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Articolo n° 9123 del 28 Marzo 2007 delle ore 16:51

La “guerra santa” contro i commercianti

E’ partita la “guerra santa” contro i commercianti che , a dire dell’agenzia delle entrate, non farebbero regolare scontrino. Tutti sono nel mirino della finanza e del fisco. Non e’ una bella situazione per i commercianti che corrono il rischio concreto di chiusura, oltre a subire il danno di pesanti sanzioni pecuniarie, c’e’ anche la beffa della gogna con il cartello affisso sulla saracinesca che indica il motivo “indamante” della chiusura. Siamo praticamente tornati nell’oscurantismo del medioevo , peccato che siamo ai tempi nostri, in una attualita’ da finanziaria cruenta e impietosa. Ma i nostri Soloni del ministero delle entrate, conoscono la qualita’ della vita di un commerciante tipo?? Non parlo di Raniero della Valle oppure della famiglia Pirelli.allora provate a  mettervi nei panni dei commercianti normali, che sono in Italia milioni, di qualsiasi tipo di attivita’ parliamo, questi poveri cristi, alzano la saracinesca tutte le mattine, con il rischio di rapine, furti, aggressioni a mano armata oppure no, con le tratte da pagare, l’affitto dei muri incombente, i dipendenti che gli stanno sul groppone fra salario e contributi, i rappresentanti che li rincorrono per proporgli campagne allucinanti, i clienti che spesso chiedono lo sconto e a volte non pagano, la salute e la famiglia da tenersi in perfetto stato.oltre a tutto questo ,ecco l’incubo della chiusura coatta per scontrini evasi. Avete mai visto le modalita’ di “ingaggio” della GdF?? Sembra di assistere ad un B – movie, del tipo milano spara o simili. E’ giusto che i commercianti debbano subire tutto cio’?? Io non credo, ritengo che per tutto ci debba essere il giusto equilibrio, la corretta misura, un piu’ equo trattamento umano e soprattutto fiscale da riservare ai commercianti che fra l’altro, sono cittadini detentori di normali doveri e diritti. Altrimenti e’ solo ed unicamente una caccia all’untore e basta.

Roberto Nicolick
Consigliere provinciale Lega Nord

» Redazione

11 commenti a “La “guerra santa” contro i commercianti”
Lex ha detto..
il 28 Marzo 2007 alle 23:38

