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Articolo n° 8923 del 23 Marzo 2007 delle ore 07:00

Analisi dello studio urbanistico d’inquadramento del ponente varazzino

La riqualificazione del ponente varazzino è un’opera di grande valore urbanistico, socio economico, paesaggistico e ambientale per il quartiere di San Nazario e per tutta la città di Varazze. Nessuno deve quindi stupirsi, se ultimamente, dedichiamo tempo ed energie a cercare di meglio comprendere cosa i nostri Amministratori e tecnici Comunali, hanno previsto si possa realizzare nel cosiddetto distretto T1, che comprende i sub distretti: T1 A – 1 – Campo sportivo, compreso i capannoni artigianali ubicati a nord; T1 B – Area compresa tra l’Aurelia bis, il tracciato FS e la caserma dei Carabinieri; T1 C – Area compresa tra piazzale FS, le due Aurelia fino al distributore di carburante; T1 D – Porto turistico; T1 E – Cantieri Baglietto.
Abbiamo dedicato una lunga riunione ad analizzare la relazione e i disegni predisposti dagli architetti del Comune, per cercare di avere un quadro più chiaro, che ci consenta di meglio comprendere ed apprezzare scopi e finalità, permettendoci d’individuare quesiti da sviluppare e richieste da sottoporre all’attenzione dei nostri Pubblici Amministratori.
Per ottenere un risultato coerente dalla riunione, e dare una visione d’insieme a chi ci legge, siamo partiti ad analizzare l’intervento di recupero da quanto ha detto la Regione Liguria, in occasione della mancata accettazione del piano di 43 mila metri cubi, presentato dall’Amministrazione Comunale, che prevedeva sì una riduzione dei pesi insediativi rispetto ai 55 mila iniziali, ma un aumento se riferiti ai 30 mila concessi:
“L’Amministrazione Regionale in sede di voto definitivo sul PUC, ha ritenuto di ridurre la volumetria realizzabile nel sub distretto T1C a 30 mila mc., specie in assenza di un quadro complessivo che fornisca il ‘controllo’ degli esiti urbanistici derivanti dalle trasformazioni previste, non ritenendo sufficientemente chiari gli esiti dell’assetto urbanistico globale con il mantenimento dei cantieri Baglietto… …al fine di garantire un’effettiva riqualificazione urbana di un’area da un lato degradata e dall’altro fortemente congestionata…”.
A corredo, riportiamo alcuni passi della scheda di descrizione ambientale, morfologica, funzionale e architettonica, che meglio ci consente di comprendere i successivi passaggi e le conseguenti considerazioni:
“…Oltre ai problemi sui nodi viari e di interscambio di traffico (ingresso occidentale della città, il congiungimento delle due Aurelia il collegamento con le retrostanti frazioni), si addensano a cornice del distretto molteplici funzioni, a scala urbana e spesso d’interesse sovraccomunale, quali il porto turistico, la stazione FS, la stazione dei pulman, il campo sportivo, il cimitero cittadino, il parcheggio pubblico di interscambio, la caserma dei Carabinieri, la Protezione Civile, la CRI, la caserma dei Vigili del Fuoco, i cantieri Baglietto, nonché altre funzioni produttive di varia natura e peso insediativi, solo in parte a pieno regime…”.
Riportiamo infine, perché utili al nostro ragionamento, alcuni passi della relazione sulle finalità del SUI avente valore di SAU per quanto riguarda obiettivi e contenuti:
“Al fine di superare le problematiche sollevate dalla Regione in sede di voto definitivo, che hanno portato alla cautelativa riduzione della volumetria assentibile nel sub distretto T1C, occorre che lo studio d’inquadramento affronti e si misuri con la congruità dei pesi insediativi di previsione per tutto il distretto, specie in relazione con il bilancio degli standard, e con la ridefinizione della disciplina di congruenza nei confronti, in particolare, dei sub distretti T1C e T1E (cantieri Baglietto) e dei loro reciproci rapporti”.
“I pesi insediativi complessivi saranno maggiori di quelli derivanti dal voto definitivo della Regione, ma supportati dalla verifica globale degli esiti urbanistici e della dotazione di standard sia in termini qualitativi che in termini quantitativi. Le scelte progettuali, unitamente alla complessiva riduzione volumetrica dell’intero comparto, consentiranno di ridurre sensibilmente i problemi di congestionamento. Maggiori saranno quindi i ritorni urbanizzativi in termini di dotazioni di servizi, e di realizzazione di opere pubbliche a carico dei soggetti attuatori, e si otterrà la completa sinergia degli interventi, in particolare per i sub distretti T1A, T1C, T1E”.
