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Articolo n° 9038 del 26 Marzo 2007 delle ore 17:15

Dico: la regione dice sì alle convivenze

[thumb:2597:r]Regione. E’ arrivato alla fine di un aspro dibattito tra centrodestra e centrosinistra il sì della Regione Liguria ai progetti di legge parlamentari destinati a definire diritti e doveri nell’ambito delle convivenze stabili. La maggioranza composta dall’Ulivo e la sinistra radicale però non si sono presentate compatte al voto: si è astenuto un consigliere della Margherita e hanno votato contro l’ordine del giorno di sostegno l’esponente dell’Udeur e quello di Idm proveniente dall’Unione. Nella discussione sulla definizione giuridica dello status di convivente, l’assemblea regionale ha riprodotto il clima in Parlamento. La Cdl ha difeso “la famiglia tradizionale come è intesa dalla Costituzione e come la intende la Chiesa”, l’Unione invece ha ribadito la necessità di diritti uguali per tutti da estendere, come dice la nuova legge regionale sui servizi sociali, alle altre forme di convivenza. Voti incrociati tra i consiglieri che, sui Dico, hanno dato vita di volta in volta a maggioranze e minoranze diverse. Roberta Gasco, dell’Udeur, ha detto no all’ordine del giorno degli alleati del centrosinistra e ha presentato un proprio documento in difesa della famiglia tradizionale che ha ottenuto subito il sostegno di Rosario Monteleone e Giovanni Paladini, della Margherita, e dei due consiglieri di Italia di Mezzo, Fabio Broglia e Luigi Patrone. L’ordine del giorno è stato bocciato per un solo voto (17 no e 16 sì). Sull’ordine del giorno di An si è invece astenuto Rosario Monteleone, mentre su un documento di Idm il centrosinistra è tornato a compattarsi. L’ordine del giorno della maggioranza, infine, ha ottenuto 18 voti favorevoli, 14 contrari e un voto di astensione (sempre Monteleone). I due consiglieri Verdi, Cristina Morelli e Carlo Vasconi avevano in un primo tempo annunciato l’astensione perché l’odg del centrosinistra impegnava la giunta a sviluppare ulteriormente servizi e politiche di sostegno a favore della famiglia e non, come chiedevano, anche “di altre forme di convivenza”. L’aggiunta finale li ha convinti a dare due voti alla maggioranza. Contestualmente è stato anche approvato un documento presentato da Alleanza Nazionale che impegna l’assemblea legislativa ligure ad aderire al “Family Day”. Un esito a sorpresa dovuto all’astensione del capogruppo dell’Ulivo, Claudio Gustavino (Margherita), al voto favorevole di un consigliere della Margherita e all’assenza momentanea di alcuni esponenti dell’Unione. Alla manifestazione romana in programma il 12 maggio, così, potrebbe fare la sua comparsa il gonfalone della Regione Liguria. “Prendiamo atto con particolare soddisfazione dell’approvazione del nostro odg a favore del Family Day: quasi certamente siamo la prima Regione italiana ad aderire ufficialmente, partecipando con tanto di vertici istituzionali e gonfalone, alla manifestazione in difesa della famiglia” hanno dichiarato i consiglieri liguri di An Alessio Saso e Gianni Plinio. “Come volevasi dimostrare – hanno aggiunto – la maggioranza, nonostante i molteplici tentativi di mediazione e addirittura una sospensione della seduta, si è spaccata sulla questione dei Dico da noi sollevata. E’ sufficiente scorrere i tabulati delle votazioni sugli odg per rendersi conto delle posizioni da Arlecchino dei consiglieri di maggioranza”. “La Liguria mi risulta sia la prima Regione in Italia ad aver aderito ufficialmente alla manifestazione a favore della famiglia, il Family Day, del 12 maggio a Roma – dichiara Roberta Gasco – Sarò a fianco del gonfalone regionale a sfilare lungo il corteo, a cui parteciperò come consigliere regionale e come segretario nazionale dei Giovani Udeur, insieme al ministro Clemente Mastella. Sono certa che l’ordine del giorno approvato questa mattina dal consiglio regionale rappresenti fortemente la volontà dei cittadini liguri di veder preservata la famiglia fondata sul matrimonio”. “E’ mancato un solo voto per veder approvata la mia proposta” commenta inoltre dispiaciuta la Gasco, che durante la seduta in consiglio aveva affermato: “Mi oppongo categoricamente a qualsiasi parificazione tra famiglia fondata sul matrimonio e le altre forme di convivenza. Equiparare la famiglia fondata sul matrimonio ad altri tipi di unioni, violando, peraltro, quanto sancito dall’articolo 29 della Costituzione, è inammissibile. Convinta che la famiglia sia fondamento e nucleo essenziale della società e per questo debba essere tutelata, credo che il Parlamento possa individuare altri strumenti legislativi a tutela dei diritti individuali delle persone, senza discriminazione di genere e orientamento sessuale”.


» Felix Lammardo

48 commenti a “Dico: la regione dice sì alle convivenze”
Massimo Colombo ha detto..
il 26 Marzo 2007 alle 18:10

Lodevole comportamento di Roberta Gasco e dei consiglieri Monteleone e Paladini.
Specialmente la Gasco si è battuta a spada tratta per i Valori della famiglia.
Purtroppo l’ODG che ha presentato non è passato per un solo voto, ma la battaglia è ancora lunga, ora appuntamento al Family Day! Difendiamo i valori cristiani! Difendiamo la famiglia!