Caro Nicolick, questa volta e non è l’unica, sono proprio d’accordo con lei!!
E’ assai piu facile anzi semplicissimo, andare a caccia di chi ha qualcosa anche di piccolo al”sole” piuttosto che rincorrere tutti gli evasori che con attività non radicate fisicamente sul territorio, sono assai più scomodi da individuare ma che sono la vera valanga dell’evasione.
Certo si fa presto a controllare un bar, un negozio, un ristorante, un magazzino all’ingrosso: sta lì immobile in una struttura con tanto di nome e cognome (insegna), una società di persone o capitali, una partita IVA, insomma un indirizzo un telefono ed altro ancora.
Perchè costoro evadono ? bella domanda dalle molteplici risposte e tutte fondate, vediamone alcune:
– Alcuni sicuramente perchè fanno parte del partito dei “FURBETTI” che credono di farla franca, in una Italia dove la legalità è assai frammentata, a seconda dei luoghi e delle latitudini, ma soprattutto con la quasi certezza di farla in barba agli altri poveri cretini che non se la sentono di evadere, non per mancanza di coraggio, ma per senso di responsabilità, sempre speranzosi che prima o poi si ponga rimedio a questo stato di illegalità diffusa e di diseguaglianza che costa a tutti noi carissimo;
– Altri lo fanno perchè diversamente non sono in grado di andare avanti, perchè le spese di affitto, di utenze, di pubblicità di personale etc. sono inevitabili ma a volte
diventano anche insostenibili e le alternative difficilmente percorribili;
– Qualcuno ha la fortuna di gestire attività che pure in periodi di grande incertezza come gli attuali sono in grado di ricavare utili decenti e di conseguenza riescono ad affrontare la vita quotidiana con qualche certezza;
Ora però è opportuno addentrarci nella nebulosa degli evasori difficili da individuare, ovvero coloro che con attività “mobili” ovvero non in “sede fissa” spesso “artigianali”, in condizioni di poca visibilità, riescono a guadagnare belle cifre, non hanno, fortuna loro, spese per reali strutture aziendali, per il commercialista, per la camera di commercio, per l’inail, per l’inps, per conti correnti bancari etccc., ma “quattro” attrezzi del mestiere: e poi l’incasso si esige assolutamente in nero, si salvano tutte le spese sopra elencate ed altre più.
Le attività che costoro svolgono sono le più disparate, comunque tutte più o meno profittevoli soprattutto perchè non gravate da tutta una sequela di spese che, “purtroppo”, chi ha una attività all’onore del mondo è costretto a dover sostenere
per rientrare nella legalità fiscale.
Tra questi “illegali” al 100% vi è una prevalenza di pensionati “nostrani” che per integrare una pensione minima o insufficiente in qualche maniera, dovuta anche agli errori passati della pubblica amministrazione, che non controllava adeguatamente che i versamenti dovuti fossero adempiuti: così, oggi, persone che hanno lavorato per una vita si trovano la sorpresa di non avere tutti i contributi versati dalle azienda
per cui hanno lavorato, come invece si aspettavano; ma non solo questi, parzialmente giustificabili, ma anche ex dipendenti pubblici, ex tutori dell’ordine, che con la legge dovrebbero avere consuetudine di condotta e familiarità, che magari hanno un nipotino di troppo, il pargolo costa, ed il figlio o la figlia con il relativo consorte, da soli non ce la fanno.
Ultimo ma non ultimo, vi sono poi gli extracomunitari, i quali vengono sfruttati sia per la loro frequente ignoranza sia per la loro deficitaria professionalità di base, dovuta
spesso ai luoghi di provenienza, che li rendono vittime designate dei soliti autoincoronati “caporali”.
Ma i migliori operatori del “Lavoro nero” sono i cassa-integrati, quelli che percepiscono quasi lo stesso stipendio dei loro colleghi in attività, che possono
arrotondare la “cassa” con un ulteriore introito, dando la sicurezza a chi li impiega, della massima certezza di non andare incontro a problemi, poichè se denunciassero questa seconda attività incorrerebbero nell’immediata interruzione dell’erogazione della “cassa-integrazione”.
Insomma…tutti hanno delle ragioni più o meno valide, ognuno per il proprio punto di vista, ma la sostanza per chi ha un’attività “legale” è di vedersi portare via una fetta di “mercato” da costoro, con indescrivibili danni economici e di fatturato perchè, oltre il danno, la “beffa” è che chi fornisce in nero o opera in nero lo fa al netto dell’IVA e di qualsiasi altra imposta diretta o indiretta risultando, in definitiva, assai più competitivo; così viene visto come uno “ONESTO commercialmente” e chi si ritrova un sacco di balzelli fiscali e legali, alcuni peraltro ineluttabili, fa la figura di essere un affamatore, uno che vuole straguadagnare a tutti i costi: tralasciamo poi ogni
considerazione relativa alla qualità e alla rispondenza alle normative dei prodotti venduti, ….ovviamente.!.
A presto su… IVG !

Bruno Pirastu ha detto..
il 29 Marzo 2007 alle 00:57

Signor Nicolick ho avuto modo in diverse occasioni di apprezzare e molto le sue idee e iniziative ma questa volta mi trovo , parzialmente , in disaccordo. Vero che il cartello sulla serranda ricorda la gogna medioevale e che non so quanto sia in linea con il rispetto della privacy e vero anche che tre scontrini in due anni (?) non sono la cartina tornasole che identifica l’evasore ma è anche vero che come in tutte le categorie ci sono anche nei commercianti che fanno i furbetti ma condivido che non è lo scontrino il mezzo per appurarlo. Penso che da anni per interessi politici e finanziari si stia avvantaggiando in tutti i modi la grande distribuzione dove lo scontrino è obbligatorio e che con queste norme si voglia colpire il piccolo esercente , l’artigiano. Cosa significhi avere un negozio quali le spese e le pene le conosco e anche molto bene ma quello fa parte del gioco cosi come il rischio d’industria o di lavorare in una azienda il cui titolare , persona perbene , scappa con la cassa o decide di chiudere. Io difenderei i commercianti quelli piccoli e onesti perchè sono ancora quello che resta di una società basata sul rapporto umano, di quartiere, di preferenze e anche di simpatia. Sarebbe bello e interessante se la Gdf , forse lo fa gia, andasse a verificare quelli che assumono decine di ragazze a parttime e poi lavorano quasi come a tempo pieno , con contratto a sei mesi e non sempre rinnovato, che devono fare i turni anche domenicali e serali, etc etc. Mi ha fatto specie vedere , ad esempio, che lo stesso giorno in cui si diceva che per il piano provinciale del commercio i negozi alla domenica devono restare chiusi e il Gabbiano in contemporanea annunciava che da qui a Giugno sarà paerto tutte le domeniche. La guerra santa non dovrebbe essere fatta contro i commercianti ma dai commercianti contro la grande distribuzione e chi ne cura e fa gli interessi.
Scusi il disaccordo.
Cordiali saluti