Da quanto abbiamo evidenziato, rileviamo che il ponente varazzino è considerato: Degradato e fortemente congestionato; Interessato da una concentrazione di servizi pubblici e privati, che lo rendono un nodo cruciale ai fini della viabilità, sia interna che esterna; Un problema da risolvere per gli amministratori Comunali, vogliono trovare soluzioni che siano accettate dai privati proprietari delle aree e dalla Regione Liguria, per poter avviare urgentemente i lavori di recupero; Importante ai fini della riqualificazione della città ed è di “priorità strategica per tutto il Piano Regolatore, in particolare per i nodi dei collegamenti; Parte di un insieme di distretti, e pertanto ogni intervento deve essere valutato e pianificato, “per non rischiare di trascurare, o sottovalutare, la complessa articolazione dei legami infrastrutturali e funzionali che si intrecciano nell’area”.
Non è compito di questo comitato entrare nel merito delle scelte adottate dall’Amministrazione Comunale, per superare i vincoli posti dalla Regione Liguria sulle volumetrie ammesse, vogliamo solo osservare, a proposito dell’inserimento del campo sportivo nella trattativa con gli attuatori del sub distretto T1C, che mantenendolo in quella posizione, non aiuta a risolvere il problema del congestionamento e dell’impatto paesaggistico ambientale. Se non è possibile trovare un altro sito o fare accordi con il Comune di Celle, per realizzare un centro polivalente ad elevato valore aggiunto, che consenta di destinare l’area ad altri usi, chiediamo siano adottati idonei accorgimenti costruttivi, per contenere l’impatto che gli oltre 100 metri di lunghezza per i 6 o 7 di altezza inevitabilmente causeranno. Per quanto riguarda invece costi e ricavi, abbiamo preso buona nota di quanto affermato dal signor Sindaco avv. Antonio Ghigliazza, che saranno attentamente valutate eventuali proposte e verificati progetti alternativi.
Dobbiamo invece richiamare l’attenzione sulla questione barriere architettoniche e viabilità che, anche se poste tra gli obiettivi del piano, non sono state secondo noi sufficientemente analizzate. Non inserire Piazza XXIV Maggio nel distretto T1, precludendosi ogni possibilità d’intervento, per risolvere un importante problema di disagio e d’immagine per una città turistica, è stato un errore.
Pensare che la relazione, sotto la voce “azioni da attuarsi tramite PUO nel sub distretto T1C”, recita:
“Realizzazione di passeggiata d’ampio respiro che colleghi Piazza XXIV Maggio, attuale punto di arrivo della zona pedonale del centro storico, e la nuova piazza della stazione con il porto e la prevista piazza pubblica ricavata dalla demolizione di parte degli edifici dei cantieri Baglietto, in un unico disegno organico”, e ancora “Riconnettere tale parte della città con il centro storico, intercettando la gravitazione che si verrà a creare verso il porticciolo”.
Peccato che poi nessuno s’è posto la domanda di come si può amalgamare l’attuale piazza di arrivo a Varazze, con le previste nuove opere, se non spostiamo a ponente la viabilità per la stazione FS e le frazioni, rendendo il posto accogliente e degno d’essere il punto d’arrivo a Varazze. Chiediamo, certi di essere stati compresi, che sia presa in considerazione la richiesta fatta con la nostra news del 24.02.2007 dal titolo “Proposte di nuova viabilità per San Nazario”, inviata a tutti gli Amministratori e politici interessati.
Sui volumi residenziali e commerciali previsti nel sub distretto T1C, lasciamo che siano altri più competenti e preparati a presentare conti economici su costi e ricavi, noi vogliamo concentrarci sulle altezze e sull’effetto barriera delle palazzine a schiera previste nel SUI. Chiediamo che i piani siano quattro da livello Aurelia, comprese eventuali mansarde, come non a caso ha stabilito la Regione Liguria. Gli spazi aperti tra le palazzine siano di dimensioni significative, tali da non penalizzare eccessivamente gli abitanti a monte del tracciato ferroviario, limitando al contempo l’impatto ambientale, e garantendo con “l’apertura trasversale visiva e percorribile, la permeabilità con gli spazi pubblici ricavati”.
I metri cubi mancanti siano pure “barattati” con maggiori volumi da ricavarsi nel sottosuolo, oppure concentrati nell’edificio posto a ponente.
Nutriamo forti dubbi sull’utilità dei volumi previsti nel sub distretto T1C per il commercio di vicinato, quando le abitazioni sono prevelentemente destinate a seconde case. Sarebbe utile fare qualche studio e previsioni a medio lungo termine, analizzando anche l’ipotesi di destinare metri quadri ad attività artigianali, meno vincolate alla vicinanza dell’utilizzatore, se la tipologia di residenziale previsto lo consente. La nostra preoccupazione è quella di vedere belle case chiuse e negozi deserti o abbandonati, oppure ancora peggio con continue aperture e chiusure, a dimostrazione di fallimenti con annessi e connessi.
