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Articolo n° 8709 del 16 Marzo 2007 delle ore 17:26

Regione, Burlando: “Modello di flessibilità per la portualità ligure”

Regione. “So che il tema è delicato ma affrontando questo testo di legge la Regione Liguria vuole verificare se può esistere uno spazio normativo anche sul fronte delle concessioni”. Il presidente della Regione Claudio Burlando spiega così alla platea colma di operatori portuali l’idea sua e della sua giunta sul futuro degli scali liguri. Burlando e l’assessore regionale Luigi Merlo hanno spiegato che “va affrontato con le imprese, senza alterare il rapporto pubblico-privato previsto dalla legge 84, anche la questione delle concessioni a lungo termine per ottimizzare al meglio gli spazi portuali”. Bisogna introdurre “un modello di flessibilità per il loro utilizzo – hanno aggiunto – perché possono nascere opportunità nuove, nell’interesse della portualità ligure che è da rilanciare. In questi ultimi sette anni – ha concluso Burlando – dopo il boom abbiamo assistito a un assestamento e a un certo appagamento che non va bene”. Gli stati generali della portualità ligure diventeranno un appuntamento fisso, annuale in Liguria, ha inoltre affermato l’assessore Merlo. “Il sistema portualità ligure dovrà essere in grado di sottoscrivere accordi di programma e intese con le regioni limitrofe, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sul tema della logistica, ma anche per quanto riguarda le infrastrutture e le nuove metodologie per realizzarle” ha detto Merlo. “Lo strumento innovativo – ha proseguito l’assessore regionale – sarà una cabina di regia, una agenzia regionale dove siederanno i presidenti delle Autorità Portuali, la Regione Liguria e gli enti locali, che dovrà predisporre il piano regionale della portualità, della logistica, un nuovo strumento che non sia la sola sommatoria dei piani regolatori portuali, ma che metta insieme pianificazione territoriale, rapporti con le amministrazioni locali, piano delle infrastrutture, piano della logistica”. Così invece si esprime Anna Giacobbe, segretaria generale Cgil Liguria: “Occorre un sistema efficace e trasparente di relazioni tra le parti, che coinvolga e responsabilizzi i grandi soggetti collettivi per contrastare logiche di lobby e affrontare i cambiamenti. Bisogna rimettere in relazione forte, e non in alternativa, la capacità di avere un disegno strategico e la realizzazione delle opere necessarie per arrivarci ‘vivi’. Gli obiettivi di lungo periodo da raggiungere non devono fermare o rallentare la realizzazione delle opere già decise. E’ importante l’autonomia finanziaria dei porti ed è buona l’idea di finanziare le opere basandosi sul valore che verrà generato dal funzionamento delle opere stesse, a partire dalla proposta delle Autorità Portuali liguri formulata sulla base dello studio della Bocconi”. “E’ molto importante che la ricchezza che i traffici generano sia redistribuita, rimanga in questi territori e soprattutto che il lavoro nei porti e nel sistema logistico abbia sicurezza, stabilità e remunerazione adeguate” conclude la segretaria regionale Cgil.


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