christian ha detto..
il 29 Marzo 2007 alle 11:23

Caro Sig. Nicolick purtroppo non ho molto tempo per commentare la sua lettera in quanto faccio il Rappresentante e devo andare a “rincorrere con campagne allucinanti” i “poveri cristi” quali definisce i commercianti.
Trovo la sua lettere populista pericolosa e infine offensiva per che si guadagna da vivere Onestamente come me. Se facessi il commerciante sarei altrettanto offeso per come mi definirebbe.
Populista perché crede ancora che sia sufficiente scrivere una lettera con grandi proseliti e citando magnati della finanza per accaparrarsi simpatie e magari voti? Crede che gli italiani siano così stupidi? Ci sottovaluta caro signor consigliere.
Inoltre, dato che si firma come Consigliere, quindi come personalità politica, ritengo che la sua lettera sia estremamente pericolosa, incita i commercianti ad infrangere lo stato di legalità, ad andare contro a leggi e istituzione e ridicolizza l’operato della Guardia di Finanza.
Per finire, senza voler risultare banale, credo che le leggi vadano rispettate, le tasse pagate, gli scontrini fatti, chi non è in grado, in uno stato di legalità, di affrontare la propria professione, forse deve farsi un esame di coscienza e pensare che le colpe non siano necessariamente da imputare ad altri ma a se stessi.
Cordialmente,
CP

PS bravo Sig. Pirastu

gianni rosa ha detto..
il 29 Marzo 2007 alle 14:53

è intollerabile che qualcuno si permetta di taciare i pensionati tra i colpevoli dell’evasione fiscale, chi fà queste affermazioni dovrebbe solo vergognarsi!! è significativo poi il fatto che i dipendenti degli esercizi commerciali in genere, dichiarino un reddito superiore ai propri datori di lavoro. cerchiamo invece i motivi per cui siamo costretti a pagare tasse cosi alte come in nessun altro paese europeo, sarà per caso anche il fatto che tutto il sistema politico in italia ha un costo degno del paese delle banane? e come spieghiamo poi che tra le istituzioni siedano loschi personaggi (pregiudicati) anche per reati fiscali, collusi col sistema mafioso, imputati proprio per reati fiscali. in un paese di corrotti e corruttori dai colletti bianchi, mi dispiace ma non si può dare la colpa ai pensionati e cassaintegrati dello sfascio di questo paese.

imparare a leggere l’italiano… ha detto..
il 29 Marzo 2007 alle 16:35

come al solito il sig. gianni ha fatto il solito sputa-sentenze senza un minimo di criterio….
La prego di leggere in modo più attento quanto scritto da Nicolick, in modo da capire il reale senso del suo contenuto…e se insiste a non comprenderlo, perchè le sue continue inutili invettive questo fanno trasparire…, torni a scuola ad imparare il senso delle lingua italiana….

e non si sprechi a ringraziarmi per il prezioso suggerimento che le ho dato….

