisce allo sciopero del 15 marzo proclamato dalle altre organizzazioni di categoria in merito alla vertenza sui ticket dei buoni pasto. Confermato invece lo stato di agitazione. Con un comunicato ufficiale la Fiepet e la Fiesa Confesercenti provinciale fanno sapere le motivazioni della loro decisione e tornano sulle iniziative da intraprendere per sbloccare una situazione che sembra sempre più difficile: “ricordiamo che la Fiepet, insieme alla Fiesa (Alimentaristi), sta predisponendo il ricorso da presentare al Consiglio di Stato, con richiesta di immediata sospensiva sugli effetti della delibera del giudice amministrativo del Tar Lazio. Provvedimento che ha, di fatto, vanificato un lungo lavoro della nostra Federazione degli anni passati, finalizzato ad ottenere una disciplina legislativa chiara, in grado di dare ordine e certezze a tutto il settore, e sfociato nell’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 18 novembre 2005 – si legge nel comunicato -. La sentenza del Tar del Lazio, accogliendo in parte un ricorso presentato da una singola società emettitrice di buoni pasto che non aveva vinto alcun lotto nella precedente gara della Consip, ha azzerato quanto di buono era stato conquistato con il DPCM suddetto, riproducendo una situazione di incertezza e riportandoci ad un mercato privo di regole, soprattutto nei rapporti tra esercenti e società emettitrici di ticket. Risulta evidente che l’obiettivo che ci siamo prefissati, ricorrendo al Consiglio di Stato, consiste nella necessità di ripristinare quello stato di regole e di certezze, alle quali le società di emissione devono ispirarsi, per una efficienza e trasparenza del mercato dei buoni pasto, salvaguardando la libera ed effettiva concorrenza del settore attraverso la presenza di aziende serie ed affidabili anche dal punto di vista delle garanzie finanziarie, senza trascurare, infine, la correttezza dei rapporti tra le parti, i termini di pagamento ben definiti da parte delle società emettitrici, le commissioni concordate e così via. Tutto questo per assicurare, in ultima istanza, da parte del pubblico esercizio, un servizio di qualità garantito al consumatore finale.
Collateralmente al ricorso, la nostra Federazione, insieme all’Associazione italiana emettitori buoni pasto – Aieb, è intervenuta direttamente nei confronti della Consip, in considerazione dell’imminente avviso di gara, biennio 2007/09, per la fornitura del servizio sostitutivo di mensa per tutte le pubbliche amministrazioni. Alla Consip abbiamo chiesto che i criteri di aggiudicazione dell’appalto del servizio, per la parte relativa ai rapporti con gli esercizi pubblici, tengano conto almeno delle seguenti condizioni:
Commissioni sui buoni pasto praticate agli esercizi: impegno, da parte delle società emettitrici, ad applicare a tutti i titolari di esercizi “sia a quelli convenzionati in relazione all’appalto che a quelli presso i quali verranno comunque spesi i buoni pasto”, una commissione non superiore a quella dichiarata in offerta, per tutta la durata della convenzione e dei singoli contratti di fornitura. Termini di pagamento applicati agli esercizi: impegno ad effettuare il pagamento degli importi dovuti (cosiddetti rimborsi) ai titolari degli esercizi, entro un termine di 15/30 giorni ovvero 30/60 giorni, calcolati dalla data successiva alla consegna dei buoni pasto e della relativa fattura da parte degli esercizi, per tutta la durata della convenzione e dei singoli contratti di fornitura. Tali criteri, ad avviso della nostra Federazione, garantirebbero tempi certi di pagamento oltre a commissioni ridotte per tutte le imprese di pubblico esercizio. Condizioni di favore, dunque, non solo per le imprese della rete Consip, ma anche per gli tutti altri esercizi convenzionati, dove verranno spesi i ticket. Sappiamo, per certo, che queste nostre richieste, sono state per intero recepite e che, nell’avviso di gara Consip, sono state inserite quali condizioni prioritarie per l’assegnazione del servizio alla società di emissione buoni pasto. Con queste disposizioni di garanzia i contenuti del DPCM 18/11/05 (in parte abrogato dal Tar del Lazio), che avrebbero dovuto regolamentare il servizio sostitutivo di mensa a mezzo buoni pasto, nei rapporti tra imprese di pubblico esercizio e società emettitrici, vengono di fatto superati nella forma e nella sostanza, attraverso la gara Consip, per i seguenti motivi. La gara, infatti, riguarda tutto il settore pubblico nazionale. Per i rapporti con le imprese private è da escludere, al contrario, qualsiasi regolamentazione per legge o per convenzione nazionale; introduce, a favore di tutti i pubblici esercizi, garanzie e tutele consistenti, mentre per le aziende aggiudicatarie del servizio dispone precise e severe condizioni, rispetto ai parametri dello stesso DPCM, quali le commissioni predefinite nei confronti di tutti gli esercizi e i tempi di pagamento certi, prevedendo pesantissime penali a carico delle aziende inadempienti.
La Fiepet – prosegue la nota – ritiene quindi che vengano meno i presupposti e le motivazioni di una protesta e priva di qualsiasi fondamento la proclamazione di una giornata di non ritiro dei ticket, anche per le seguenti motivazioni:
Il mancato ritiro del buono pasto configurerebbe una inadempienza contrattuale a carico dell’esercente; provocherebbe un danno economico all’impresa del pubblico esercizio e una forma di disaffezione da parte della propria clientela; verrebbero penalizzati i lavoratori, che usufruiscono di questa forma di retribuzione sostitutiva, senza alcun tipo di responsabilità; verrebbe incrinato il rapporto di collaborazione, instaurato in passato su queste problematiche, con le Associazioni di consumatori; verrebbe vanificato il lavoro fatto nei confronti della Consip, con l’accettazione nella gara d’appalto dei criteri di cui sopra. A ciò si aggiunga che le aziende emettitrici di buoni pasto, serie ed affidabili, hanno già convenuto sulla opportunità di accettare le regole della Consip per la prossima gara di appalto del servizio sostitutivo di mensa per i dipendenti della pubblica amministrazione. Non ritirare il buono pasto costituirebbe una assoluta mancanza di rispetto verso un atteggiamento di collaborazione fornito da queste aziende;
Il mancato ritiro nel merito, quale manifestazione di protesta per un solo giorno non produce, a nostro avviso, alcun effetto pratico, potendosi spendere il buono pasto, comunque, nei giorni precedenti o successivi.
Altra forma di protesta più efficace, alla quale abbiamo più volte invitato tutte le imprese, associate o meno, sarebbe stata quella di disdire tutti i contratti di convenzione con quelle aziende emettitrici che presentano condizioni “capestro” per gli esercizi e che non rispettano le regole che abbiamo faticosamente costruito in questi anni.
Per tali motivazioni – conclude la nota – la Federazione, pur rimanendo vigile su questo argomento, non intende partecipare a questa giornata di protesta, preferendo continuare a mantenere alto il livello di attenzione e di ricerca di una soluzione mediata e condivisa da tutte le parti interessate alla questione”.


» Federico De Rossi

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