Massimo Colombo

gianni ha detto..
il 27 Marzo 2007 alle 02:20

il 26 marzo, la regione liguria, dicendosi favorevole ai dico ha dimostrato di essere una regione degna di appartenere all’ unione europea. è inamissibile è sconcertante far credere ai cittadini,che si voglia snaturare la famiglia tradizionale, solo perche si vogliono estendere gli stessi diritti ad altre forme di convivenza.
( la CDL a difeso la famiglia tradizionale come è intesa dalla costituzione e come la intende( LA CHIESA.)) SCONCERTANTE!! stato laico e diritti per tutti!! e chiaro ho no che in italia non siamo tutti cattolici? o meglio, è chiaro che in italia non siamo tutti filo CLERICARI?
Gianni Rosa.

Bruno Pirastu ha detto..
il 27 Marzo 2007 alle 10:48

Le coppie di fatto esistono da secoli e mettere nero su bianco che esistono era un atto dovuto. Da Cattolico mi dispiace che la cosa sia diventata una discussione politico / partitica e penoso che chi , pubblicamente , vive in quella situazione giudichi che applicata agli altri sarebbe una devianza. Invece che perdersi dietro all’acqua calda dovrebbero preoccuparsi dei veri problemi delle famiglie , di fatto e non. Un piccolo appunto da Cattolico del Dissenso è che non sono cosi tanto sicuro che oggi la chiesa difenda l’Istituto del Matrimonio non che intenda dire che da quando ha scoperto che con la Nullita del matrimonio puo legalizzare il Divorzio ma certo è che oggi è piu facile e veloce e socialmente meritevole ottenere la Nullita ( anche con effetti civili ) che il Divorzio.

M. ha detto..
il 27 Marzo 2007 alle 10:50

Caro Gianni Rosa,
quello che tu dici purtroppo è sbagliato (“o no” compreso!!),perchè non tieni conto di un fattore chiamato tradizione. La famiglia, tradizionalmente intesa, è l’unica che ha un ruolo sociale preciso ed è l’unica che possa garantire stabilità alla nostra società. Non è un problema religioso, è un fatto naturale. Sono molto dispiaciuto del fatto che la nostra Liguria, così come l’Europa, non si renda conto che solo nella famiglia fondata sull’unione stabile di un uomo e una donna, e aperta a un’ordinata generazione naturale, i figli nascono e crescono in una comunità d’amore e di vita, dalla quale possono attendersi un’educazione civile, morale e religiosa. Non a caso i più importanti documenti sui diritti umani qualificano la famiglia come “nucleo fondamentale della società e dello Stato”. Le esperienze di convivenza, che si collocano in un sistema di assoluta libertà già garantito dalla legislazione vigente, hanno un profilo essenzialmente privato e non necessitano di un riconoscimento pubblico che porterebbe inevitabilmente a istituzionalizzare diversi e inaccettabili modelli di famiglia, in aperto contrasto con il dettato costituzionale.
M.

interessata ha detto..
il 27 Marzo 2007 alle 11:10

Con l’approvazione della regione del Family Day, i nostri consiglieri, capitanati dalla Gasco, avranno il viaggio e tutto il resto pagato dai noi contribuenti liguri…

E la solita presa per i fondelli…invece di pensare a tutti i problemi che la nostra regione deve giornalmente affrontare, nei piani alti si continua a non fare niente…e pensare a propri interessi…tutto il mondo è paese….

gianni rosa ha detto..
il 27 Marzo 2007 alle 14:07

sig. m. chi mette in discussione il ruolo della famiglia tradizionale?lei trova naturale o che faccia parte delle nostre tradizioni, il fatto che gli stessi politici che contrastano i diritti civili per le coppie di fatto, siano in maggioranza divorziati, risposati e molti convivono, lo trova naturale e tradizionale questo? forse lei non ha molto chiara la situazione delle cosidette famiglie naturali, ma le violenze sulle donne è sui figli si annidano per la maggior parte dei casi dentro le cosi dette famiglie tradizionali. allora dove sta l’educazione civile e morale?( veda solo l’ultimo caso di cronaca)il vero problema è la CEI con le sue continue ingerenze nella vita politica di uno stato laico (almeno cosi dovrebbe essere l’italia) l’unica cosa immorale in questo stato di cose è che non si voglia garantire i diritti a chi non la pensa come preti, vescovi, cardinali e papa. cordialmente la saluto.
Gianni Rosa.

M. ha detto..
il 27 Marzo 2007 alle 16:18

Gent. Gianni Rosa,
non è assolutamente vero che chi non la pensi come la Chiesa non abbia garantiti i propri diritti, anzi mi sembra che in questo clima anticlericale gente come Cecchi Paone possa inveire e apertamente insultare cristiani, sacerdoti e santi (Papa- Giovanni Paolo II-compreso)o che per manifestare pro-dico si possa scendere in piazza travestiti da vescovi e cardinali e irridere in maniera grottesca e blasfema la Chiesa. Mi chiedo: ma se lo avessero fatto contro l’Islam cosa sarebbe successo?Ma il punto non è questo. Si può affrontare il tema sotto due punti di vista:quello morale e quello giuridico. Il primo lo tralascerei visto le evidenti posizioni contrapposte che io e Lei abbiamo. Dal punto di vista giuridico il matrimonio è un contratto tra 2 persone e chi non lo vuole stipulare è liberissimo di non farlo, tanto è vero che sono molte le persone che pur non essendo sposate vivono insieme e possono usufruire dei propri diritti personali. Personalemte non vedo perchè si debba creare un altro tipo di contratto, forse perchè dobbiamo assolutamente riconoscere che il rapporto tra due uomini o due donne sia lo stesso che fra marito e moglie? Mi rifiuto, ma non perchè non voglio tener conto dell’esistenza e dei diritti di queste persone (anzi sicuramente saranno più brave e più capaci di voler bene meglio del sottoscritto) ma perchè in questo modo si va contro le leggi che la natura (non la religione o le idee) ha stabilito. [Le suggerisco inoltre di controllare meglio i dati relativi a tradimenti, violenze e problematiche presenti all’interno di convivenze o di unioni fra persone dello stesso sesso].
Cordialmente saluto.
M.

