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Articolo n° 8771 del 19 Marzo 2007 delle ore 10:36

Riviera dei Teatri: “Scugnizza” chiude la stagione loanese

Loano. Lo spettacolo “Scugnizza” chiude a Loano la stagione teatrale organizzata dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, nell’ambito del circuito teatrale del “La Riviera dei Teatri – Provincia di Savona”. In scena, mercoledì 21 marzo, sul palco del Cinema Teatro Loanese, ad interpretare il divertente testo di ambiente popolare sarà la Compagnia di Operette Corrado Abbati. “Scugnizza”, su testo di Carlo Lombardo e musiche di Mario Costa, è sicuramente la più italiana delle operette e questo per la sua schietta vena melodica, per il divertente testo di ambiente popolare e per quella magia che riesce ancora a ricreare. La musica è contagiosa, le sue melodie sorprendenti. Alcune sono la voce di tutto un popolo, di tutto un paese (Salomè, Una rondine non fa primavera, Napoletana come canti tu), altre la legano all’opera verista richiamando il miglior Puccini (In riva al mare tutta bianca una casetta). Ma se la struttura portante di “Scugnizza” è la suggestione e l’incanto della sua musica, il suo successo non può essere scisso dalla briosa linfa apportata da un testo già di per sé felice ma che in questa nuova edizione di Corrado Abbati si presta a diventare ancor più immediato e senza tempo dove il tema fondamentale della nostalgia si unisce ad un divertimento vero, dove veri sono i personaggi (e non più “personaggi da operetta”), veri sono i loro sentimenti, le loro speranze, i loro colpi di testa. Ne nasce uno spettacolo dalla sincerità affascinante e coinvolgente, una storia in musica (qualcuno oggi direbbe un musical) moderna, gaia e pensosa al tempo stesso dove è facile appassionarsi alle vicende degli scugnizzi quasi ci si trovasse di fronte ad un appassionante romanzo.
Ed ecco la storia:
Salome, una giovane e spensierata scugnizza napoletana divide con Totò e tutta una serie di amici il privilegio di un’istintiva felicità goduta senza complicazioni in mezzo alla seducente natura e alla viva luce della città del golfo, incurante della guerra e della propria miseria. A turbare l’equilibrio di questa vita fatta di stenti e di espedienti arriva a Napoli l’esercito americano: i liberatori ricchi e potenti che tutto si possono permettere, che tutto possono comperare. Fra loro il Comandante Toby, ricco, triste, annoiato che ha il suo quartiere generale in uno dei più bei palazzi patrizi napoletani dove vive con la figlia Gaby corteggiata, con scarso successo, dall’attendente Ghisletti Francesco detto Chic.
Per sfuggire ad un inseguimento, dopo un furtarello, gli scugnizzi, con Salomé in testa riparano nel cortile del Comando Americano e portano una ventata di felicità nella vita degli americani e del Comandante Toby che immediatamente prova una sincera e spontanea simpatia per Salomé. La scugnizza è così invitata a frequentare più spesso la casa del Comandante e dopo poco tempo, Toby, matura la decisione di sposare Salomé e di portarsela in America. La ragazza rimane a dir poco sorpresa, ma sua zia vede in questa unione la possibilità di una buona sistemazione per se e per la nipote che invece da prima si dispera ma poi, per ripicca nei confronti di Totò, accetta.
Una grande festa partenopea, dove l’americano non bada a spese, suggella il fidanzamento ufficiale fra Toby e Salomé. Una sera, quando ormai sono fissate le nozze, Totò si reca nella villa dell’americano per rivedere l’ultima volta la sua scugnizza e dichiararle senza più riserve il suo amore. Fra i due ragazzi finalmente si rivela nella sua pienezza un amore tenero e sincero ma Totò, scambiato per un ladro, viene portato in galera. L ‘amore vero però vince sempre e la stessa saggezza del Comandante prevarrà sul capriccio e Salomé resterà a Napoli e sposerà, felice, il suo compagno di sempre. Ma sarà l’unico matrimonio?
Verità, sincerità, divertimento e commozione sono i cardini di questa “novella” Scugnizza. Una Scugnizza nuova, rinvigorita dalla forza, dall’inquietudine e dallo spessore intellettuale della musica di Costa (che, è bene ricordare, ha collaborato con numerosi intellettuali fra cui spiccano D’Annunzio e Matilde Serao) e che si affida ad un allestimento che diventa importante traguardo per il teatro d’operetta d’oggi così com’è tradizione della Compagnia Corrado Abbati, vero faro dell’operetta di qualità.
“La stagione teatrale loanese si chiude con un bilancio più che positivo – dice l’Assessore alla Cultura e al Turismo, Nicoletta Marconi -. Abbiamo registrato ogni sera il tutto esaurito e abbiamo consolidato un pubblico fedele di oltre 250 abbonati. Qualità e varietà di generi sono gli elementi che hanno conquistato il pubblico che da ormai più di sei anni ritrova nella stagione Loanese una proposta teatrale fatta di spettacoli selezionati fra le migliori produzioni nazionali”.


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