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Articolo n° 8478 del 10 Marzo 2007 delle ore 13:39

Progetto Fuksas: precisazioni sulla posizione di Rifondazione Comunista

[thumb:1002:r]In relazione all’articolo di Adriano Sansa, recentemente pubblicato sulle pagine de “Il Lavoro” ci permettiamo di far conoscere ai lettori, sotto lenti non deformate, la posizione di Rifondazione Comunista a proposito del progetto Fuksas, di cui così tanto si sta parlando. Il progetto della Margonara presentato dall’architetto Fuksas, pur raccogliendo in parte le prescrizioni emerse dalla Conferenza dei Servizi tenutasi il 19 Ottobre 2005, non elimina di fatto i problemi legati alla costruzione di un porticciolo turistico in un sito estremamente delicato. Un progetto che noi, pur rispettando l’operato dell’architetto, avversiamo per molti motivi. Per Rifondazione Comunista è infatti sbagliato il tema, non lo svolgimento. A prescindere dall’elaborato dell’architetto Massimiliano Fuksas, a nostro giudizio, è profondamente sbagliato costruire un porto in quel tratto di costa. Un no chiaro e motivato. La realizzazione del progetto infatti andrebbe ad incidere pesantemente su un sito estremamente delicato ed avrebbe, a nostro parere, delle ripercussioni pesanti. Ovviamente in negativo.
Il progetto andrebbe infatti a “strozzare” l’attività del porto commerciale, a devastare una delle poche aree non sfruttare della nostra costa, incrementando l’eccessiva cementificazione a cui è sottoposta da decenni, ed andrebbe ad incidere pesantemente su un sito che ha un profondo significato per i cittadini del comprensorio savonese, basti pensare al legame con lo scoglio della “Madonnetta”.
Ma le ripercussioni negative non si esauriscono qui. Con la realizzazione del porto si presenterebbe infatti un serio problema legato alla viabilità. In queste settimane anche i fautori del progetto hanno sottolineato questo problema, dimenticando tuttavia di ricordare che, oltre a non esistere allo stato attuale i finanziamenti per l’Aurelia Bis, lo svincolo previsto proprio per il porticciolo della Margonara è stato bocciato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Bocciatura non certo aggirabile. Quindi, e nessuno lo può negare, con il porticciolo si andrebbe ad un ulteriore ed insopportabile aggravio di traffico sull’Aurelia “normale”.
I sostenitori del progetto sottolineano che il porto porterà occupazione. In realtà l’opera avrà scarse ricadute occupazionali. Stando ai documenti ufficiali, il porto della Margonara porterà all’occupazione di sole 83 persone nella fase dei lavori e di 30 occupati stabili secondo i dati del PRUSST, di 128 dipendenti nell’esercizio a regime. Dati certamente sovrastimati e comunque molto lontani dai numeri propagandistici presentati attraverso i quotidiani.
Un partito, il nostro, che ha anche avanzato due proposte: la prima per rispondere alle esigenze, importanti ma non certo prioritarie, della navigazione da diporto; la seconda per fornire una strada alternativa al turismo che va delineandosi lungo la nostra costa.
Per quando concerne il primo punto abbiamo avanzato l’idea di progettare, qualora venisse realmente dimostrata la necessità di nuovi posto barca, la Darsena Nuova come porto turistico. Operazione resa oggi possibile dato che l’Autorità Portuale ha avviato una progressiva dismissione delle attività portuali, con il previsto spostamento dei cantieri navali per la costruzione del nuovo accosto crocieristico.
Il secondo punto è ugualmente importante. Dobbiamo smontare l’equazione secondo cui crescita e sviluppo passano attraverso la cementificazione delle nostre coste e delle nostre colline. Sarebbe prioritario puntare su un turismo di qualità, non su un turismo “mordi e fuggi” e di seconde case. Su un turismo diverso, eco-compatibile. Magari imitando quelle esperienze (vedi 5 Terre) che hanno tenuto un profilo che ha puntato essenzialmente sulla qualità e non sulla quantità.
Tornando al progetto, oggi siamo in una fase antecedente la sua ipotetica realizzazione. Non dobbiamo porci la domanda “come” costruire, ma “se” costruire. Dovremmo riflettere su cosa si intende oggi per sviluppo. Se Savona ha bisogno di un porto turistico, se la nostra città necessita di nuove edificazioni residenziali.
Una posizione, quella di Rifondazione Comunista, chiara che il nostro partito ha sempre coerentemente tenuto, lavorando con tutti coloro (soggetti collettivi o singoli) che condividono la nostra posizione. Ci fa piacere che anche Sansa si schieri e non condivida questo progetto (ma solo questo di Fuksas o l’idea di costruire lì un porto turistico?). Noi stiamo facendo quanto è nelle nostre possibilità, esprimendoci coerentemente nelle istituzioni, raccogliendo assieme ad altri firme tra i numerosi cittadini contrari all’intervento: ne è prova ulteriore anche l’impegno della Sottosegretaria all’Ambiente Laura Marchetti. Qualche altro soggetto politico sta facendo di più? Ci farebbe piacere conoscerlo.