Bruno Pirastu ha detto..
il 27 Marzo 2007 alle 17:16

Chiedo venia ma il punto secondo me è quello prima morale e poi giuridico. Le leggi sono formulate sulla base degli usi e costumi della società che le promulga e questo sin dalla notte dei tempi, che poi mella comunità ci siano diversi usi e costumi e li si debba mettere d’accordo è un passo medioevale tipo liberi comuni e finito il despotismo del Signorotto.Gia nell’architettura dei borghi medioevali, quelli liberi, vedasi magnifci esempi in Umbria e Toscana dove su un lato della Piazza c’è il Duomo e dall’altro il palazzo Vescovile. Qualcuno puo spiegarmi cosa si intende per tradizioni legislative di un popolo , di una nazione ? In seconda battuta mi chiedo quale e quanta sia la paura per dire apertamente che i Gay e le Lesbiche esistono e sono tra noi, ghost sociali legalmente ma non nel quotidiano. Mi sembra che ci sia da una certa parte l’idea fissa che stare insieme , vivere insieme si riconduca alla piu banale delle cose e cioè fare sesso punto e basta, spero di sbagliarmi ma se così fosse saremmo veramente mal messi moralmente. Lo stesso Papa ha detto recentemente che chi è divorziato e convive puo farlo ma a condizione che sia un rapporto casto e cioè praticamente privo di sesso e allora che differenza c’è , per esensione del pensiero, se due persone dello stesso sesso vivono insieme castamente ? Lascerei perdere poi il discorso dei figli, della loro educazione perchè sono cose soggettive e non facilmente riconducibili al contesto familiare, forse che i figli dei single , dei vedovi e vedove sono piu scemi di altri ? Le teorie sessantottine del ricondurre tutto alla psicologia da mercatino e laurea in pedagogia penso abbia prodotto già abbastanza danni per evocarla.Diciamoci francamente che c’è molta troppa prevenzione da una parte e dall’altra tanto che se uno dice di capire i gay viene guardato come se lo fosse anche lui e dall’altra che se uno seduto in treno si mette a recitare il rosario chiamano il 118. Il matrimonio , civile o religioso , la convivenza come anche la soliyudine sono scelte personale tutte a pari livello di dignità sociale e lo stato , che qui in Italia è laico , deve non solo garantirle ma anche tutelarla da eventuali ingerenze impositive che nulla hanno a che fare con la libertà democratica espressa appunto mirabilmente nel Rinascimento e chissa perchè lo hanno chiamato proprio Rinascimento ? magari proprio per quello e non per le lezioni di Storia Italiana che si da ad intendere ai bambini che poi magari nel tempo se ne convincono veramente.

Bruno Pirastu ha detto..
il 27 Marzo 2007 alle 17:18

ops errata corrige su un lato della piazza la casa del Capitano del Popolo e dall’altra il Duomo SCUSATE

W savona ha detto..
il 28 Marzo 2007 alle 11:18

viva la famiglia

Chiara ha detto..
il 28 Marzo 2007 alle 11:38

Non capisco questo accanimento sulla Chiesa e neanche quale sia il problema che si pongono le coppie di fatto: il matrimonio esiste come Contratto giuridico (se uno vuole sancirlo a livello religioso sono fatti suoi) e quindi chi vuole tutelare i propri diritti di coppia di fatto non ha che da stipulare questo contratto, che è proprio un accordo tra le parti che prevede anche l’aspetto economico. ovviamente come tutti i contratti c’è l’obbligo del rispetto e ci sono conseguenze in caso di rescissione. Perchè si discute tanto su una cosa già esistente? mi viene un dubbio: forse molti in realtà non vogliono impegni contrattuali … (e non approfondisco per non andare fuori argomento e perchè ci sarebbe da scrivere per ore).
Per assurdo capisco meglio le coppie gay perchè perlomeno si battono per ottenere un diritto che la legge al momento gli nega (e anche qui non entro nell’aspetto etico per i motivi di cui sopra), ma le coppie etero hanno già questa possibilità con il contratto del matrimonio civile. Tutto questo mi fa pensare alle liberalizzazioni: forse vogliono liberalizzare anche il matrimonio civile in modo che non ci siano regole sull’eventuale rescissione…
Chiara