Bruno Pirastu ha detto..
il 29 Marzo 2007 alle 17:59

per quello ci sono anche corsi gratuti di educazione. A parte che sono mezzo orbo e ho la tastiera intasata dalla cenere io mica me la prendo ne per i miei che per gli errori altrui Vedasi … perchè le sue continue inutili invettive questo fanno trasparire … Cordiali saluti e restiamo in tema al commento,

a ha detto..
il 29 Marzo 2007 alle 20:23

non si possono neanche pagare 2.000-3.000 euro per l’affitto di un locale ad uso commerciale di pochi metri quadrati. non c’è più un freno ai prezzi degli affitti, continuano a salire, salire, salire… ovvio che per pagare queste spese si debba ricorrere a qualche escamotage. altrimenti bisogna chiudere.
indignamoci anche su queste cose.

gianni rosa ha detto..
il 29 Marzo 2007 alle 21:47

lex, scrive: tra questi” illegali” all’ 100% vi è una prevalenza di pensionati “nostrani”-
Ma i migliori operatori del lavoro nero sono i cassaintegrati, quelli che percepiscono quasi lo stesso stipendio dei loro colleghi, etc. etc.
premesso che i soldi che prendono i cassaintegrati non sono altro che soldi loro, in quanto trattenuti in busta paga anche quelli per lo scopo di riaverli se l’azienda dovesse andare in crisi.
e poi basta fate finta di non capire! nei punti chiave del governo siedono 25 parlamentari pregiudicati, perche non volete vedere la realta? alla fine se verranno condannati anche gli altri saranno circa un centinaio!! bell’esempio… non pensate che i giudici devono combattere per restare a galla? non pensate che il governo invece di agevolare la giustizia fa di tutto per trasferire i giudici che reputano scomodi, quelli che sono vicini alla verità, vengono uccisi ho trasferiti. ora usano le vallete per nascondersi, ma l’indagine non è volta a capire con chi vanno a letto i nostri politici, ma è ben altro. sono arrivati al punto che andreotti l’hanno nominato senatore a vita, ma vi rendete conto o fate finta che tutto questo sia normale?l’unico modo che avete per dialogare è quello di dare dell’ignorante a chi scrive la verità. non mi vergogno di aver fatto solo la terza media e di fare dei grossi errori di grammatica, ma il punto non è questo, il punto è che siamo schiavi del potere è non abbiamo le palle per ribellarci. e allora non lamentiamoci se le tasse aumentano sempre di più.

Lex ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 21:02

Caro Gianni Rosa, ciò che io ho scritto è quanto le evidenze quotidiane mostrano sia quando mi riferisco ai pensionati, persone di cui io ho il massimo rispetto se si sono
conquistati con anni di duro lavoro il giusto premio della pensione, non certo coloro che, se pure in virtù di Leggi disgraziate, hanno potuto trovare delle finestre di
pensionamento già alla “tenera” età di 35 anni non di lavoro bensì di età, con uno storico di versamenti irrisorio e che oggi tutti noi dobbiamo mantenere in una situazione di manifesta e gravissima ingiustizia; coloro che sono stati pre-pensionati in virtù di pastrocchi politici ed in ossequio alla “pax sociale” e per favorire alcuni imprenditori, quando avevano davanti ancora un futuro operoso e una invidiabile
professionalità che doveva e ripeto doveva essere trasferita alle nuove forze lavoro prima di un decoroso abbandono dalla vita attiva.
Io non mi curo se Lei abbia la terza media dell’obbligo o tre lauree, ma Le segnalo che i cassaintegrati percepiscono la “cassa” al posto del salario, con una decurtazione per oneri spesse volte inferiore a quella subita dai salari e stipendi dei colleghi che invece continuano a lavorare regolarmente: questo non dovrebbe loro permettere di svolgere una ulteriore attività addirittura in “nero” che va ad integrare il salario,
al netto di qualsiasi onere, facendo si che a seconda della più o meno buona volontà e opportunità di lavoro “nero” il loro “mensile” si possa anche raddoppiare come risultato della somma della “cassa” e dell’attività in “nero”.
Per meglio chiarire il concetto, ad esempio, un lavoratore di un’industria lombarda si alza, diciamo, alle 5 – 6 del mattino e si reca al lavoro per le ore dovute, mentre il collega cassa-integrato invece di alzarsi alle 5 – 6 del mattino magari si alza alle 7 – 8 della stessa mattina e si reca a svolgere la sua attività integrativa che, se pure ridotta come orari, poichè netta, ha un discreto valore e gli rimane, se si organizza bene, pure del tempo libero per godimento personale.
Tutto questo in barba alle Leggi, a totale danno dei giovani che non trovano un impiego stabile e che quindi gravano per anni, sino ad età avanzata in taluni casi, sulle spalle dei genitori e della famiglia più in generale.
In sintesi: quei soldi della “cassa-integrazione” sì sono parte delle, chiamiamole, “riserve” per tutelare un futuro decoroso in caso di messa in cassa per problemi dell’azienda, ma non è certo etico percepirli e poi svolgere una seconda attività. Quanto detto nel massimo rispetto di tutte le categorie sociali ma altrettanto con il massimo rispetto per la VERITA’! Questa Italia è il paese dove la migliore qualità
si chiama arrangiarsi……. !
Ci sarebbe ancora molto, moltissimo da dire ma non so se ne valga la pena, francamente.