Marco Ravera, segretario PRC Savona
Franco Zunino, assessore regionale all’Ambiente

» Redazione

7 commenti a “Progetto Fuksas: precisazioni sulla posizione di Rifondazione Comunista”
massimo ha detto..
il 11 Marzo 2007 alle 11:34

Fuksas serve solo a far schizzare alle stelle il valore degli immobili nel circondario.
Domanda:
a che ponto stiamo con le vendite immobiliari della torre Bofill e del complesso Il Mulino, alla foce del Letimbro?

massimo ha detto..
il 11 Marzo 2007 alle 19:51

Altre due domande.
A chi appartengono le aree dove si sta costruendo il Crescent?
Come mai imprenditori importanti come Campostano hanno mollato la società Orsa 2000, responsabile dei lavori del Crescent?

Oggi è domenica e vabbè……….però domani vorrei avere delle risposte, grazie.

laura ha detto..
il 12 Marzo 2007 alle 11:57

sono perfettamente d’accordo, mi raccomando, cerchiamo di fermare questo progetto che sembra avere solo conseguenze negative nel nome di non si sa quale “rilancio” economico della zona!

Daniele Pucarelli ha detto..
il 12 Marzo 2007 alle 14:24

Vorrei ricordare ciò che sarà realmente il porticciolo della Margonara per la città, ribadendo un commento da me scritto circa un mese fa.
Presso la la Margonara verrà costruito nient’altro che un maxi-garage (dalle ricadute occupazionali decisamente inferiori rispetto a quanto è stato propagandato) per barche di lusso di lombardi e piemontesi che d’inverno parcheggeranno le loro barche qui e d’estate migreranno verso altre mete. Quanti di questi visiteranno la nostra città secondo voi?
In merito al grattacielo poi è inutile fare altri commenti: cosa dire di 120 metri di alloggi di lusso, la maggior parte dei quali resteranno vuoti per più di undici mesi l’anno…? Così come è inutile ricordare le conseguenze che il porticciolo avrà su un tratto di Aurelia già molto congestionato.
Non dico che a Savona non si debba costruire nulla, che si debba dire per forza “no” ad ogni cosa, ma di sicuro questa non è la via giusta da intraprendere. Il vero sviluppo turistico non è fatto di yatch e grattacieli ma di valorizzazione di beni artistici e culturali, di musei, di attrattive culturali e paesaggistiche e qui si vuole dare il colpo di grazia ad un paesaggio in larga parte già compromesso.

Daniele Pucarelli – Consigliere III Circoscriz. – A Sinistra per Savona
http://www.danielepucarelli.blogspot.com

antonio gianetto ha detto..
il 12 Marzo 2007 alle 23:48

in merito alla proprietà delle aree pochi giorni fa è stato reso noto questo:
dal Secolo XIX
“””nel luglio del 1991, quando Orsa 2000 acquistò dall’Ilva gestioni patrimonali, per circa 4 miliardi, i 33 mila metri quadrati di terreni industriali adiacenti la fortezza del Priamàr. “”””” Si spera che in quel frangente l’ ILVA sia stata in grado di dimostrare come era diventatata la proprietaria di quell’ area.

massimo ha detto..
il 13 Marzo 2007 alle 07:37

Bene, mi devo rispondere da solo. Così magari qualcuno si arrabbia e risponde. Se otterrò il silenzio vorrà dire che ho colto nel segno.

1 – Dai commenti popolari e dal chiacchericcio di sente dire che le vendite immobiliari del Bofill e del Mulino siano attorno al 30 %.
Per la torre, quando uno vede che ad una certa altezza si è esposti ai fumi della Costa Crociere, rinuncia subito a qualsiasi investimento. Per il Mulino, avere casa sopra un acquitrino non è proprio il massimo. Per tutt’e due i casi, i prezzi sono stratosferici.

2 – Le aree del Crescent…… Sembra che su questo quesito ci sia il buio più assoluto ma una cosa pare certa: la proprietà non è certo di chi sta costruendo.

3 – Proprio per il motivo 2 c’è un fuggi fuggi generale dal progetto.

Spero che qualcuno smentisca queste mie (nostre/di tutti i cittadini) considerazioni.

Bruno Pirastu ha detto..
il 13 Marzo 2007 alle 08:29

A Parigi dopo l’inevitabile boom dell’inaugurazione anche Disneyland è andata in crisi. Chi va ad abitare, residenzialmente , al fondo di Via Chiodo , unica strada d’accesso salvo fare il giro del porto ? Seconda casa al mare ? no grazie , mi compro una villa in quel di Finale ! Andare a vivere alla foce del Letimbro ? E’ vero che hanno allargato il fiume , demolendo la strada di accesso alla spiaggia libera , che forse un domani non sarà piu libera ma , grazie al ponte , asservita allla residenza ma non credo sia sufficiente per giustificare il prezzo. Ultimo il Crescent. Posizione indubbiamente da favola , distaccata dalla zona Crociere, a ridosso del Priamar troverà certamente ricchi nababbi che vi andranno ad abitare anche perchè non dimentichiamolo che a Savona gente con soldi e tanti soldi ce n’è. Se poi non li investono in loco e vivono quasi da barboni sono scelte loro e chissà che qualcuno sull’onda del nuovo non si decida ad uscire allo scoperto. A questo punto pongo io una domanda Come mai il porto turistico invece che alla Margonara non si fa dietro al Priamar ? dove tra l’altro sembra ne sia previsto gia uno anche se piu piccolo ?

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