antonio gianetto ha detto..
il 28 Marzo 2007 alle 20:55

Non sarebbe male andare a vedere quante sono in Italia le unioni di fatto: QUELLE CHE SEGUONO SONO STATE TRATTE DA FONTE ISTAT RIFERITA AL 2004 – 2005.
Ogni anno nel nostro Paese circa mezzo milione di persone sceglie di unirsi in matrimonio. Sulla base dei dati rilevati presso gli uffici di Stato civile dei Comuni italiani, nel 2005 sono stati celebrati poco più di 250mila matrimoni.
Un numero in continua diminuzione dal 1972, anno in cui si sono registrate poco meno di 419mila nozze, ad eccezione di un lieve recupero nei primi anni ’90.
Questo fenomeno va interpretato nel quadro più generale delle trasformazioni dei comportamenti familiari.
Sono infatti sempre più numerose le coppie, ormai oltre 500mila, che scelgono di formare una famiglia al di fuori del vincolo del matrimonio.
Secondo le indagini condotte dall’Istat sulle famiglie, il fenomeno è in rapida espansione (solo 10 anni fa erano meno della metà), anche se in Italia le libere unioni non sono ancora così frequenti come in altri paesi europei.
Emerge inoltre che accanto alle convivenze prematrimoniali cresce l’accettazione sociale della convivenza come modalità di formazione della famiglia alternativa al matrimonio.
La conferma di questo mutato atteggiamento arriva anche dalle informazioni sulle nascite rilevate dall’Istat, che consentono di monitorare quella che possiamo definire la “punta dell’iceberg” del fenomeno delle libere unioni, ovvero la frequenza delle coppie di fatto con figli.
L’incidenza di bambini nati al di fuori del matrimonio è, attualmente, intorno al 15%, cioè quasi 80mila nati all’anno, quasi il doppio rispetto a 10 anni fa, quando questo valore era pari all’8%2.
Insieme alla diminuzione dei matrimoni si è rafforzata la tendenza alla posticipazione delle nozze verso età più mature.
I matrimoni civili, una scelta sempre più diffusa ( Anno 2005 matrimoni in Liguria 6.401: civili 3.270 religiosi 3.131).
Uno dei tratti più evidenti del mutamento in atto nell’istituzione matrimoniale è senz’altro il notevole e rapido aumento dei matrimoni celebrati con rito civile.
I dati più recenti mostrano che oltre un matrimonio su tre è celebrato davanti al sindaco: il 32,4% di tutti i matrimoni, solo 10 anni fa l’incidenza dei matrimoni civili non arrivava al 20%. Il restante 67,6 è costituito dai matrimoni religiosi.
Anche in questo caso il dato medio nazionale nasconde profonde differenze territoriali.
Sono celebrati con il solo rito civile oltre il 43% dei matrimoni registrati al Nord, il 35% di quelli registrati al Centro, mentre al Sud questo valore è del 18%.
Differenze ancora più accentuate si riscontrano a un livello sub-regionale. Nel 2004 sono ben 28 i comuni capoluogo del Nord e del Centro in cui i matrimoni civili superano quelli religiosi.
Non mi sembra che ci stiamo trovando di fronte ad un problema di poco conto. Ritengo che sarebbe più importante chiederci perché questo stia accadendo e perché questo fenomeno è in continua crescita.

antonio gianetto ha detto..
il 28 Marzo 2007 alle 21:01

Nel precedente post ho commesso un errore sui matrimoni in Liguria: Civili = 3.131
religiosi = 3.270

gianni rosa ha detto..
il 28 Marzo 2007 alle 21:41

la famiglia naturale? non esiste,perchè la natura è violenza caos e incesto.

Veve ha detto..
il 29 Marzo 2007 alle 23:27

dopo questo sì della Regione ai dico, sono ancora più felice di essermi trasferita in Liguria. :)
la famiglia è formata da persone che si amano e si sostengono, chi l’ha detto che debbano per forza essere sposate?!
Smettiamola con questo bigottismo, è pericoloso!

Lidia ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 09:22

Brava Veve, concordo pienamente con quello che hai scritto. L’importante che in una coppia ci sia rispetto, amore e sostegno. Siamo nel 2007 allarghiamo gli orizzonti!!!!

Lidia ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 09:25

P.S. i miei genitori erano conviventi, a me non è mai mancato nulla, non mi sono mai resa conto della differenza del fatto che non fossero sposati. Hanno solo risparmiato tanti soldi quando si sono separati. Per il resto finchè si sono voluti bene erano più belli di certe coppie bigotte sposate perchè lo dice la Chiesa!!!

Alessandro Chirivì ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 14:54

Per Veve.

Non lo dice la Chiesa…
Lo dice la Costituzione Italiana, che fino a prova contraria è la Legge fondamentale dello Stato Italiano.

Art. 29: “La Repubblica riconosce i diritti della FAMIGLIA come società naturale FONDATA SUL MATRIMONIO”.

Alessandro Chirivì

sottoscrivo… ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 15:07

sottoscrivo l’intervento di alessandro…
qualora venisse approvata la legge sui DICO si porrebbe un problema di anticostituzionalità…

chiara ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 15:32

Bigotto è chi identifica ancora il matrimonio civile con quello religioso e si ostina a dare tutte le colpe alla chiesa: volete una regolamentazione delle coppie di fatto? C’è già, è il matrimonio civile e non c’entra assolutamente nulla con la chiesa ma – mi ripeto – è un contratto tra due persone che fissa regole e basi di convivenza, ovvero riconosce una coppia quale famiglia a livello legale e fiscale con tutte le implicazioni positive e negative di un qualsiasi altro normale contratto.
Chiara

Alessandro Chirivì ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 16:06

Condivido l’impostazione di Chiara, a chi compie la scelta, peraltro rispettabilissima, di non contrarre matrimonio, resta sempre aperta la possibilità della più ampia tutela dei suoi diritti individuali attraverso le norme di diritto comune contenute nel Codice Civile.

Cordialmente.

Avv. Alessandro Chirivì

Lidia ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 16:25

e se uno non si vuole sposare, non deve avere diritti??? se uno non crede nel matrimonio come istituzione cosa deve fare?? stare solo o sposarsi per forza perchè se no non viene tutelato?