Per la prima palazzina di levante, quella che si dovrebbe affacciare sulla piazza della stazione FS e, se è accettata la nostra proposta, sulla nuova strada per raggiungere l’Aurelia, non potremmo chiedere ai privati di considerarla come collegamento tra vecchio e nuovo, prevedendo una diversa tipologia di alloggi a costi inferiori, e con gestione condominiale separata dal resto del complesso? A compensazione, se necessario, si potrebbe adottare lo stesso principio già esposto.
Se questa proposta non viene presa in considerazione, o non si trovano soluzioni alternative, è inutile parlare di riservare quote ad abitazioni a prezzi contenuti, in un complesso di elevata qualità con proporzionate spese per la gestione condominiale.
Per quanto riguarda il sub distretto T1B, riportiamo un passo della relazione allegata al SUI, “In un ottica di studio a scala urbanistica intermedia tra quella generale e quella particolareggiata, viste le recenti attuali prospettive di dismissioni delle attività produttive ancora in essere e la presenza di porzioni già dismesse, vista la critica collocazione fisica dei manufatti per la differenza di quota tra l’Aurelia bis e il piazzale della stazione, la presenza della rampa (la tanto contestata e pericolosa strada che collega il piazzale della stazione all’Aurelia bis) e l’area ferroviaria alle spalle, si configura oggi la possibilità di un nuovo scenario che ridimensiona gli interventi previsti dal PUC, proponendo un intervento di ristrutturazione urbanistica che sostanzialmente porti al ridisegno della zona…”.
L’analisi e la successiva discussione di questo punto della relazione ci ha visti impegnati per parecchio tempo; alla fine è prevalsa la linea del dialogo ad ogni costo, evitando di alimentare o favorire polemiche. Chiediamo che l’intervento su questo sub distretto sia rivisto, mettendo in primo piano la rivisitazione e messa in sicurezza della viabilità, consentendo un uso pedonale della strada, evitando di facilitare un aumento dell’inquinamento da rumore, per quanti abitano a monte tracciato FS, autorizzando la costruzione di “barriere” troppo vicine alla fonte del rumore stesso.
Sub distretto T1E (cantieri Baglietto), la relazione recita “Il mantenimento, visto inizialmente come ostacolo al ridisegno urbanistico della zona, dovrà, nell’intendimento dell’Amministrazione Comunale, essere elemento su cui lavorare per rendere possibile la coesistenza delle funzioni attuali con le zone residenziali e con l’area portuale, preservando la memoria storica di un’attività che da sempre ha caratterizzato Varazze”.
“… rendendo la presenza dei cantieri, ora ostacolo alla riqualificazione della città, elemento caratterizzante e colloquiante con le altre funzioni, reso in parte permeabile e architettonicamente riqualificato, oggetto di una memoria storica che in qualche modo è possibile valorizzare”.
Come ci ha giustamente fatto notare l’A.D. il dr. Biraghi, “i cantieri Baglietto sono per varazze come la Ferrari per Maranello”, e noi che da tempo ce ne occupiamo siamo pienamente d’accordo.
Sub distretto T1D – porto turistico Marina di Varazze, chiediamo che ci siano date informazioni sullo stato dell’avanzamento lavori e sulle convenzioni stipulate, per poter capire e dare esatte risposte a chi ci chiede notizie.
Confermiamo, a quanti ci hanno posto la domanda, che copia di quello che pubblichiamo viene sempre inviato al Sindaco avv. Antonio Ghigliazza, con il quale manteniamo un costante rapporto e che, a giorni, riceverà una nostra delegazione per discutere proprio di questo argomento, ma anche a tutti i politici, operatori e cittadini interessati, oltre naturalmente a collaboratori e sostenitori.
Le segnalazioni, i suggerimenti, le considerazioni e le proposte che ci pervengono sono sempre prese in considerazione e attentamente verificate e valutate, prima d’essere accettate e adottate nelle nostre iniziative. Purtroppo tante sono accantonate, perché non tengono conto di una visione d’insieme, indispensabile in un intervento urbanistico di tale portata. Tutti servono, comunque, a farci meglio capire cosa pensano i nostri sostenitori.

Comitato spontaneo di quartiere Ponente Varazzino e dintorni

» Redazione

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