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Articolo n° 8924 del 23 Marzo 2007 delle ore 08:00

Contraffazione: 7 miliardi di euro di danni all’economia

[thumb:1477:r]Venditori ambulanti inseguiti dagli agenti, borsoni pieni di mercanzia nascosti nei luoghi più impensati, sequestri di capi d’abbigliamento, articoli di pelletteria, cd musicali e dvd, tutti rigorosamente contraffatti. Rimane sempre diffusa nella Riviera ligure la commercializzazione di prodotti recanti logotipi o firme in voga tra il pubblico, specialmente quello giovanile, senza la dovuta autorizzazione da parte dei titolari del diritto di diffusione dei marchi. Uno spaccato, quello savonese, espressione locale di un fenomeno nazionale, che ha un vero e proprio sistema industriale e commerciale con i suoi centri di produzione, i suoi canali di vendita e i suoi consumatori, incidendo pesantemente sulla realtà economica e sociale del Paese. In Italia la contraffazione dei prodotti di abbigliamento e moda gestisce un giro d’affari di circa 3,6 miliardi. Il mercato del falso di farmaci e cosmetici arreca all’economia un danno di circa 500 milioni di euro, a cui si aggiungono circa 600 milioni per giocattoli sequestrati dalla Guardia di Finanza. L’elettronica è uno dei comparti più danneggiati, con particolare riferimento alla pirateria musicale tradizionale e online, e i criminali informatici si riempiono le tasche per un ulteriore miliardo e mezzo di euro. Sotto la voce “beni di consumo e altro” si raccolgono 800 milioni di euro di prodotti e manufatti taroccati. Sette miliardi di euro: a tanto ammonta il volume d’affari della contraffazione sul territorio nazionale. Sono le cifre allarmanti che emergono dal “Rapporto sulla contraffazione e criminalità informatica” realizzato dal Centro Studi Temi della Confesercenti, che prende come riferimento gli anni 2003-2006. “Ciò che si può produrre si può anche copiare”, questo sembrerebbe il motto, che però non tiene conto delle pericolose conseguenze per la salute dei consumatori. Si pensi che sono stati oggetto di contraffazione anche lamette, prodotti di illuminazione e mini-moto. “E’ un fenomeno in crescita – afferma il presidente della Confesercenti, Marco Venturi – tanto che i prodotti sequestrati dalla Guardia di Finanza sono passati da circa 74 milioni nel 2005 a circa 89 milioni nel 2006. I sequestri, inoltre, sono più dell’insieme di quelli dei 25 paesi UE, pari a 75 milioni. L’aumento dei sequestri è dovuto soprattutto all’aumento a dismisura della merce circolante e non ad una maggiore capacità investigativa”. Gli effetti del mercato del falso sono molteplici: danni economici alle imprese connesso alle mancate vendite, alla riduzione del fatturato, alla perdita di immagine e di credibilità, alle rilevanti spese sostenute per la tutela dei diritti di privativa industriale, a scapito degli investimenti produttivi; danni e pericoli per la salute e sicurezza del consumatore finale; danni sociali legati allo sfruttamento di soggetti deboli, disoccupati ed extracomunitari, assoldati attraverso un vero e proprio racket del lavoro nero; danni all’Erario attraverso l’evasione dell’Iva e delle imposte sui redditi; danni al mercato, a causa dell’alterazione del suo funzionamento per la concorrenza sleale dovuta ai minori costi di produzione. Questo meccanismo distorto ed illegale consente di reinvestire gli ingenti profitti ricavati da questa attività illecita in altrettanto proficue attività delittuose (edilizia, droga, armi) da parte delle organizzazioni malavitose. Per quanto riguarda la distribuzione, i principali canali attraverso cui avviene la commercializzazione dei prodotti contraffatti o piratati sono due: il primo si avvale dell’impiego di cittadini extracomunitari presenti in maniera massiccia su tutto il territorio nazionale; il secondo è internet, che ha favorito nuovi canali di distribuzione per i prodotti contraffatti ed ha accelerato lo sviluppo del fenomeno criminale. Una tipica manifestazione della contraffazione è quella delle false banconote in euro: nel secondo semestre del 2006, stando ai dati diffusi dalla Banca Centrale Europea, sono state ritirate 265.000 banconote contraffatte. Il biglietto da 20 euro è quello che fa registrare il più elevato numero di contraffazioni, superando, in questa particolare classifica, le banconote da à 50 e 100. Il settore più colpito, a livello internazionale, rimane l’elettronica (radio, televisioni, lettori cd o dvd, registratori, computer, supporti materiali sui quali vengono fissate opere dell’ingegno, programmi software, ecc.) e il nostro Paese si conferma leader mondiale nella contraffazione della musica. Per il comparto elettronico la percentuale dei prodotti contraffatti è di oltre il 20% nell’industria degli audiovisivi, del 30% nell’industria informatica e sale a oltre il 40% su scala mondiale nel settore del software. Solo nel periodo 2003-2004 sono stati sequestrati dalle Fiamme Gialle oltre 10 milioni di programmi contraffatti, oltre un miliardo e mezzo di cd musicali, 6 milioni di supporti e 900.000 dvd musicali. “Per frenare questa valanga di illegalità – sottolinea Venturi – ognuno deve fare la sua parte ad iniziare dalle case discografiche che devono ridurre i loro utili, agli artisti che devono moderare i loro compensi, allo Stato che deve ridurre la tassazione”.


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