gianni rosa ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 18:39

nonostante i sondaggi sfavorevoli, la posizione cattolica resta assolutamente intransigente: nessun riconoscimento per i conviventi nè a livello governativo nè a livello locale, in caso contrario lo scontro è totale, specialmente in italia dove gli aut-aut del vaticano vengono presi in seria considerazione. nel nostro paese ci troviamo alle prese con un testo costituzionale che è l’articolo 29. ecco quindi che l’unico riconoscimento legislativo rimane il DPR 223/89 che stabilisce come, ai fini anagrafici,per famiglia si intenda anche la comunità fondata su vincoli affettivi e caratterizzata dal rapporto di convivenza.
COSA SUCCEDE ALL’ESTERO:
in quasi tutte le nazioni europee loa convivenza è sancita e garantita da anni: i paesi bassi come al solito sono stati i primi, fin dal lontano 1580. tutte le nazioni scandinave, il benelux, la francia,la germania,il canada,e persino la cattolicissima spagna hanno riconosciuto, con modalità variabili dalla convivenza al matrimonio, i diritti delle coppie gay. il 16/03/2000. una risoluzione del parlamento europeo, approvata ad AMPIA maggioranza, ha chiesto ai 15 paesi dell’unione di: porre fine agli ostacoli frapposti al matrimonio di coppie omossessuali ovvero a un istituto equivalente, garantendo pienamente diritti e vantaggi del matrimonio e consentendo la registrazione delle unioni. un invito, visto il gran numero di paesi già in regola, rivolto soprattutto alle poche nazioni rimaste indietro, L’ITALIA IN PRIMIS. il 15/01/2003. l’euro parelamento ha ribadito queste tesi adottando una nuova risoluzione, con cui ha invitato ancora una volta paesi come L’ITALIA a dottarsi di una normativa adeguata.
tutto questo lo dobbiamo ai dettami della vostra beneamata C.E.I.

antonio gianetto ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 19:23

Premetto che non ho nessuna conoscenza in materia, mi sembra però che un figlio nato da genitori conviventi, risulta a tutti gli effetti riconosciuto come figlio.
Mi pare però che agli effetti legali potrebbe non essere riconosciuto come cugino, dai figli di un fratello dei genitori, la stessa cosa varrebbe anche per quanto riguarderebbe il riconoscimento da parte dei nonni.
Faccio un esempio, e spero che qualcuno mi dia un chiarimento: un figlio nato da conviventi, ha il diritto di poter assistere un nonno ammalato? oppure questo potrebbe essergli impedito dai nipoti legittimi?

gianni rosa ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 22:49

sig. gianetto: il 16/03/2007. è stato approvato dal consiglio dei ministri un disegno di legge recante modifiche alla disciplina in materia di filiazione. il testo si compone di tre articoli e và a modificare l’articolo 315 del codice civile inserendo un 315 bis. con questo decreto si superano le discriminazioni che ancora persistevano nel nostro diritto di famiglia per i figli nati fuori dal matrimonio.avviene cosi una parificazione di tutte le forme di filiazione trovando fondamento nell’impianto costituzionale. il DDL elimina anche le residue differenze legate a una visione, ormai da tempo superata, di conservazione del patrimonio famigliare che si trovano nel regime delle successioni, riformando anche l’istituto della parentela riconoscendo il legame di parentela tra il figlio riconosciuto nato fuori dal matrimonio e i parenti dei genitori. l’italia si è finalmente adeguata all’europa parificando tutte le forme di filiazione sulla base della piena attuazione del’articolo 30 della costituzione. da tempo infatti nell’UE si tende a una completa equiparazione tra tutti i figli, senza ulteriori qualificazioni: in spagna già dal 1978, in germania e negli altri paesi del nord europa ancor prima, in francia molto piu di recente. si fa dunque riferimento alle convenzioni europee sui diritti dell’uomo e del fanciullo. nonostante questo continuiamo a ricevere moniti dall’UE, ad adeguarci alle normative europee in materia di convivenza.
Gianni Rosa.

antonio gianetto ha detto..
il 31 Marzo 2007 alle 00:14

La ringrazio Sig. Gianni Rosa, finalmente dopo 60 anni di democrazia, si stanno mettendo le cose a posto anche in Italia, non per volontà dei nostri parlamentari, ma perché questo ci è stato imposto dall’ UE; tra poco ci imporranno di mettere a posto anche quello di cui stiamo parlando ora.

Roberto ha detto..
il 1 Aprile 2007 alle 12:48

Sono d’accordo con l’Avv. Alessandro Chirivì, è la Costituzione, non la Chiesa, a dire che il fondamento della famiglia è il matrimonio.
Ed il matrimonio, istituto finalizzato alla riproduzione della specie umana, è basato sulla diversità dei sessi, per cui le forze politiche che attraverso i DICO, i PACS o altre amenità simili tentano solo di distruggere l’istituto familiare che è il cardine della società.

Gianni Rosa ha detto..
il 1 Aprile 2007 alle 13:03

significativo il commento di roberto, vuoi dire che le coppie sterili non dovrebbero avere diritti, in quanto la loro unione non sarebbe finalizata alla riproduzione? probabilmente secondo la chiesa non dovrebbero avere diritti, visto la sua opposizione alla ricerca. non dimentichiamo che la chiesa con i suoi dettami costringe molte coppie sterili a rivolgersi alle strutture sanitarie all’estero.questo per poter procreare è garantire sia la mamma che il nascituro.

Gianni Rosa ha detto..
il 5 Aprile 2007 alle 11:32

visto il rianimarsi del discorso sui pacs, mi sembra doveroso riprendere anche i concetti che sono stati espressi in questo forum. anche perchè qui c’è l’ultima delle azioni della gasco in regione,e nonostante tutto la regione liguria ha detto si ai dico.meritando con questa decisione di allinearsi ai moniti dell’unione europea che impone allo stato italiano (non al vaticano) di legiferare in tal senso.