gianni rosa ha detto..
il 30 Marzo 2007 alle 23:38

caro lex, devo dire: che prima di tutto c’è gente che evade per sopravivere, e gente che evade per arrichirsi. detto questo non sarebbe male che andasse a vedere l’indagine fatta dall’ eures in merito.
http://www.eures.it (indagine sul fenomeno dell’evasione fiscale in italia)
cosi magari scopre che più che i pensionati e cassaintegrati(che sopravivono) i più che evadono anno tutti il cosidetto colletto bianco. dottori, avvocati, architetti. etc. per andare poi a concludere con una nutrita lista dei vari commercianti. la saluto.
Gianni Rosa.

Lex ha detto..
il 31 Marzo 2007 alle 14:58

Caro gianni rosa, sono d’accordo con lei che vi siano delle categorie, diciamo così, degli “intoccabili” ovvero avvocati, medici, ingegneri, architetti, etc .. e le posso dire che tanti anni fa ho sperimentato personalmente quanto da lei asserito, con un avvocato che mi aveva gestito una causa privata quindi non deducibile in termini di
spesa, ed appunto per questo motivo di fronte ad una richiesta di 8 milioni di vecchie lire, chiesi al professionista uno sconto perchè la cifra mi pareva un tantino esagerata; la risposta fu: … tanto lei non deve mica scaricarla questa spesa,
quindi le applicò una riduzione di 2 milioni (sempre di vecchie lire) e le farò una
fatturina… . Io mi aspettavo una fattura di almeno 4 – 5 milioni (vecchie lire) ma ne
ricevetti una di 500.000 lire (vecchie lire). Questo per dirle che non ha davanti una persona preconcetta: il problema sta nel fatto che i professionisti operativi in Italia sono delle migliaia, qualche decina, mentre per le altre categorie si parla di centinaia di migliaia e di qualche milione, il chè moltiplicato a dovere da risultati matematici inequivocabili.
Sul fatto che poi alcuni arrotondino per “campare” come dice lei, verissimo, ma sarebbe opportuno vedere se la loro vita attiva era improntata allo stile cicala o formica, e comunque sono in accordo con lei che le pensioni sono basse rispetto al
costo della vita attuale.
La “guerra santa”, come Nicolick l’ha definita, dovrebbe essere indirizzata, appunto, a 360 gradi e non solo rivolta verso alcune categorie; se con più senso civile tutti pagassero il dovuto pagheremmo certamente tutti molto molto meno e tutto filerebbe molto ma molto meglio.
Comunque non mi può paragonare uno che ha un’attività anche piccolissima in regola, con coloro che svolgono un’attività in proprio totalmente in “nero” e meno che mai chi percepisce una cassa-integrazione;
Sarebbe come dire che i colleghi che lavorano regolarmente, quindi il loro tempo e le loro risorse fisiche sono evidentemente impegnate nell’azienda in cui operano, sono degli “sfigati” perchè non hanno il tempo per un secondo lavoro irregolare.
Io personalmente suggerirei di verificare chi svolge un lavoro e non mi riferisco a piccoli interventi estremamente saltuari tipo fai-da-te presso terzi, sostanzialmente insignificanti, senza le dovute prescrizioni di legge, dopodichè andrei a verificare chi ha un’attività definiamola regolare, perchè quello in regola di tasse bene o male già ne paga un sacco, mentre quello in nero un bel nulla! Il tutto per equità sociale.

E non dimentichi che chi lavora in maniera irregolare toglie lavoro ai giovani che sono il futuro e coloro che in teoria dovrebbero contribuire alle nostre pensioni di azianità .

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