Bruno Pirastu ha detto..
il 5 Aprile 2007 alle 12:51

A proposito … Figli nati fuori del matrimonio Per la chiesa si puo dichiarare Nullo il matrimonio anche dopo che sono passati 20 anni e avuto figli, che diventano illegitimi o di serie B ,sufficiente dichiarare che al momento del SI c’erano delle riserve, ovviamente subito dopo la Nullità si ci puo risposare con l’abito banco e in Chiesa. Sesso in famiglia .. uno dei grandi problemi dell’Africa e della Chiesa è quello sull’uso del preservativo per la lotta all’AIDS. Un parroco vive la vita insieme alla Perpetua ( già il nome ! ) si deve pensare che non sia una coppia ? La Chiesa e certi Cattolici si rendono conto che con queste posizioni integraliste allontanano la gente ? Non sono poche le persone che di fronte a queste posizioni stanno assumendo posizioni sempre più critiche e di qusti tempi evocare le Sante Crociate è nn fuori tempo ma pericoloso

Gianni Rosa ha detto..
il 12 Aprile 2007 alle 17:21

siamo alla follia pura,il vaticano sta delirando. l’ultima uscita di bagnasco è la più vergognosa e reazionaria di sempre: ha ipotizzato che i DICO possano portare incesto e pedofilia. e perchè no anche peste bubbonica e il colera? pura propaganda del peggiore stile. come è caduta in basso la chiesa italiana. cosi in basso che sta perdendo anche clienti. e poi chissa perchè anno sempre in testa gay e pedofili, che abbiano qualcosa da nascondere? e cmqe la verità non va ricercata in ciò che affermano i preti, ma in ciò che essi cercano di nascondere.saluti
Gianni Rosa.

Tancredi d’Altavilla ha detto..
il 12 Aprile 2007 alle 22:37

Caro Gianni Rosa,

il “democratico” tono con cui si esprime è un ottimo esempio della causa che vuole difendere…
Ora che le forze politiche responsabili della degenerazione anticlericale sfociata nelle scritte di minaccia al Papa, a mons. Bagnasco e ai cristiani in genere si assumano la responsabilità del caos che hanno creato! Inoltre invito le persone come Lei ad abbassare i toni, se dovesse scapparci il morto ammazzato non credo che per voi e le vostre idee sarebbe una bella pubblicità!…
Altro che referendum…

Cordiali saluti!

mah…. ha detto..
il 13 Aprile 2007 alle 09:54

certo che quanto affermato dalla Gasco è quanto meno curioso…
si dice ferma sostenitrice della famiglia e poi, come già testimoniato da altri interventi in un precedente forum, la si sa convivente nella capitale/benevento/ceppaloni…Suvvia, sig.ra Gasco, un minimo di coerenza:la finisca di fare la finta moralizzatrice, si dimetta, faccia la sua vita, e lasci a chi non la pensa come lei di sostenere liberamente le proprie idee, DICO o non DICO…
Per il resto volevo solo aggiungere che, onde evitare pericolose degenerazioni, sarebbe il caso che ci fosse un generale abbassamento di toni, sia da parte degli ambienti clericali, ritengo allucinanti le dichiarazioni di Bagnasco…, sia da parte dei cosiddetti “laici”…niente può giustificare quanto apparso negli ultimi giorni su diversi muri delle nostre città…
saluti

Veve ha detto..
il 13 Aprile 2007 alle 10:06

D’accordo, la Costituzione dice che la famiglia è fondata sul matrimonio ma io mi chiedo…e le coppie omosessuali che non si possono, neanche volendo, sposare e sono composte da persone che si amano, non possono essere una famiglia? E perchè?
La Costituzione, all’articolo 3, dice anche:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
Non era un po’ quello che si tentava di fare coi dico, dato che in Italia di matrimoni omosessuali neanche a parlarne?!

Gianni Rosa ha detto..
il 13 Aprile 2007 alle 10:14

la chiesa cattolica ha esternato, tramite il suo giornale l’avvenire,la più intransigente opposizione.NON POSSUM,ha rievocato la CEI;i pacs, i registri di convivenza,le unioni di fatto,il riconoscimento della esistenza di affettività extra matrimoniali e addirittura omosessuali non è, per loro,negoziabile,è solo ed esclusivamente inaccettabile.con un violento articolo,il vaticano minaccia di far cadere il governo se mai osasse solo far passare la più blanda delle legislazioni sulle coppie di fatto.roba da dichiarazione di guerra visto che il vaticano è uno stato estero.ma da noi seguono solo dichiarazioni di servilismo.ma oltre il particolare miserrimo dei partiti,ci sono considerazioni più importanti da fare.la prima è che stiamo assistendo ad una tragedia della negazione dei diritti.fate bene attenzione:una legge sui pacs,(e non oso dire sui matrimoni omosessuali),non leverebbe nulla,ribadisco,nulla alla famiglia cosi come essa esiste adesso,ma estenderebbe qualche diritto e qualche dovere,farebbe,insomma,rientrare nella legalità democratica quel che già esiste nella prassi e nella quotidianità.la seconda è che qua ci sono in ballo la vita,i sentimenti,le aspirazioni,i desideri e a volte i bisogni di uomini e donne,cittadini di questa repubblica e di una unione europea che prevederebbe parità per tutti.la terza è che la constatazione della violenza con la quale,contro questa operazione sociale a costo zero,si levano insultanti,le grida dei conservatori di ogni specie,insultanti perchè,in democrazia,negare un diritto a qualcuno è un insulto.ricordiamocelo mentre ancora una volta ci apprestiamo a non riconoscere dignità e diritti a una parte nella umanità,con la scusa del diritto naturale e divino,lasciandola in un ghetto dove è facile andarla a cercare quando serve.
ART.3(della costituzione italiana) tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,senza distinzione di sesso,di razza,di lingua,di religione,di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale,che,limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini,impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori alla organizzazione politica,economica e sociale del paese.

Gagà ha detto..
il 13 Aprile 2007 alle 11:05

Vi saluto, e vi chiedo di sciogliermi qualche dubbio. Io sono un convivente, da oltre quattro anni, e presto mi sposerò. Confesso che lo faccio perché più di tutto lo desidera la mia compagna. Mi sposerò in Municipio, con scorno di mia suocera, ma entrambi non frequentiamo la Chiesa e ci sarebbe sembrato ipocrita fare la cerimonia religiosa. A me non interessava formalizzare la nostra unione, perché non capisco quale altro valore possa assumere da quando metteremo due firme davanti a uno che neanche ci conosce. Credo che una unione tra due persone che si amano vada costruita giorno per giorno, coi fatti, con sudore, e non con dei riti. Se due persone non vogliono sposarsi, per mille motivi che essi ritengono validi, e sui quali io credo di non avere il motivo di giudicare, perché devono vedersi dei diritti negati? Se io mi ammalassi e fossi incosciente, la mia compagna non potrebbe, in ospedale, fare scelte a nome mio: è giusto? Se morissi, poi, non avrebbe diritto a nessuna eredità (e comunque raccoglierebbe ben poco…): è giusto? Mi limito a questi due esempi banali, ma ce ne sarebbero mille altri, e anche più calzanti. Vi ricordate i morti di Nassirya? Alla compagna di uno di quei morti non fu concesso stare tra i parenti durante i funerali: è giusto? Una legge sulle coppie di fatto semplicemente dovrebbe dare queste possibilità, niente di più e niente di meno. Una coppia di fatto può essere costituita da due persone dello stesso sesso, il fatto che a me gli uomini non piacciano non può essere il metro per dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Perché due persone, indipendentemente dai loro gusti sessuali, non possono avere diritti come gli altri? Certo, anche doveri: non credo che in una coppia consenziente, da chiunque formata, qualcuno voglia eludere i doveri. La Chiesa è giusto che dica che non si può e non si deve, ci mancherebbe, ma il suo messaggio dovrebbe essere rivolto ai propri fedeli. E basta. Perchè, se io non sono cattolico, devo sottostare ai precetti di una religione che non è la mia? Non è ancora obbligatorio essere cattolici, o ebrei o musulmani. Non è ancora obbligatorio scegliersi una divinità. Gli omosessuali sono contro natura? Questa ritengo che sia un’aberrazione: non è la natura stessa che li ha creati? E Dio non ama tutti? Non c’è più il Dio del perdono, il Dio del sorriso, il Dio dell’amore anche per chi non è come qualcuno vorrebbe? Ora sembra esserci solo il Dio della severità, un Dio perennemente arrabbiato e pronto ad ardere chiunque non la pensi come il Papa di Roma. E vi chiedo: è questo quello che ci hanno insegnato a catechismo? Io mi ricordo altro, la cara, vecchia signora Clara che mi faceva lezione sorrideva sempre. Invece in una scuola so di una insegnante che alle proprie alunne adolescenti dice che hanno il demonio dentro, perché hanno pensieri da adolescenti, con lo scoppio di ormoni che li caratterizza, che ha caratterizzato tutti. Vi chiedo di darmi risposte, senza rifarvi a sacri libri, ma dalla vostra esperienza, per cercare di capire senza grida e anatemi. Ve ne sarei grato, scusandomi della prolissità.

Gianni Rosa ha detto..
il 29 Aprile 2007 alle 23:04

Come volevasi dimostrare. Sono cessati i proclami giornalieri anti DI.CO. da parte della Chiesa. Per ora. Infatti l’Oltre Tevere attenderà che si chiuda la dichiarazione dei redditi per poi riprendere a fiato grosso.
Speriamo nel frattempo che neanche un gay,o coppia di fatto, sottoscriva l’8‰ a favore della Chiesa cattolica e che complessivamente si registri una considerevole diminuzione degli introiti per essa. Sarebbe un segnale forte e chiaro che, toccando gli interessi economici e le tasche delle loro eminenze, potrebbe dissuadere dal perpetuare la campagna omofoba iniziata con tanto accanimento.
Saluti.

gigi ha detto..
il 30 Aprile 2007 alle 14:10

Bastava usare gli strumenti giuridici che gia esistevano senza inventarsene altri!?

Tancredi D’Altavilla ha detto..
il 30 Aprile 2007 alle 14:46

La Chiesa ora è tranquilla perchè sa che i DICO in Senato non passeranno MAI e sono ormai provvedimento morto. Ennesima sconfitta in poco tempo del fronte anticlericale!

Veve ha detto..
il 30 Aprile 2007 alle 17:48

Già, che tristezza intellettuale, però, nel nostro Senato (al di là di tutto il resto).
Mi piace l’idea di non dare l’8 per mille alla Chiesa!

Tancredi D’Altavilla ha detto..
il 30 Aprile 2007 alle 18:50

A me piace l’idea di dare l’otto per mille alla Chiesa! Che gioia intellettuale e sopratutto che scacco all’anticlericalismo che condanna la nostra società a dover diventare una società senza valori! Con le minacce, le scritte sui muri e tutto questo odio malcelato il fronte anticlericale (più piccolo di quanto non vogliano farci credere) è destinato ad essere sempre sconfitto!

cobra ha detto..
il 30 Aprile 2007 alle 19:22

L’ art.19 della costituzione, c’e sempre stato e le sinistre hanno sempre sostenuto che la Costituzione non si puo’ cambiare a colpi di maggioranza, forse si potra’ modificare a colpi di pronunciamenti regionali? Ne dubito.
Per quanto attiene alle coppie di fatto, una specie di consorzio reso pubblico, puo’ essere che venga istituito l’8 per mille per i DICO.
Ciascuno puo’ dare il proprio contributo a chi piu’ ritiene opportuno.
La Famiglia unita dal matrimonio, che si assume la responsabilita’ di mettere al mondo figli non ha bisogno di sovvenzioni ma di leggi che ne garantiscano il futuro che poi è il futuro del Paese.
Ancora una precisazione mi pare doverosa: Famiglia ” un marito e una moglie ” in questi tempi precisare non è mai troppo.

Gianni Rosa ha detto..
il 1 Maggio 2007 alle 09:40

i cattolici iniziano ad essere stanchi del fondamentalismo vaticano e cresce il fronte favorevole ai DiCo. “Noi al Family day non ci saremo”. A parlare sono sacerdoti, comunità di base, associazioni e movimenti ecclesiali che diserteranno la crociata del 12 maggio. Lacerazioni interne tra i movimenti che hanno firmato il manifesto, Azione Cattolica in subbuglio, dichiarazioni delle Acli provinciali ammoniscono che il ddl Bindi-Pollastini non tocca l’istituto del matrimonio, ma soprattutto il malumore delle diocesi.
SALUTI E BUON PRIMO MAGGIO A TUTTI.

pulcix ha detto..
il 1 Maggio 2007 alle 12:05

Sig. Gianni Rosa ho letto un po’ dei suoi commenti e francamente sono rimasto allibito… in quasi tutti ci sono errori grammaticali da far rabbrividire una maestra delle elementari, le faccio un esempio: o senza h(usato come verbo avere), o con h (usato come oppure), ne con l’accento, è senza accento(inteso essere), e con l’accento, oppure nomi di stati europei senza la maiuscola , dotarsi con due t, quando usa “sia” deve usare di nuovo “sia” e non “che”, perchè senza accento….e poi altri orrori pardon errori, ma sarebbero troppi da elencare… Sinceramente da un intellettuale di sinistra come lei mi sarei aspettato un’ortografia che superasse la terza elementare….
Saluti.
P.S.: sono sempre disponibile per darle ripetizioni

Gianni Rosa ha detto..
il 1 Maggio 2007 alle 13:15

premesso, che mi fa piacere che lei sig. pulce legga i miei commenti.
ma francamente sono rimasto allibito anche io nel constatare la sua pochezza di dialogo rivolta solo agli errori grammaticali è non al senso di libertà e diritti civili per tutti che i miei commenti esprimono.
e senza offesa di sinistra o di destra sarà lei, io è gia da un pò che sono fuori da etichette politiche.
la saluto e buon primo maggio.

Tancredi D’Altavilla ha detto..
il 1 Maggio 2007 alle 13:36

Colui che cerca di dividere la Chiesa è il demonio, sciagurato chi si presta al suo gioco!!! Le divisioni nella Chiesa (SE e QUANDO ci sono) non sono da sentirsi come una vittoria ma comeuna sconfitta! La Chiesa è UNA, SANTA, CATTOLICA e APOSTOLICA! Guai a chi cerca di disfare ciò che Cristo ha fatto! Il Signore lo giudicherà e lo condannerà! Ma la Chiesa ed i veri cattolici sono la maggioranza non politicizzata e stanno uniti sotto la guida del Papa!

lui la plume ha detto..
il 1 Maggio 2007 alle 15:11

Dopo sette anni, prima dell’arrivo di un piccolo siamo andati a regolarizzare cio’ che era gia’ certo.
Poi sono passati altri 35 anni di matrimonio e sono arrivati altri due “piccoli”.

Cosa penso di questa voglia di regolamentare?

A me’ sembra veramente una stupidata, ma chi ve lo fa’ fare? E’ una “fregatura”.

Se potessi tornare indietro mi limiterei al matrimonio religioso senza alcun coinvolgimento della parte amministrativa dello Stato dal quale non ho avuto alcun vantaggio: solo costi maggiorati.

Ho pagato sempre il massimo per asilo, scuola, tasse universitarie, gli assegni familiari me li hanno tolti subito (per mia fortuna, ma con un solo stipendio una famiglia di cinque persone non vive nell’oro)

anche quando un paio di anni fa’ ho desiderato “mettere ordine nelle proprieta’ immobiliari” per evitare problemi ereditari intestando completamente a mia moglie cio’ che avrebbe desiderato abitare (sob una volta sola) o completamente a me cio’ che io preferisco mi son trovato una leggina che non lo permette: tutto al 50% e poi litigate in santa pace cosi aumenta il contenzioso e lo Stato incassa altri soldini.

Ogni volta che chiediamo allo Stato di fare qualcosa per noi di regolamentarci dobbiamo renderci conto che questo intervento lo pagheremo mille volte piu’ di quanto vale.

Certo in questi mesi non sono riuscito a capire le ragioni di questi DICO (ma i promotori non potrebbero prepararsi meglio, magari affidando la presentazione della problematica a dei “professionisti della comunicazione”? tutte le volte che cerco di ascoltare le ragioni espresse mi rendo conto che alla fine riescono a convincermi del contrario di cio’ che viene propagandato, questi sono argomenti importanti ed e’ necessario evitare continue contrapposizioni sterili, bisogna comunicare meglio).

Gianni Rosa ha detto..
il 1 Maggio 2007 alle 15:29

GERUSALEMME – Dall’esilio a Betlemme in cui è stato relegato dopo la sconfitta del Conclave il Cardinale Carlo Maria Martini ha fatto sapere ai fedeli e alla stampa che i leaders religiosi sbagliano a negare il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto e omosessuali. E ai pellegrini italiani in visita ha detto che “La Chiesa non da’ ordini”. La sua dichiarazione è una chiara presa di distanza dal Papa e dalle sue manovre politiche in Italia. Il cardinale in pensione parlava dalla basilica della Natività davanti a 1300 pellegrini in visita da Milano. Martini, 80 anni, crede che la Chiesa debba adeguare il suo messaggio e il suo linguaggio alle comunità del 21 secolo. Martini è sempre stato portavoce di visioni liberali per la chiesa e anche se ufficialmente per motivi di età, è stato allontanato dalla diocesi di Milano a causa delle sue idee in contrasto con la linea duramente conservatrice della chiea di woityla e Ratzinger.

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